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Storia e cultura Skinhead

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giovedì 18 ottobre 2007

Skinhead (abbr. skin) o, in italiano, testa rasata è il nome di appartenenza a un movimento giovanile sorto in Gran Bretagna alla fine degli anni sessanta, inizialmente su base sociale (sottoproletariato) e non su base politica; ha connotazioni estetiche, iconografiche ed ideologiche contraddistinte da generi musicali, capi di abbigliamento, canoni comportamentali e beni di consumo peculiari. A partire dagli anni settanta questo stile di vita ha subìto un processo di radicale politicizzazione e una conseguente frammentazione.

Gli skinhead si ispirarono e riadattarono, da una parte allo stile dei mod e degli hard mod; e da una parte alla cultura rude boy, da entrambi ereditano inoltre la passione per la musica nera. I primi erano bianchi di origine proletaria e inglese mentre i secondi, immigrati e figli degli immigrati jamaicani degli anni sessanta. Dalla loro fusione nacque la cultura urbana degli skinhead, le cui prime icone musicali furono le musiche cosiddette "nere" quali ska, reggae e rocksteady, ma anche soul e R&B. Nella seconda metà degli anni settanta l'Inghilterra, assiste alla nascita del punk rock ed è con ciò che verso fine del decennio e inizi degli anni ottanta si assiste al risorgere della cultura Skinhead.

Skinheads ad un concerto

Storia del movimento

Alla metà degli anni sessanta quelli che potremmo definire hard mods, fecero la loro comparsa nei quartieri più degradati delle città inglesi. Ma è solo alla fine del decennio che si affermò la subcultura giovanile skinhead: la data che viene indicata come ufficiale è il 1969, tuttavia lo sviluppo avvenne già in precedenza.

Lo Skinhead evolve dalla fusione di due culture:

  • la cultura Mod (abbreviazione di modernist), la prima che interagì positivamente con la comunità di immigrati indo-occidentali e che rispose positivamente alla loro presenza, cercando di emularne lo stile di vita e di appropriarsi della loro musica. I mod erano ragazzi innamorati della musica nera, particolarmente soul, jazz e ska e i primi a dare una forte importanza al modo di porsi all'interno della società. Da essi gli skinhead ereditarono inoltre la passione per la Vespa e Lambretta, mezzo di trasporto preferito dai ragazzi della classe operaia inglese perché economico e duraturo. I Mod ne avevano portato il culto all'eccesso anche in contrapposizione alla moto di grossa cilindrata adoperata dai nemici Rocker;
  • la cultura dei Rude Boys, propria dei figli degli immigrati giamaicani. Erano ragazzi appartenenti alla classe operaia e poco accettati dalla società, per gli scontri violenti con la polizia (in seguito ai quali il governo ordinò per rappresaglia di distruggere un quartiere) e per il consumo eccessivo di marijuana.

I primi skinheads presero in prestito dai gruppi di rude boys modelli comportamentali, gergo e generi musicali. I primi skinheads si opponevano radicalmente ai due mutamenti socioeconomici allora più evidenti:

  • il progressivo imborghesimento della classe operaia inglese e della società in generale;
  • la massiccia immigrazione dalle ex colonie dell'Impero Britannico, soprattutto Giamaica, India e Pakistan.

Sviluppo

Durante la metà degli anni sessanta in Inghilterra, l'irruzione del movimento hippie provocò una scissione all'interno del movimento mod.

Il primo gruppo era quello dei Mod benestanti che vestivano abiti costosi, frequentavano il college o l'università, connotavano una passione per la musica rock come lo psychedelic rock e la british invasion, facevano uso di droghe psichedeliche e si lasciavano coinvolgere dall'universo Hippie.

Il secondo gruppo era invece costituito da giovani della classe operaia, connotati da atteggiamenti patriottici e da un certo odio verso gli Hippie. Questi ultimi non erano particolarmente affascinati dalla musica rock, e si orientavano piuttosto sulla musica nera giamaicana come ska, reggae, rocksteady, soul, jazz, blues o R&B, diffusa nel Regno Unito dai Rude Boy, immigrati giamaicani anch'essi appartenenti alla classe operaia. La condizione economica di questi (detti Hard Mods), non permetteva loro l'uso di droghe, non frequentavano college e università né indossavano vestiti costosi e all'ultima moda, ma anzi adattarono il loro look, meno costoso, a quello della classe proletaria di appartenenza, anche in contrasto con i Mod influenzati dal movimento Hippie.

