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Rendering Evolution intervista a Francesco Mai

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lunedì 12 novembre 2007

Puoi farci una piccola descrizione della tua vita artistica e come sei arrivato ad occuparti di arte digitale?

Prima di tutto vorrei ringraziare la redazione di Gusto Creativo,in particolare modo Gabriella De Santis, per la realizzazione di questa intervista. Dunque io attualmente mi occupo di arte digitale. L'appellativo digitale con il tempo dovrebbe essere eliminato in quanto il computer è semplicemente un (potente) mezzo come lo è il pennello e lo scalpello.



Fatta questa importante premessa posso dire che la mia attuale ricerca artistica verte su forme e strutture organiche che potrebbero a una flora e una fauna ,diciamo così,aliena. Aliena nel senso che è sconosciuta ai nostri occhi ma che tramite un'osservazione più attenta e con adeguati mezzi d'indagine essa scaturisce nella sua prorompente bellezza. Penso alla struttura di certi radiolari visti al microscopio elettronico a scansione(che restituisce un'incredibile sensazione di tridimensionalità della materia con un ricchezza di dettaglio al limite dell'incredibile), oppure,senza scomodare il microcosmo, certe conchiglie e carapaci di crostacei e insetti. E qui in un modo o nell'altro"tradisco" la mia provenienza di studi universitari di Biologia che sicuramente hanno influenzato la mia ricerca artistica. Embrioni,strutture cellulari,tavole anatomiche,immagini al microscopio e quant'altro sono state (e lo sono tutt'ora) muse ispiratrici. Sono arrivato a fare arte con questo tipo di strumento poiché l'informatica mi ha sempre affascinato fin dall'adolescenza. Solo che venti anni fa la scarsa potenza dei processori e la pochissima disponibilità di software adeguati,oltre alla mia esperienza pressoché nulla,mi hanno portato ad accantonare il tutto e a (ri)scoprire la gioia del creare circa sette anni fa. 

  

Nel frattempo mi sono molto dedicato alla fotografia (forse non sapete che sono anche un fotografo, soprattutto di reportage): prima c'è' stata la gavetta con la fotografia analogica che poi è necessariamente evoluta in digitale. Quello che inizialmente era un hobby si è trasformato,anno dopo anno,in un lavoro ed eccomi qui a 35 anni a fare mostre internazionali ed avere il piacere di un positivo riscontro di pubblico e critica. Una piccola recisione; tecnicamente le mie immagini sono dei rendering, ovvero oggetti che io creo modellando una sorta di creta virtuale e poi sottoposti a una simulazione di fisica ottica matematicamente corretta molto pesante e lunga per i processori. A tali oggetti si applicano dei materiali (anch'essi matematici e parametrici) e delle fonte di luce. Il processo di basa sul tracciamento di raggi luminosi (il cosiddetto raytracing) che interagiscono con gli oggetti che incontrano ed ecco quindi le ombre, le riflessioni, le rifrazioni, le caustiche,le luci volumetriche e tanto altro ancora. Riguardo ai materiali da me utilizzati devo dire che sono particolarmente attratto dalle superfici corrose e usurate dal tempo come ruggini, muffe e muri scrostati. E la stessa attrazione ce l'ho per dei materiali diametralmente opposti come caratteristiche fisiche,ovvero superfici lisce e levigate, traslucide e riflettenti. Spesso li uso entrambi nelle mie composizioni artistiche e questo crea delle energie e degli equilibri molto forti.

Il tuo lavoro artistico si esprime solo con le tue opere o collabori anche ad altre iniziative: case editrici, agenzie pubblicitarie, chi si occupa di animazione...?

No, sono un solitario. E rimarrò tale. Ho collaborato in passato con negozi di fotografia e avuto offerte anche da parte di grasse agenzie pubblicitarie ma non amo il guinzaglio. Un artista deve esprimere cio' che è,senza vincoli o limitazioni di sorta. E non deve cadere neppure nell'errore del mercato che spesso lo identifica con un genere o un prodotto bene o male riconoscibile. Mi spiego meglio con un esempio; spesso molti gruppi musicali hanno perso il loro pubblico solo perché hanno iniziato ad esplorare altri ritmi e melodie per esprimere la loro arte musicale. Questo non solo è legittimo per un artista ma penso anche doveroso percorrere nuove strade ed essere al servizio della sua crescita ed evoluzione. Il prezzo da pagare,dato che troppo spesso un artista viene "etichettato" con quello che a sempre prodotto,è la defezione quando propone cose nuove poiché viene meno quella particolare caratteristica che permetteva al pubblico di identificarlo.

Con arte contemporanea spesso si parla di espressione dei tempi. Oggi più che mai l’artista è come una cartina di tornasole della società in cui vive, in che modo pensi che questo influenza le tue opere?

Tendenzialmente nessuno. Non credo che io sia influenzato dalla società(intesa in quella in cui vivo) e se anche se lo fossi in ogni caso questo non si ripercuoterebbe nelle mie opere. C'è anche da dire che io non mi sento parte integrante di questa società consumista, anzi casomai tendo a starne alla larga. Piuttosto cerco di interagire con altre culture come quella araba ed asiatica. L'unica cosa che potrebbe accomunarmi con la "nostra"società è la tecnologia e la sua fruizione.

