Il 25 agosto del 2005 (ovvero due anni fa) Matt Cutts scrisse
un post nel suo blog spiegando come Google trattasse la questione: keyword1_keyword2 veniva vista come una parola unica, mentre keyword1-keyword2 come due parole separate. In pratica, Google valutava trattino e underscore per quello che sono. Di conseguenza, il trattino separa, l’underscore unisce (e chiunque abbia mai usato un
editor di testo come si deve l’ha sicuramente notato). I nerd apprezzavano, Google spopolava.
Ora, come ha prontamente segnalato Jacopo, Matt Cutts ha dichiarato che Google tratta (o sta per trattare, poco importa) trattino e underscore allo stesso modo. D’altra parte, ormai, Google non ha bisogno del passaparola dei nerd.
Barry Schwartz ha contattato gli altri motori di ricerca principali chiedendo loro come trattassero la questione. Microsoft ha risposto: "Trattiamo gli underscore come separatori di parole negli URL. Da sempre."; Yahoo! ha risposto: "Per quanto riguarda la separazione delle parole negli URL, trattiamo in maniera identica trattini ed underscore, ma non ci limitiamo a questo ed adottiamo un approccio più generale per individuare le parole negli URL".
Dunque, il caso parrebbe chiuso: d’ora in avanti anche Google, come MSN (o Live?) e Yahoo!, li tratterà allo stesso modo.
Che succederà ora? Secondo me, non un granché. Ammesso che le keyword negli URL abbiano un effettivo valore nel migliorare il ranking di una pagina, infatti, questo fattore non può certo rivoluzionare le SERP. Al massimo, può rivoluzionare il modo di ottimizzare (?) adottato da tanti piccoli SEO che fanno del trucchetto del giorno la loro arma migliore. Ma almeno non dovremo più discutere su cosa sia meglio usare tra trattino ed underscore.
di Stefano Gorgoni
Fonte: http://www.marketingroutes.com/