L'Italia non è più regina indiscussa del vino. Deve fare i conti con la concorrenza, vecchia e nuovissima. Per rilanciare l'esperienza vinicola nostrana la vite si allea con la tecnologia e con il design. Nasce così una nuova cantina, quella supertecnologica...
Italia e vino: un binomio quasi scontato, che da secoli identifica il nostro territorio come la terra dei vini tra i più conosciuti e pregiati del mondo. Malgrado ciò, negli ultimi anni, il fenomeno della globalizzazione sembra aver toccato anche questo settore, e l’Italia, storico produttore insieme alla Francia, ha dovuto fare i conti con i cosiddetti mercati emergenti: prima la California con i vigneti della Napa Valley, poi anche il Cile, la Nuova Zelanda, il Sud Africa, e i paesi dell’Est, che recentemente stanno mostrando il loro fascino anche in vigna.
Di fronte all’assalto della concorrenza, i grandi nomi del vino italiano hanno deciso di lanciare una nuova sfida che punta ad uno standard qualitativo d’ élite, partendo proprio dal territorio, il valore aggiunto che solo la terra di appartenenza conferisce alla bottiglia. Come? Facendo incontrare vino ed architettura, tutto all’insegna del “made and designed in Italy”.
Il vino italiano, che negli ultimi tempi gode di un forte ritorno di immagine, soprattutto nelle regioni del sud come la Sicilia, coniuga la propria tradizione con la modernità ed il design. Nascono così le nuove cantine supertecnologiche, “griffate” da nomi prestigiosi del mondo dell’ architettura. E’ il caso della famiglia Antinori, che dopo 26 generazioni, ha deciso di traslocare il proprio quartier generale, dallo storico palazzo di famiglia a Firenze, alla nuova sede, che nascerà a Bargino nel comune di San Casciano, dove cresce il Chianti classico Antinori. La nuova cantina sarà progettata da un giovane architetto italiano, Marco Casamonti, docente di Progettazione Architettonica a Genova. Il progetto che sarà pronto per il 2008, rappresenta il tentativo di armonizzare la struttura con l’ambiente circostante, creando un edificio importante ma perfettamente assorbito dal paesaggio, insomma un’architettura che fa incontrare contemporaneità e tradizione, lasciando intatta la bellezza del luogo in cui sorge. La nuova cantina sarà una vera e propria cittadella sotterranea di 37 mila metri quadrati di cui 23 mila coperti; nella cittadella, oltre al quartier generale Antinori, verrà creato un museo “dal vivo”, dove tutti potranno vedere come viene prodotto e conservato il vino. Verrà creato anche un frantoio per l’olio della casa, un forno per il pane, la fabbrica della barrique dove viene conservato il vino, uno spaccio con i prodotti tipici della zona e un ristorante. Insomma l’idea è quella di riproporre in chiave contemporanea, il modello della “fattoria toscana”.Seguendo lo stesso filone del ristorante in azienda, si sta sviluppando un’altra tendenza che coniuga il vino alla buona tavola. L’ultima tentazione, riservata anche in questo caso ad un target alto, è quella dello chef in cantina, proposta dalla tenuta vinicola la Badiola a Castiglione della Pescaia, provincia di Grosseto. Una tenuta vitivinicola di 3000 ettari, già tenuta di caccia del Granduca di Toscana, che dal 2006, offrirà in un resort di lusso la cucina del celebre chef Alain Ducasse. Stessa cosa per la tenuta Venica & Venica dove ha appena aperto il ristorante di Arnold Pulcher, chef austriaco emergente. Tutti segnali del ritorno ad un’ospitalità che sa d’antico ma in realtà proietta verso il business del presente. Che il vino sia diventato un vero e proprio fenomeno di costume, è dimostrato anche dal boom dei film enologici; recentemente sia “Sideways” che “Mondovino” sebbene in modo diverso - il primo è una commedia ambientata sullo sfondo della Napa Valley, il secondo è un documentario / viaggio critico, tra piccole vigne e grandi marchi del vino mondiale - hanno fatto discutere sul fenomeno della globalizzazione ma anche sull’importanza di tramandare tradizioni e culture millenarie. Ed è proprio questa la nuova sfida per il futuro: mettere l’innovazione tecnologica al servizio della tradizione, per creare qualcosa di unico.
www.antinori.it www.labadiola.it www.mottaeditore.it/home.php?_idnodo=1037 di Valentina Riccardi Fonte: http://www.tafter.it |