Turismo rurale ed etnico le due nuove facce Ecoturismo
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domenica 11 novembre 2007 |
Turismo rurale ed etnico sono le due nuove facce dell'ecoturismo. O, per meglio dire, le facce fino ad ora rimaste in ombra, su cui si va pian piano facendo luce. Nello statuto dell'International Ecotourism Society è infatti chiaramente riportato che per ecoturismo non si intende soltanto una forma di vacanza attenta alla preservazione ambientale, ma anche volta a incrementare il benessere delle popolazioni locali.
Per porre l'accento su questa necessità, la Norvegia ospiterà a maggio la Conferenza globale sull'ecoturismo. Un evento appoggiato dallo United Nations Environment Programme, dalla National Geographic Society, dalla Pan Parks Foundation e da altri organismi da anni impegnati in favore di un ecoturismo corretto e sostenibile. A loro parere l'ecoturismo del futuro sarà infatti sempre più orientato all'etnoturismo, già praticato in alcune aree del mondo. Dal Progetto Ricancie, che ha portato l'ecoturismo nella provincia ecuadoriana di Napo riciclandone i proventi per la costruzione di scuole, alla Costa Rica che con l'istituzione del Certificato di sostenibilità turistica premia le iniziative in favore del turismo verde. E poi il progetto dell'Africa Foundation volto a riaffidare ai locali la gestione dei parchi e dei safari nel continente. Un'attività che oggi può garantire ai locali 2500 posti di lavoro in otto diversi Paesi e che è destinata a espandersi. Vengono poi i numerosi progetti attivati sul territorio asiatico, e in particolare nella regione del Mekong, illustrati da Stephen Yong, presidente dell'Ufficio del turismo regionale, in occasione della IV Conferenza sull'ecoturismo in area Asia-Pacifico svoltasi in Malesia. Il tema è quindi sentito ovunque, tanto che a discutere di turismo verde e sostenibile non sono più soltanto i mercati emergenti del pianeta. A novembre se ne parlerà, ad esempio, nello stato australiano di Victoria, dove avrà luogo la XV edizione della Conferenza nazionale sull'ecoturismo. "Un mercato importante per noi - dichiara il ministro per il Turismo John Pandazopoulo - che alimenta il 37 per cento del movimento domestico e il 77 per cento di quello internazionale". Persino nella vecchia Europa, da sempre calamita di flussi turistici dai più diversi angoli del pianeta, l'ecoturismo è spesso materia di discussione e fonte di nuovi progetti. Qui il tema forte del momento è la valorizzazione del ricettivo rurale, che ad oggi dispone di 18 milioni di posti letto. Ma che è destinato a crescere, come spiega Dirk Hamer, membro della Commissione europea per lo sviluppo agricolo e rurale, attualmente responsabile di circa un migliaio di commissioni preposte al vaglio di progetti che coprono circa metà dell'area comunitaria complessiva. |