Questa costola dei mods si sviluppò nelle periferie est di Londra; la subcultura hard mod, frutto della fusione tra mods e rude boys, cominciò a distaccarsi sempre più dal movimento mod original e dai mod benestanti, pur conservando diversi elementi in comune con essi, come buona parte dell'abbigliamento e la passione per le Vespa e Lambretta. L'hard mod ereditò inoltre, grazie anche all'influenza dei rude boys, un atteggiamento più aggressivo, violento, patriottico, e orgoglioso di appartenere al proletariato. L'hard mod (più tardi riconosciuto come skinhead) però non fu un movimento politico: la posizione politica era oggettiva e non aveva a che fare con l'appartenenza alla subcultura, anche se si può notare una posizione antirazzista dovuta alla socializzazione con i Rude Boy (neri) e al loro determinante contributo nello sviluppo della sottocultura.

Il movimento negli anni sessanta, dopo esser stato soprannominato in diversi modi come "nohead", "baldhead", "crophead", "egghead", "peanut", venne riconosciuto ufficialmente e definitivamente come Skinhead verso la fine degli anni sessanta, più precisamente nel 1969. Questa data ispirò un motto tutt'oggi usato tra gli skinhead original, ovvero "Spirit of '69".

L'incontro tra queste due subculture giovanili alla metà degli anni sessanta, diede vita ad un nuovo modello giovanile, fatto di abbigliamento, amore per la musica nera, prevalentemente ska e reggae e fede calcistica, molti skinhead appartengono infatti alla schiera degli hooligan. La subcultura skinhead, dunque, nacque come fenomeno giovanile inglese di matrice operaia con attitudini fortemente conservatrici che sfociarono in aggressioni frequenti ai gruppi considerati "nemici": pakistani, hippie, omosessuali. Le aggressioni violente vennero sarcasticamente chiamate boot-party, e il paki-bashing e il queer-bashing, (ovvero violenze contro i pakistani e contro i gay), divennero passatempi usuali. Questa fase è detta dei trojan skinhead o skinhead original.

Durante la prima metà degli anni settanta la subcultura skinhead conobbe un graduale declino dovuto a interventi repressivi, quali il divieto d'ingresso negli stadi, nei pub e discoteche: si stava concludendo il suo primo ciclo vitale. In seguito all'esplosione del punk si ebbe un'ondata di risveglio e il revival skinhead si divise in filo-punk e conservatore-sciovinista. I gruppi musicali assunsero una grande importanza, fra i principali gruppi di estrema destra gli Skrewdriver e fra quelli di estrema sinistra i Redskins, gli Angelic Upstarts, i Red Alert e gli Oppressed. Tutte le fasi storiche della scena skinhead sono state contraddistinte da un genere musicale, in primis lo ska giamaicano (Skatalites, Prince Buster, Laurel Aitken) e a seguire la Oi! music (Sham 69, Cockney Rejects) e il 2 tone ska (The Specials, Selecter, Madness, English Beat, Body Snatcher, UB-40).

Skinhead e loro orientamenti politici

Lo skinhead è prima di tutto un movimento che poggia su basi sociali, prima che politiche. Nasce nelle periferie delle città inglesi, abitate da famiglie sottoproletarie, miscelando elementi culturali provenienti sia dall'Inghilterra stessa che dalle Indie Occidentali (Jamaica soprattutto).

Originariamente lo skinhead non aveva orientamenti politici specifici. I Rude Boy erano per la maggior parte neri, quindi pare improbabile che propugnassero i pensieri di estrema destra relativi alla superiorità bianca, anche i mod non avevano mai connotato atteggiamenti razzisti. Inoltre vi erano anche skinhead di colore. Nella subcultura giovanile skinhead, così come nella tradizionale cultura operaia inglese, convivono la sentita appartenenza di classe, il fiero patriottismo, aspetti comportamentali maschilisti e sciovinisti, uniti a volte, ad orientamenti politici di tipo conservatore. La musica in origine presentava un collante fra le comunità di skin, mods e rude boys. Questi erano lo ska tradizionale, che evolverà nel rocksteady e reggae.

