La tradizionale tecnica di costruzione a incastro (detta lafting), consiste nell’intagliare i pali e incastrarli tra loro orizzontalmente per formare imponenti pareti. La tecnica a pali portanti (stav), invece, richiede una struttura portante di pali verticali.
Nelle prime stavkirker, i pali erano conficcati direttamente nel terreno, ragione per cui marcivano facilmente. Nelle costruzioni più recenti, le chiese furono costruite partendo da una base, o pedana, di assi poste orizzontalmente su fondamenta di pietra. Tutti gli elementi verticali (compresi i grandi pali chiamati masti), venivano poi incastrati in incavi ricavati nella base, con due-quattro pali per parete. La cima di ciascun palo, alto da 8 a 9 metri, veniva a sua volta fissata al tetto usando giunti e croci di Sant’Andrea. Le pareti venivano realizzate in gran parte a terra e montate sulla base come pezzi unici ad angolo retto, dando una dimensione cubica allo spazio interno della costruzione.
Fotografie: Tormod Olesen / Arkitekturmuseet
Si possono distinguere diversi tipi di stavkirker. Le più semplici hanno solo una navata e una piccola entrata, e il tetto poggia sulle pareti. Alcune stavkirker hanno un grande palo portante nel mezzo alla struttura per reggere tetto e pareti. Le costruzioni più grandi e complesse hanno uno spazio elevato al centro, sorretto da pali e circondato da una galleria più bassa. Gli ingressi in legno sono spesso decorati con minuziose incisioni.
A cura del Museo Norvegese di Architettura