Prusst innovazione dal centro |
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sabato 29 dicembre 2007 |
I Prusst rappresentano un esempio significativo di "innovazione dal centro". Lanciati in una fase di forte ridefinizione dei rapporti tra stato centrale e governo locale, nascono dall'assunto che, tra le funzioni mantenute dal primo, vi sia la promozione di programmi innovativi in ambito urbano laddove soprattutto è richiesto un intervento coordinato da parte di diverse amministrazioni.
I Prusst sono soprattutto uno strumento coordinatore ed integratore di politiche di sviluppo e di attori con una visione che supera le logiche della geografia amministrativa. Hanno dato enfasi al tema della relazionalità, delle reti, quindi delle infrastrutture. Per questo i Prusst ricercano la realizzazione, l'adeguamento e il completamento di attrezzature sia a rete che puntuali, di livello territoriale e urbano, in grado di promuovere e di orientare occasioni di sviluppo. I Prusst sono stati descritti come il punto avanzato di una stagione riformatrice. I fattori di novità hanno riguardato: le finalità - non più solo la riqualificazione urbana ma il supporto al rafforzamento della competitività territoriale; la scala: il superamento delle logiche legate ai confini amministrativi; il sistema degli attori: al centro il tema della governance multilivello ma anche il tema della partnership pubblico/privato; i contenuti: il tema dell'integrazione settoriale (economia/territorio, sviluppo urbano/infrastrutture) con un approccio integrato.  In sostanza il tentativo di abbinare la realizzazione di interventi infrastrutturali all'attivazione di misure a sostegno delle attività economiche e della persona. L'introduzione dei Prusst è stata una tappa importante dell'evoluzione del dibattito sui rapporti tra politiche di sviluppo e politiche territoriali, il tentativo più ampio dal punto di vista degli elementi in gioco. Data l'ambizione di partenza dell'operazione, un calo dell'interesse e una certa delusione era inevitabile, soprattutto a fronte del problema della scarsità di risorse pubbliche investite. Il programma aveva in fondo un'importazione molto aperta. Laddove esisteva un'idea matura di progetto di territorio, i Prusst sono diventati delle cornici strategiche per sviluppare temi nuovi: una prima opportunità per ragionare ad un'altra scala e con una logica meno settoriale e più strategica. Laddove questa opportunità è stata colta, gli esiti sono stati interessanti: e si può parlare dei Prusst come di uno strumento di programmazione integrata e multidimensionale di medio-periodo alla scala territoriale da attuare per pezzi (a seconda dei fondi disponibili), perseguendo una strategia unitaria di sviluppo. In mancanza di una vera idea strategica, tale apertura è stata invece alla base di un'interpretazione dello strumento come semplice "programma contenitore". L'altissima numerosità dei progetti in alcuni casi indica questa deriva. Peraltro il meccanismo di distribuzione dei fondi costringe a concorrere ma talvolta spinge a coalizzarsi anche al di là della reale volontà di farlo. La risposta che è venuta da alcuni progetti fa leggere una nuova idea di territorio ed anche una nuova geografia del paese. Ma l'assenza alla base dell'operazione di un'esplicita ipotesi generale, pesa. Emergono tuttavia alcune dimensioni: il rafforzamento del policentrismo urbano e territoriale, un’attenzione al supporto delle reti urbane di secondo livello, una preoccupazione per il riequilibrio territoriale. Quello che manca (la visione di insieme, con gerarchie, e il riconoscimento di differenti vocazioni) è quello che poi il Ministero Infrastrutture ha proposto con le piattaforme territoriali strategiche, che hanno avuto l'obiettivo di determinare il quadro sulla base del quale scegliere i progetti integrati su cui concentrare le risorse e attivare quella cooperazione multilivello spesso ancora troppo debole ma che appare invece indispensabile per sostenere una prospettiva di sviluppo del sistema paese e della sua competitività nello scenario europeo ed internazionale.
Nota: Sintesi dell'intervento di Stefano Sampaolo, CENSIS, al seminario AUDIS "I PRUSST nello sviluppo del Veneto centrale', Padova, 5 ottobre 2007.
di Anna Zemella Fonte: http://www.tafter.it |