Nel corso degli anni appartenenza di classe e sentimento nazionalista si polarizzarono, creando fazioni politiche contrapposte. Tali fazioni si collocarono su posizioni di estrema destra, di estrema sinistra o di rifiuto di qualsiasi connotazione politica. I gruppi musicali divennero i maggiori diffusori di messaggi politici, in modo particolare nel caso dell'estrema destra. L'Oi! giungerà sull'onda del punk rock, con la comunità skin che si dividerà quindi fra politicizzati e non, dove alcuni subiscono il fascino delle politiche del National Front. Negli anni ottanta si torna a parlare di skin antirazzisti con la formazione della SHARP (Skin Heads Against Racial Prejudice) nati a New York per contrastare la presenza degli skinhead neonazisti, e qualche anno dopo si formano i primi gruppi RASH (Red & Anarchist Skin Heads), che oltre all'antirazzismo connotano ideali prossimi al comunismo e all'anarchismo.

Il senso comune identifica erroneamente la sottocultura skinhead unicamente con l'appartenenza a movimenti d'estrema destra a causa dell'influenza dei media, che distorcendo l'immagine del movimento originale, si rivolgono unicamente al movimento neonazista, ignorando l'esistenza del movimento delle origini.

Fazioni

  • Original: Gli skinhead semplicemente apolitici, o per meglio dire, che non identificano il movimento come un "movimento politico". Questi skinhead possono connotare quindi ideologie delle più varie: possono essercene conservatori, di sinistra, di destra, estremisti, moderati, liberali, democratici, razzisti, antirazzisti, gay, neri, bianchi, oppure semplicemente apolitici, ecc, che però non si identificano in alcuna fazione. È possibile che alcuni di questi contrastino la attuali fazioni come i rash, sharp, skin88 o gay skinhead. Questo modello quindi ripropone la visione del movimento, nella sua più totale varietà, com'era in origine negli anni sessanta. Gli skinhead apolitici accusano gli skinhead politicizzati di strumentalizzare per fini politici il loro stile.
  • SHARP: Gli skinhead di diverse idee politiche ma esclusivamente antirazzisti uniti sotto un'unica bandiera, si rifanno al network denominato SHARP.
  • RASH: Gli skinhead di chiare idee comuniste o anarchiche si rifanno al più recente network RASH. Gli skinhead si idee comuniste si definiscono Redskin mentre quelli di filosofia anarchica, Anarchoskin. I redskins e anarchoskin odiano, combattono i naziskins e rifiutano il sentimento nazionalista.
  • Naziskin: Gli skinhead di idee neonaziste o neofasciste sono raggruppati in numerose organizzazioni anche internazionali e grosse come hammerskins e blood and honour (organizzazioni eccessivamente estreme). Questi skinhead, estremisti di destra, vengono identificati dagli skinhead antifascisti con il nome di "BoneHead". Ritengono gli skinhead non razzisti pelati che accettano neri, omosessuali, comunisti, drogati e vivono negli squat vestiti da skin per moda. Si riuniscono nel movimento musicale Rock Against Communism (RAC).
  • Gay Skinhead: La fazione più moderata degli skinhead omosessuali.

Le due organizzazioni più importanti sono:

la EGSA (European Gay Skinhead Association) raggruppante gli skinhead gay apolitici e di sinistra.la GASH (Gay Aryan Skin Head), raggruppante gli skinhead gay ma di ispirazione Neonazista.

Connotazione socioeconomica

Un concetto fondamentale per poter comprendere la nascita degli skinhead è quello di working class (classe operaia in inglese): lo skin è solo l'ultimo, in ordine cronologico, dei rappresentanti della gioventù proletaria britannica, oggetto di critiche e disprezzo da parte della borghesia e dell'aristocrazia fin dalle sue origini, nell'Ottocento; disprezzo che veniva e viene spesso ampiamente ricambiato. Lo skinhead si riconosce totalmente nella classe sfruttata, quella operaia. Solitamente svolge lavori manuali, detesta borghesi e poliziotti.

L'immagine stereotipata di questo giovane, caratterizzata da teste rasate e stivali anfibi deriva principalmente da esigenze lavorative: condizioni igieniche e di sicurezza scarse rendono necessarie precauzioni contro infortuni e infezioni; buona parte dell'abbigliamento però, comprende anche elementi tramandati dai Mods, da cui deriva lo Skinhead. Non si tratta, quindi, di una divisa da combattimento (almeno inizialmente), come molti hanno teorizzato, bensì di uno stile strettamente legato alle proprie origini, riprendendo elementi derivanti dalle culture mod e rude boy.

