Non è una novità ma fa sempre piacere. Soprattutto in periodi come questo durante i quali il tutto può anche sembrare strano, inusuale, fuori moda.
Lo sport è una cosa di tutti noi: ci fa divertire, ci fa conoscere gli altri, instaura processi di interazione sociale che si riveleranno fondamentali nella nostra vita. Ma uno degli scopi dello sport è anche quello non semplice e spesso dimenticato di educare. Educare alla lealtà, alla socializzazione, al rispetto per gli altri. Spesso si è sentito parlare di campagne sociali che vedono come testimonials personaggi provenienti da questo mondo o intere squadre e manifestazioni. Nelle ultime settimane hanno a tal proposito fatto notizia due eventi: il contratto etico firmato dall’Ancona calcio e dalla Sparkling volley Milano. Entrambe hanno fatto scalpore perché vedono come protagonisti rispettivamente il mondo ecclesiastico e Lapo Elkann. Dopo l’organizzazione della Clericus Cup - il primo campionato di calcio rivolto a preti e seminaristi con 16 formazioni di religiosi provenienti da 51 Paesi - il Csi (Centro Sportivo Italiano di ispirazione cattolica e vicino al Cei) scende in campo per un’altra grande avventura: la gestione dell’Ancona Calcio, fondando tale progetto in particolar modo sull’etica. Etica e calcio? Binomio un po’ fuori moda, soprattutto di questi tempi. Ma non per il Csi, che non diventa proprietario della squadra né avrà quote azionarie, ma contribuirà alla sua gestione e la sosterrà attraverso una cordata di imprenditori e di sponsor. Così per l’Ancona, che dopo la bufera Calciopoli, dalla massima serie è scesa in C1, comincia un’altra partita. Tutta di principi e valori. Tutto ciò per dimostrare che un altro calcio è possibile. Proprio per questi motivi, la società marchigiana ha sposato il codice etico proposto dal Csi. Il codice si fonda su cinque punti che mirano a un nuovo modello di gestione finanziaria, all’umanizzazione della tecnica, alla diffusione di una cultura sportiva tra la tifoseria, a un nuovo rapporto con il territorio e all’apertura verso finalità sociali. Fantascienza? No. Almeno così sembra dai primi commenti. Orgoglioso il presidente dell’Ancona, Sergio Schiavoni: “Siamo stati scelti per la nostra pulizia, la specchiata moralità e la fede religiosa. I proprietari della squadra restiamo noi – assicura - ma il Csi ci aiuta nella ricerca di sponsor. Indosseremo il marchio aderendo al codice etico”. Passiamo ora al secondo caso: Lapo Elkann è il nuovo presidente della Sparkling Milano che milita nel massimo campionato maschile di volley. “Portatore di innovazione e creatività che lo rendono icona di stile e di successo, Lapo Elkann entra a far parte del mondo Sparkling e della Pallavolo italiana - si legge nella nota del club milanese - Lo spirito di squadra, la sana e leale competizione sportiva, universalmente riconosciuti a questa disciplina, sono alcuni dei valori condivisi dal neo presidente. Con questo spirito il marchio Italia Independent, di cui Lapo è presidente, ha deciso di affiancarsi alla squadra di Milano in qualità di Partner Ufficiale”. Felice dell’arrivo di Lapo Elkann anche il patron della società, Claudio Giovanardi: “La data di oggi è il compimento di un dialogo iniziato più di un anno fa con la nascita della Sparkling, quando chiesi a Lapo di prendere parte alla nostra avventura. La Sparkling trova in lui un presidente giovane, carismatico e di grande leadership, proseguendo così in un percorso sportivo ed etico che ci auguriamo possa diventare il fiore all’occhiello dello sport milanese e non solo. Già nelle prossime settimane abbiamo intenzione di organizzare la presentazione dei nuovi progetti”. Anche in questo caso è stato presentato un contratto etico che ha l’obiettivo di sostenere attività in ambito sociale: i giocatori della Sparkling hanno sottoscritto un accordo che li vede direttamente impegnati - due ore al mese - in progetti sociali in favore di disabili, anziani e minori a rischio. Fonti: www.blog.panorama.it - www.lastampa.it |