Beppe Severgnini lo scrive su Italians, raccogliendo da Roberto Ruozi (presidente del Touring Club) numeri impietosi: lo stato del nostro turismo è pessimo.
«Su Qui Touring Roberto Ruozi, presidente del Tci, ricorda che la ristrutturazione del disastrato Enit (Ente Nazionale Italiano Turismo) s'è già impegolata nei ricorsi di alcune regioni alla Consulta; che il nuovo, costoso portale www.italia.it è stato criticato e deriso; che l'associazione mondiale delle imprese turistiche ha declassato l'Italia all'82° posto per il contributo del turismo all'economia nazionale, e al 173° posto (su 176 Paesi) per le prospettive di crescita nel settore.
Aggiungo un dato fornitomi dall'Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche): solo il 41% delle strutture ricettive in Italia offre la possibilità di collegarsi a internet; di queste, solo metà offre la connessione dalla camera. In sostanza, solo una stanza d'albergo su cinque è connessa a internet. Questo nel XXI secolo, in un Paese senza materie prime e quasi privo di grandi industrie, che punta - giustamente - a diventare una superpotenza turistica». A dar ragione a Severgnini e a Ruozi c'è anche questa notizia: le Rough Guides hanno stilato le 25 bellezze del mondo che un viaggiatore non può perdersi. Per la prima volta nelle guide entrano la Cappella Sistina e Venezia. Per la prima volta?!? Insomma, le cose vanno male. Vorrei capirne i motivi, ma faccio fatica. Ripenso infatti al ponte appena trascorso, che mi ha portato a Roma per un impegno di lavoro fissato lunedì. Sabato e domenica, però, li ho passati in giro. A Roma sono stato decine di volte, ma mai ho visto tanta gente come in questa occasione. Turisti ovunque, piazza di Spagna e Fontana di Trevi prese d'assalto, bus pieni di persone anche a mezzanotte. A Firenze, mi dicono, stessa storia: per ogni cosa da visitare c'erano code chilometriche da affrontare. La gente non manca, quindi. Allora perché quel numeri così impietosi? Forse perché in una città come Roma non esiste che alle 21.30 la linea A della metropolitana sia chiusa, sostituita da bus di superficie ridotti. O che un autobus di collegamento tra la periferia (Casetta Mattei) e il centro la domenica non circoli, lasciandoti in balia di un altro autobus che ti porta solo ad una fermata del metro. Che, lo ricordo, chiude alle 21.30; sicché esci dal ristorante a Trastevere alle 21.10, dove hai cenato presto per rientrare in stanza presto, e ti ritrovi a fare il giro dell'oca sui bus impiegando 2 ore 2 per tornare alla base. Sindaco Veltroni, non è un buon Festival del Cinema a dare lustro alla città. Sono i servizi. Milano - e non è per fare i leghisti, perché anche qui le cose non quadrano - sembra Berna, a confronto. Fonte: http://gasolina.blogosfere.it/ |