Punx & Skins

Il movimento skinhead cominciò a riemergere con l'ondata di punk rock britannica. Questa sintonia tra i due movimenti nacque appunto con la nascita nel punk britannico nella seconda metà degli anni settanta, dove il movimento skinhead, sviluppato negli anni sessanta ma decaduto qualche tempo prima, riemerse promuovendo il neonato punk rock come la nuova musica eletta, al contrario dei precedenti skinheads (skinhead original), che erano indirizzati sulla musica nera giamaicana (ska, rocksteady, reggae ecc..).

Lo skinhead divenne così uno delle sottoculture affini al neonato punk rock. Le sottoculture all'interno del punk rock cominciarono poi a diramarsi, e tra queste, lo street punk (anche nome di un genere musicale) fu la sottocategoria dei punk che più si avvicinava a quella skinhead. Questa affinità tra i due movimenti ebbe un graduale sviluppo, in quanto i due movimenti condividevano spesso la stessa filosofia di vita, promuovevano la stessa musica, ed originavano dalla stessa nazione. Non a caso skinhead e punk condividono alcuni tipi di abbigliamento. Nacque così anche il motto "Punx & Skins" promosso da diversi gruppi di punk e skinhead. Lo skinhead, divenenne quindi una cultura vicina al movimento punk britannico, e come tale, il genere punk rock divenne la "nuova musica" degli skinhead. Il particolare sottogenere di punk rock ripreso dagli skinhead verrà ribattezzato "Oi!", e conserverà caratteristiche particolari che lo distingueranno in parte dal classico punk in stile britannico, seppur facente parte di questa categoria.

Mentre un'altra sottocategoria del punk chiamata anarcho punk vedeva delle rivalità sia con gli skinhead che con gli street punk.

Paki Bashing

Del primo skinhead, l'unica attitudine che puo ricordare atteggiamenti razzisti dei successivi skinhead neonazisti (sviluppati oltre un decennio dopo), era il fatto che alcuni skinheads dell'epoca (è bene precisare alcuni) erano soliti al cosiddetto Paki Bashing, ovvero "Pestaggio di Pakistani", ma anche degli asiatici, che risultavano culture più chiuse rispetto a quelle dei rude boys giamaicani, con cui gli skinhead condivisero le radici e la vita di strada. In sostanza i pestaggi non erano provocati da un razzismo radicato, ma dalle diverse culture di alcuni immigrati, che potevano rivelarsi molto distinte dalla vita di strada degli skinhead. Se la cultura skinhead in origine fosse stata fondata su principi di estrema destra, la cultura stessa non si sarebbe potuta sviluppare per principio, poiché questa si sviluppò proprio ereditando parte della cultura degli immigrati giamaicani di colore.

Nell'immediato dopoguerra, l'immigrazione dal Commonwealth (principalmente dai Caraibi e dal Pakistan) aveva portato allo sviluppo di alcuni ghetti proliferi di extracomunitari a Londra (Brixton) e a Liverpool (Toxteth), popolati prevalentemente da sottoccupati. Durante gli anni sessanta i pakistani e gli asiatici erano stati vittime di persecuzioni razziali ad opera di alcuni inglesi, tra cui alcuni skinhead. Molti inglesi sostenevano che l'afflusso di stranieri, soprattutto pakistani ed asiatici, stava danneggiando le loro prospettive di lavoro e i valori tradizionali. Era quindi una forma di conservatorismo più che razzismo ideologico, anche per via dei pensieri patriottici a cui lo skinhead era molto legato, ma per il resto non presentavano connotazioni razziste, ma anzi, come già accennato, vi era molto legame con la cultura nera giamaicana (Rude Boy) da cui la stessa cultura vi si era sviluppata. Dopotutto le gang di skinheads e rude boys erano molto unite, condividevano gli stessi ambienti, la stessa attitudine e vita di strada e, soprattutto in origine, vi erano anche molti skinheads di colore oltre ai rude boys bianchi.

Diffusione del movimento skinhead

Così come il punk, anche lo stile skinhead varca i confini del Regno Unito, espandendosi soprattutto nell'Europa continentale, ma facendo proseliti pure oltreoceano, diventando così una realtà su scala mondiale; se, però, in paesi come l'Italia e la Spagna solo verso la fine del decennio 1980-1989 si assisterà alla comparsa di veri e propri movimenti skinhead neofascisti, in paesi come Francia e Germania questo avverrà già dagli inizi, trovando terreno fertile per la propaganda xenofoba rivolta alla immigrazione extracomunitaria, prevalentemente turca e nordafricana.

