Sci, archeologia, shopping, incentive e golf. Sono molte le alternative cui vengono abbinate le offerte del settore wellness proposte dagli enti di promozione territoriale di numerosi Paesi, perennemente impegnati a destagionalizzare e a fornire pretesti di soggiorno sempre nuovi ai potenziali vacanzieri.
Nell'isola artificiale che la Slovenia ha intenzione di costruire in pieno Adriatico entro il 2020, è contemplato un centro di 'remise en forme', che secondo gli investitori contribuirà ad incrementare ulteriormente la domanda di termalismo da parte della clientela italiana. I nostri connazionali sono infatti fedeli ospiti delle terme slovene, come dimostrano gli arrivi al centro thalassoterapico di Strugnano e alle terme Smarjeske Toplice, dove gli ospiti del Belpaese sono aumentati del 435 per cento nel giro di sei anni, rappresentando oggi circa il 40 per cento delle presenze straniere, prima di russi e britannici. Forte di questi risultati la Slovenia si è unita ad Austria e Ungheria per dare vita alla European Spa World, prima regione europea del benessere con un patrimonio di oltre 105mila metri quadrati di stabilimenti termali, 341 zone sauna e 13.338 mani esperte in massaggio terapeutico. A fare da contorno, 226 percorsi per il golf, uno sport sempre più di frequente accoppiato al settore wellness. Pacchetti green più terme sono infatti nelle proposte di destinazioni come Dubai, Sudafrica, Kenya, Namibia e Turchia. Quest'ultima suggerisce in particolare l'area di Belek, dove si trovano i campi meglio attrezzati del vicino Oriente - come il Sultan e Pasha Golf Club - e le rinomate strutture termali di Pamukkale.  L'austriaca Carinzia punta invece tutto sul connubio montagna e benessere. E se d'inverno l'accoppiata è doverosamente sci più 'remise en forme', nei mesi estivi vince l'"alpine wellness", una nuova disciplina con tanto di marchio di certificazione rilasciato a Bad Kleinkirchheim, prima località di villeggiatura d'Austria a potersene fregiare. Qui il wellness alpino si pratica lungo sentieri panoramici attrezzati con amache per il relax oppure percorrendo la strada dei rifugi del nardo selvatico, che propongono trattamenti di cosmesi naturale basati sulle proprietà di questo particolare vegetale. Sempre più wellness anche per il turismo giordano, che in alternativa al Mar Morto suggerisce l'oasi benessere a Sud di Madaba: sessanta sorgenti termali ad alto potere terapeutico tra cui l'Hammamat Ma'in, tradizionalmente legato alla figura di Erode. Qui sta per aprire i battenti la nuova Six Senses Spa, punto di partenza per escursioni a Petra, Jerash, Wadi Rum e Aqaba. Chiude la panoramica sui nuovi trend di offerta benessere lo stato australiano di Victoria, fautore di wellness incentive dove persino il coffee break viene rimpiazzato da una più salutare pausa spa. Una soluzione a quanto pare molto gradita ai meeting planner che, secondo quanto riferisce Sandra Chipchase, ceo del Melbourne Convention Bureau, "nel 90 per cento dei casi reputano la presenta della spa un elemento decisivo per la scelta dell'albergo". Fonte: http://www.ttgitalia.com |