Diaboliche banlieues, le descrivono violente e broncione, o annichilite dal sarkosismo, comunque di gusti balzani e grossolani. E loro invece inventano, ci danno dentro, si fanno copiare e inebriano perfino i giovinetti della sussiegosa Parigi-centro, rendono, fanno tubare i consigli di amministrazione capitalistici. Il nome dell’inventore, purtroppo, non c’è, peccato, avrebbe in fronte il timbro del genio, come la carta bollata. La nuova appiccicosissima danza-ossesione è una creazione collettiva, quasi uno spirito dei luoghi, un’idea fluttuante nell'aria.
Bisogna accontentarsi di un luogo dove la «Tecktonik» si è sviluppata e di cui resta l’incoercibile tempio: «Métropolis» un tempo anonima discoteca a Rungis, Val de Marne, appunto banlieue di Francia. Qui si assicura l’eternità il suo astuto apostolo Cyril Blanc che ha cominciato a organizzare le prime serate e adesso mette in saccoccia utili che vengono descritti come sardanapaleschi. Perché il fine settimana attorno al locale per la serata «tecktonik» si srotola un fanatico popolo di almeno ottomila persone, e una parte di esso si è scomodata per la prima volta a scavalcare la Periferique, la vera cortina di ferro tra la Francia con la maiuscola e quella con la minuscola. Movimenti fluidi un mix di hip hop e culture diverse
Insomma la «tecktonik» realizza la agognata fraternité. Si può descrivere una danza? No, bisogna accennarvi sapendo che il segreto del fascino sfugge comunque. Sintetizzando: bisogna collegare il maggior numero possibile di gesti, soprattutto con le braccia, fino a dare l’impressione di essere in questa parte del corpo quasi disarticolato. Ma il segreto è compiere questa gesticolazione restando sempre fluidi.
Il miracolo riesce benissimo ormai a milioni di adolescenti francesi tra i tredici e i venti anni: la passione della «tecktonik» non supera per ora questo limite anagrafico. Detto questo, balera o posto chic ormai non si balla altro, si organizzano sfide indiavolate nei parchi, nei palazzetti, a scuola. I video dei «maestri» nel volteggiamento che girano altretanto vorticosamente sui blog e su Internet raggiungono le 700 mila connessioni giornaliere.
La danza delle banlieues infrange già le frontiere: domina in Belgio, Svizzera e Olanda. Ci sono i soliti esagerati che la considerano già come il segno particolare per identificare gli splendori e le miseria di una nuova generazione; altri tracciano paralleli con i debutti ad esempio dell’hip hop che forse non ha trasformato il mondo ma gli ha dato uno scenografico scossone. Si vedrà.
Perché «tecktonik» ammaglia, di più, ossessiona? «Treaxy», nome d’arte è ovvio, 18 anni, ha appena imboccato il toboga della celebrità dopo essere stato eletto miglior danzatore di «tecktonik», ovviamente a Métropolis. E’ una gloria locale, nato a Mesnil-Aubry in Val d’Oise. Vive in perenne divisa «tecktonik», ovvero capello crestato al gel, maglia nera con logo, una aquila che arditamente dispiega le ali, tecktoneggia ormai in modo quasi professionale: «E’ così straordinariamente nuovo, diverso da tutto quello che ballavo prima, e poi c’è un grande spirito di competizione. Mi sono allenato duramente per arrivare a questo livello, vedrete che dura, come la disco e il rap. Soprattutto ora che è partito su Internet, fila che è una meraviglia».
I teorici spiegano che il nuovo ballo unisce hip hop, musica elettronica e la suggestione di molte altre danze. Insomma, è il fedele ritratto della banlieue parigina che ha l’arte di intarsiare molte intricate e talora irrisolte presenze culturali e umane.
«Tecktonik» ormai è diventato un mondo, un logo: una linea di vestiti e di bibite energetiche, un tatuaggio; fanno furore le «battles», ovvero le gare che richiamano migliaia di giovani. E anche questo è il nuovo spirito banlieue, quello dell’investimento, del buon affare, del riuscire. La banlieue considerata da sempre un’assistita, succhiasoldi, invece rende denaro. Se ne sono accorti i fondi di investimento, profeti dell’ultimo capitalismo, che scommettono sul potenziale economico e la voglia di impresa dei ragazzi della periferia. Come, per esempio, l’impresa creata da Aziz Senni, un self made men di Mantes la Jolie, che ha ottenuto gli investimennti di LBO France. Goldman Sachs ha creato «UIG» ovvero «Urban Investment Group», gruppo per gli investimenti urbani destinato a operare con le società dirette da esponenti delle minoranze etniche o da donne: 260 milioni di dollari investiti metà in fondazione e sviluppo di imprese, metà in progetti di rinnovamento urbano. Offrono già rendimenti dal venti al venticinque per cento. Gli affari sono affari.
ANCHE SUL WEB La mania impazza tra i filmati di You Tube La Tecktonik fa il tutto esaurito anche su internet. Centinaia di ragazzi francesi, ma la moda ormai sta contagiando mezza Europa, si fanno riprendere dalla loro webcam mentre si esibiscono nel nuovo ballo. Poi mettono tutto on-line. I filmati spopolano su YouTube e sugli altri siti specializzati, e sono fra i più scaricati del momento. Video artigianali, come sfondo ci sono solo le camerette tappezzate di poster, ma decisamente divertenti. La Tecktonik fa il tutto esaurito anche su internet. Centinaia di ragazzi francesi, ma la moda ormai sta contagiando mezza Europa, si fanno riprendere dalla loro webcam mentre si esibiscono nel nuovo ballo. Poi mettono tutto on-line. I filmati spopolano su YouTube e sugli altri siti specializzati, e sono fra i più scaricati del momento. Video artigianali, come sfondo ci sono solo le camerette tappezzate di poster, ma decisamente divertenti. di Domenco Quirico Fonte: http://www.lastampa.it |