Gli skinhead in Italia

Comparvero negli anni ottanta in città come Torino, Milano, Genova, Savona, Bologna, Roma e successivamente in Toscana e nel Veneto, con connotazioni di look degli skin d'oltremanica, di musica ascoltata e suonata (punk-rock, oi!-music, reggae e ska) e di frequentazione dello stadio di calcio (ultras). Anche in Italia, come in Europa, si delineò la spaccatura fra skinheads di diversi orientamenti politici.

L'abbigliamento Skinhead

Gli skinhead hanno spesso un abbigliamento molto riconoscibile, dato da caratteristiche comuni che vengono di seguito descritte. Deve essere precisato che descrivere l'usuale l'abbigliamento degli skinhead, come qui di seguito, non deve far pensare che chi indossi un abbigliamento simile debba per forza essere considerato appartenente a quella subcultura.

  • Testa rasata: il taglio venne ereditato dagli Hard Mod che adottarono un taglio piu corto rispetto agli Original Mod perché piu adatto al lavoro nella classe operaia.
  • Bretelle: ereditate dai Rude Boy giamaicani emigrati in Inghilterra.
  • Ben Sherman: camicia a scacchi a mezze maniche, era parte integrante dell'abbigliamento dei Mod, e venne tramandata agli Skin. Sherman era inoltre di origine ebraica.
  • Fred Perry: la polo usata dai Mod e successivamente ripresa dagli Skin. Al giorno d'oggi è diventato un marchio prestigioso e costoso, ma un tempo era usato come indumento da lavoro. Anche questi capi furono tramandati dalla precedente subcultura dei Mod. Perry è visto come simbolo di orgoglio nazionale inglese (il più grande tennista d'oltremanica). Anche Perry era d'origine ebraica.
  • Lonsdale: la "Lonsdale" è la prima palestra a Londra accessibile ai ragazzi di colore. I capi d'abbigliamento piu usati come le felpe e la giacca di tipo harrington, sono stati adottati dagli skins di tutto il mondo e i tipici caratteri sono inoltre utilizzati per la produzione di vario materiale. Anche questi capi furono tramandati dai Mods.

  • Un paio di anfibi Dr Martens
    Dr Martens

  • Anfibi: (io dall'inglese "Boots"), scarponi tipici della classe operaia britannica che gli skinhead usavano per il lavoro e per l'abbigliamento casual di tutti i giorni, solitamente Doc Martens. A volte vengono sostituiti i lacci neri con lacci rossi, bianchi o gialli.
  • Scarpe da calcetto: l'indumento è stato ammesso nel vestiario "ufficiale" solo di recente, da alternare agli anfibi. Solitamente vengono usati modelli Adidas o Puma, spesso neri con strisce bianche. Le scarpe da calcetto vennero riprese per simboleggiare la forte passione degli skinhead per il gioco del calcio.
  • Ragnatela tatuata sul gomito: il tatuaggio della tela sta ad indicare appartenenza e fedeltà allo stile. La leggenda narra che l'idea sia nata nei pub ai disoccupati inglesi tra i quali era diffuso il modo di dire "ci cresceranno le ragnatele addosso" a causa della disoccupazione. Secondo altre fonti, la tesi piu improbabile secondo il quale ogni "giro di tela" simboleggerebbe un anno di carcere;
  • Rondine tatuata: significa libertà e fu ereditata dai galeotti e marinai inglesi.
  • Blue jeans: pantaloni piu adatti al lavoro, solitamente vengono usati modelli attillati firmati Levis (Levi's 501), o modelli a chiazze più chiare. Vengono quindi ripiegati per evidenziare gli anfibi o le scarpe da calcetto.
  • Bomber: giubbotto originariamente in uso tra gli aviatori inglesi, anch'esso ereditato dai Mod e Hard Mod.
  • Coppola: questo particolare tipo di cappello era usato soprattutto dai skinhead original. Anche questo indumento, come le bretelle, venne tramandato dalla cultura rude boy.

Fazioni

* S.h.a.r.p.
* R.a.s.h.
* Trojan Skinhead
* Skin88
* G.a.s.h.
* E.g.s.a.
* Gay Skinhead

Fonte:  http://it.wikipedia.org

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