L’arte contemporanea è molto spesso violenta, senza filtri, senza metafore, autoreferenziale, intimista e difficile da guardare. Secondo te come si possono conciliare l’idea dell’arte e la violenza che esprime? 

Partendo con la premessa che molta della cosiddetta arte contemporanea sia l'orrenda espressione di gusti altrettanto orrendi che trova la sua consacrazione in un pubblico impreparato e frettoloso,credo che in fondo l'Arte (quella non solo quella con la A maiuscola ma con la mente maiuscola) debba essere l'espressione gloriosa ed eroica di quello che il singolo abbia dentro. Se ci sono così tante porcate in giro evidentemente l'armonia, l'equilibrio, l'amore per il bello, la tecnica si sono prese una bella vacanze per qualche pianeta lontano. Purtroppo oggi l'arte è per molti artisti(chiamiamoli così) uno sfogo. E questo in un'ottica di lungo periodo non credo che gioverà molto all'Arte. Essa è costruzione,non distruzione.

Oggi gli artisti si definiscono, dopo un secolo, ancora di avanguardia. Ma le avanguardie artistiche sorte tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento avevano come obiettivo la cancellazione di norme preesistenti della classe sociale borghese. Pensi che oggi l’arte digitale possa definirsi ancora di avanguardia?

Non credo,io la considero un'Arte più che l'avanguardia,attuale. Essa sfrutta semplicemente uno straordinario strumento(il computer)che permette di creare in maniera tangibile cose che fino a qualche anno fa potevano essere neppure immaginate. Certo che se si vuole anche la qualità e apprezzare risultati degni di nota ci vuole perizia,abilità e tecnica proprio come le arti tradizionali,se non di più. Purtroppo per molti è solo una moda e ben sappiamo quanto siano effimere e dannose le mode. La mia personale opinione è che siamo agli albori di una completa e doverosa rivoluzione e ed evoluzione dell'Arte.

Viviamo in un regime massmediatico, sotto il bombardamento di stimoli visivi, quanto effettivamente conta il potere delle immagini nell’era digitale?

Il potere dell'immagine è a doppio taglio,la sua apparente facilità di fruizione ci costringe e(per chi lo vuole,io personalmente me ne sono tirato fuori)ad un'esposizione prossima al lavaggio del cervello. E in tali casi ahimè scatta una forma di assuefazione che di solito non permette il discernimento. Purtroppo il consumismo è arrivato anche alle immagini e questo è un peccato perché la facilità di "digestione" raramente ci permette di soffermarsi a pensare a quanta mole di lavoro c'è dietro un singolo fotogramma(qui mi riferisco in particolar modo agli effetti speciali dei film odierni).Tornando alla tua domanda devo dire che il potere dell'immagine digitale sarebbe dirompente se un po' tutti ne consumassero meno ,o meglio,se ne fossero meno esposti. I luoghi giusti per la fruizione dell'Arte Digitale dovrebbero essere i libri(antiquati e attualissimi),le gallerie d'Arte e i Musei. Aggiungeteci anche le sale del cinema(si intende d'autore e non commerciale)

Secondo te l’artista oggi ha la consapevolezza di poter costituire un elemento di rottura nei confronti del potere e di poter essere di per sé illuminante per le masse o è estraneo ad un processo di educazione e di responsabilità sociale?

Io personalmente ne sono totalmente al di fuori per quanto riguarda la mia ricerca artistica più pura al computer; non ci ho mai pensato e non mi interessa. Per quanto riguarda invece la mia ricerca fotografica il discorso è leggermente diverso e necessita una piccola spiegazione. Dato che spesso i miei soggetti sono realtà povere(povere di cosa poi?Bisognerebbe mettersi d'accordo su cosa è la ricchezza)un osservatore potrebbe obbiettare che io faccia "propaganda"contro il"sistema"ma si troverebbe in errore. In realtà sono solo affascinato a catturare attimi di vita di realtà e culture lontano dalla nostra(lontano poi mica tanto,basta pensare all'Italia anni Cinquanta).L'educazione delle masse la lascio a loro stesse (sveglia gente!) dato che chi le vuole educare(o meglio controllare). è quasi sempre un'opportunista.

Quale è il valore di un opera digitale e quali sono i parametri per valutarla? 

Creatività,tecnica e padronanza del mezzo.

Come e dove si possono acquistare le tue opere?

Direttamente nel mio studio,oppure nella mia galleria personale. Più semplicemente tramite Internet contattandomi direttamente oppure per pezzi più economici a tiratura illimitata presso www.next2art.com www.pixtura.com e per il mercato Statunitense e Canadese la www.moreart.com.

Hai qualche mostra in cantiere?

Sì,ne ho appena concluse due in Italia,a Genova (spazioimmagine) e a Brescia(galleria Marchina). All'estero invece,ne avrò una in Canada(galleria Gora a Montreal) a Dicembre e un'altra in Australia (Brunswick Art Gallery,Fitzroy) a gennaio. Ho anche la preparazione per l'arredamento di due locali, uno a Roma (Momartcafe) e l'altro a Pescara (Ecoteca). Attualmente espongo allo spazio d'arte Barchessa Rambaldi a Bardolino (Verona) sul lago di Garda,curato dallo staff di Noneart.

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