Vienna Creative Industries distretto culturale, fase creativa della città. Con l'allargamento dell'Europa ai paesi dell'Est e l'importanza crescente rivestita dalla cultura nei processi di rigenerazione urbana, la città di Vienna ha dovuto cogliere la sfida lanciata dalla creatività puntando sulle "Creative Industries", e sulla realizzazione di un enorme distretto culturale nel cuore della città...
In un Occidente segnato dalla crisi del capitalismo e dagli effetti collaterali dello sviluppo, inteso come il raggiungimento di standard di vita sempre più elevati attraverso livelli di produzione e consumo sempre più alti, il passaggio da una società industriale ad una postindustriale ha indotto un ri-pensamento degli equilibri e dei rapporti di forza esistenti tra le componenti economiche, politiche e sociali, riscontrabili all’interno delle comunità. Il modello produttivo incentrato sulla grande fabbrica e sulla produzione di beni materiali di largo consumo, tipico del mondo industriale, è stato sostituito da un nuovo paradigma, che gli economisti sono soliti definire economia della conoscenza o dell’informazione. La rilevanza assunta dalle risorse immateriali e la consapevolezza che determinati prodotti siano caratterizzati da una componente identitaria facilmente riconoscibile, ha posto la cultura e le potenzialità insite in interventi di tipo culturale ai vertici dell’agenda politico-economica di molti stati europei.L’attenzione crescente dedicata al settore delle “Creative Industries”, unita ad una gestione innovativa delle città, luogo simbolo della contemporaneità, sono segni tangibili di tale tendenza. Una sapiente combinazione di questi aspetti è riscontrabile, oggi, nelle dinamiche politiche e culturali che attraversano la città di Vienna. Oscurata da casi di fama internazionale, come quelli che hanno portato alla rigenerazione dei contesti urbani di Bilbao, Berlino, Barcellona, segnati da situazioni di profondo degrado e di abbandono, Vienna è nota più per il suo passato imperiale e per la ricchezza del suo patrimonio storico-artistico, che per la sua volontà di divenire un importante punto di riferimento per l’Europa Centrale ed Orientale. Con i suoi 1,66 milioni di abitanti, Vienna è il più grande bacino insediativo dell’Austria, dove si concentra un quinto della popolazione nazionale, e dove il settore delle Creative Industries, insieme al turismo, rappresenta uno degli asset principali dell’economia cittadina. Diffusosi in tempi relativamente recenti, grazie all’affermazione e all’uso intensivo delle nuove tecnologie anche in campo artistico – culturale, il concetto di Creative Industries ha sostituito quello di Culture Industries, identificando “tutte quelle attività che hanno origine a partire dalla creatività individuale, dalle capacità e dal talento personale, e che racchiudono un potenziale per la creazione del benessere sociale e del lavoro, attraverso la produzione e lo sfruttamento della proprietà intellettuale”, secondo la definizione che ne da il Creative Industries Task Force - ente fondato nel 1997 nel Regno Unito per la promozione dei molteplici e variegati settori che necessitano della creatività, quale input fondamentale per la realizzazione dei propri prodotti e servizi. Il comparto delle Creative Industries – che racchiude al suo interno realtà appartenenti ai mondi dell’architettura, dell’arte, dei musei, dell’audiovisivo, della musica, della pubblicità, del design, della moda e delle nuove tecnologie – nella città di Vienna vede impegnate 120.000 persone nelle 17.948 realtà attive in tale ambito, rappresentando circa il 14% dell’intera forza lavoro della capitale. Dal 1998 al 2002 le imprese della creatività viennesi – soprattutto di piccole dimensioni, con una media di 6,7 lavoratori - hanno fatto registrare un incremento del tasso di occupazione pari al 6%, superando, così, di due punti percentuali la media nazionale, e trovando conferma di questo trend positivo nel secondo rapporto sulle Creative Industries in Austria. Da tale documento si evince come nel corso del 2004 le realtà private appartenenti a questo settore abbiano fatto registrare entrate pari a 18,3 miliardi di euro, con un incremento di circa il 2% rispetto allo stesso dato relativo al 2002. Il valore aggiunto prodotto dalldi Vittoria Azzarita Fonte: http://www.tafter.it |