Sex Pistols di nuovo sul palco |
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domenica 18 novembre 2007 |
Doveva essere un concerto una tantum, è diventata una tournée che li porterà a suonare davanti a circa 60mila fan nel Regno Unito. In occasione dell’inizio della loro residenza di cinque giorni alla Brixton Academy, John Lydon ha concesso un’intervista al Daily Telegraph in cui racconta le sue “pessime” intenzioni.
La scorsa settimana i Sex Pistols hanno tenuto un piccolo concerto a inviti a Los Angeles, la città dove Lydon risiede. Prima del concerto hanno provato per ben tre ore e lo stesso faranno in occasione dei concerti londinesi e dei due nelle arene di Manchester e Glasgow.
 Al giornalista che gli fa notare che tre ore di preparazione per un pubblico di 60mila persone forse sono un po’ poche, Lydon risponde con uno sguardo inceneritore e una domanda: “Come ci si prepara a dire la verità?” Oggi nessuno si propone al pubblico con canzoni devastanti, nella forma e nel contenuto, come “Anarchy in the UK” e “God Save the Queen”, che invocavano la caduta della società, del sistema e della monarchia, ma è difficile immaginare il pop-rock contemporaneo senza i Sex Pistols: da Pete Doherty a Lily Allen, passando per i Green Day, tutti hanno un debito verso “Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols”, l’unico album della band di Lydon & Co, che ancora svetta in testa alle classifiche dei migliori dischi di sempre. Dopo le reunion del 1996 e i concerti del 2002, i Sex Pistols oggi festeggiano i 30 anni del loro album. L’idea era di celebrarlo con un solo concerto a Brixton per circa 5.000 fan, invece l’idea è cresciuta a dismisura fino a trasformarsi in un impegno molto grosso per le vecchie tonsille di Lydon. “C’è da gridare parecchio – nota – e noi non siamo esattamente i tipi più in forma del quartiere. Negli ultimi tre anni non mi sono esibito spesso, però canto tutte le volte che mi faccio una doccia, il che succede circa un paio di volte ogni dieci anni.” |