La mostra ampiamente lodata presso il Cooper-Hewitt Museum di New York sul tema inerente la capacità del design di fronteggiare le sfide di sopravvivenza cui va incontro il povero o l’emarginato, è stata aspramente criticata David Stairs in a duro articolo sul Design Observer:
Stairs identifica tre problemi cruciali: L’esperienza remota è una problematica affrontata dai curatori della mostra. Troppo spesso le soluzioni di design sono soluzioni remote, questo è il prezzo che noi dell’occidente dobbiamo pagare per la nostra esistenza mediata. Una seconda pecca del pensiero di design è ciò che io chiamo strumentalizzazione, per cui la tecnologia può, molto spesso, fornire soluzioni. I designer, specialmente, tendono a voler risolvere i problemi in un breve periodo, ma non sempre questo è possibile e sono necessari tempi più lunghi. Pensiero pantagruelico è il terzo errore: la necessità di ospitare la popolazione mondiale, di risolvere i problemi, eliminate disease, e l’inversione del riscaldamento globale. Stairs conclude: I designer dei paesi sviluppati possono fornire una risposta realistica? Il punto di partenza dovrebbe essere quello di riconoscere che in molti casi non è necessario ricreare nella nostra mente altre persone o le loro società. L’idea di un intervento di design - sostenibile o di altro tipo - potrebbe apparire intrusivo per popolazioni che hanno vissuto 150 anni di interventi coloniali. Vivere con altre persone apprezzarne valori , prospettive e abitudini sociali è un eccellente strumento di ricerca di design. Anche l’educazione è un ottimo punto di accesso, così come un secondo linguaggio. Ma quanti curricula di design soddisfano tali caratteristiche, e possono da soli implementare iniziative di portata globale? L’articolo ha riscosso ben 58 commenti ed è stato presentato anche sulla rivista web Core77. David Stairs coordina il programma di grafic design all’Università Centrale del Michigan. E’ redattore fondatore di Design-Altruism-Project, ed il direttore esecutivo di Designers Without Borders. Fonte: http://www.experientia.com |