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Spot italiani sotto accusa UE apre procedura

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giovedì 13 dicembre 2007

Violata la direttiva europea. Il commissario ai Media ha inviato al governo una lettera di messa in mora. Al nostro Paese due mesi per rispondere. Sotto accusa tetti orari, le rèclame all'interno dei film e le telepromozioni. Le norme italiane sulla pubblicità finiscono nel mirino della Commissione europea. Bruxelles ha aperto una procedura di infrazione contro il nostro Paese per la violazione delle regole Ue in materia previste dalla direttiva “Tv senza frontiere”.

Nel dettaglio il commissario ai Media Viviane Reding ha inviato al governo una lettera di messa in mora, primo passo dell'azione legale Ue, a cui l'Italia dovrà rispondere entro due mesi, in modo convincente. In ultima istanza la procedura Ue potrebbe comportare il deferimento per paese alla Corte Europea di giustizia.

"Le televisioni hanno bisogno della pubblicità e la pubblicità ha bisogno delle televisioni - afferma nella nota il commissario Reding - ma dobbiamo anche avere un efficace protezione dei consumatori. Quello di cui abbiamo veramente bisogno è una pubblicità responsabile". La Reding continua riferendosi all’Italia: "deve rispettare e soddisfare pienamente le norme europee in materia".

Nel dettaglio le regole che l'Italia non ha rispettato riguardano:

  • - il limite di 12 minuti di pubblicità all'ora;
  • - la regola sull'intervallo minimo di 20 minuti;
  • - la regola sull'introduzione di pubblicità all'interno dei film.

In più, secondo Bruxelles, l'Italia non calcola nei tetti orari della pubblicità le telepromozioni e non rispetta la durata minima di 15 minuti prevista dalle norme Ue per le stesse telepromozioni.

Ma non solo. Bruxelles mette nel mirino anche le disposizioni italiane sulle autopromozioni, quelle che pubblicizzano i programmi trasmessi dalla stessa rete che in base alle leggi nazionali non sono considerate pubblicità. "Questo comporta che in Italia i programmi come i notiziari vengono interrotti in modo indebito e i break pubblicitari siano più lunghi, in violazione della direttiva Ue in materia". Inoltre, prosegue la nota, le regole pubblicitarie di base come il rispetto della dignità umana e la non discriminazione "non si applicano ai messaggi di autopromozione sulla tv italiana".

Fonte: http://www.adnkronos.com

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