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Primo censimento dei beni dello Stato

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giovedì 18 ottobre 2007

30.000 beni di proprietà dello Stato censiti di cui 20.000 edifici e 10.000 terreni: dai monumenti più famosi come il Colosseo o la Reggia di Caserta, ai tesori nascosti come la rinascimentale Villa Tolomei fino ai gioielli meno noti ma altrettanto preziosi sparsi per tutto il Paese.

Quattro anni di lavoro, 1600 persone impegnate, 150 rilievi tecnici realizzati: questi i numeri dell'imponente operazione per censire i beni dello Stato, la prima di queste proporzioni mai realizzata in Italia. Il censimento del patrimonio dello Stato gestito dall'Agenzia del Demanio, è stato presentato oggi al convegno internazionale 'Conoscere per riconoscere', alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
L'obiettivo del lavoro è quello di ordinare, ampliare e approfondire la conoscenza del patrimonio immobiliare presente sul nostro territorio.
«Il patrimonio» - ha dichiarato Elisabetta Spitz, direttore dell'Agenzia del Demanio - «deve essere messo a disposizione delle città e delle collettività, perché deve favorire lo sviluppo del territorio, attraverso un’offerta culturale ma non solo».
Questo lavoro ha portato alla costruzione di una grande Banca dati unica, un contenitore dove chiunque può acquisire tutte le informazioni su ogni singolo bene dello Stato.
Addio dunque ai disegni ad inchiostro di china, alla macchina da scrivere e alla scrittura a mano, con cui venivano prima archiviate tutte le notizie sugli immobili.
La Banca dati unica (Bdu), ossia il fascicolo immobiliare elettronico, rappresenta una rivoluzione vera e propria che permetterà di sostituire integralmente la gestione cartacea per una più razionale e redditizia del patrimonio statale.
Il censimento ha permesso l'individuazione di 2500 edifici ad alto potenziale valorizzabili da subito sparsi in 153 comuni, concentrati per l'80% in otto regioni: Lombardia, toscana, Lazio, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Sicilia.
Per valorizzare i beni censiti, l'Agenzia del Demanio ha messo in atto un progetto chiamato "Valore Paese", che individua nuove destinazioni urbanistiche per alcuni edifici pubblici: i beni pur rimanendo patrimonio dello Stato, potranno essere dati in affitto fino a 50 anni, sia agli enti locali che ai privati. In questo modo si recupera l'uso di tali edifici e si genera reddito, offrendo opportunità di sviluppo economico e sociale.
Il primo esempio di questo è Villa Tolomei, dimora rinascimentale a Firenze, per il quale è già stato pubblicato un bando di gara per l'affidamento dell'affitto della villa per 50 anni a chi offrirà il miglior progetto di riqualificazione e recupero.
Nel biennio 2007-2008, come previsto dalla Finanziaria, molti beni del Ministero della Difesa passeranno alla gestione dell'Agenzia del Demanio. Si tratta di beni non più utili ai fini militari per un valore complessivo di 4 miliardi di euro.
«Ci troviamo di fronte ad un cambiamento di fondo del nostro Paese. Non si tratta di svendere il patrimonio dello Stato: i beni infatti rimangono di proprietà pubblica anche se concessi in gestione a privati per valorizzarli e recuperarli. Si realizza nello stesso tempo la tutela dei beni e la valorizzazione economica delle risorse artistiche dell'Italia».
Il censimento, quindi, fornisce uno strumento operativo che trasforma il patrimonio dello Stato, da voce passiva a risorsa ad elevato potenziale da sviluppare, un bene capace di creare valore.
«Il settore pubblico rappresenta un valore aggiunto pari al 20%, come quello dell'industria: un recupero di produttività del 10% significa due punti di Pil in più e non vedo perché dovremmo rinunciarci», così il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, ha messo in evidenza le grandi potenzialità di una strada intrapresa con successo.
Come contributo alle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, è stato promosso un programma di interventi che porteranno da qui al 2011 all'installazione sui beni più importanti di targhe nelle quali verranno riportati i dati più significativi del bene.
Le targhe riporteranno anche un codice dell'edificio che permetterà, sia attraverso internet che mediante il cellulare, di accedere ad una scheda descrittiva più ampia e dettagliata dell'immobile.
È stato infine creato "un network professionale ed istituzionale" che comprende l'Agenzia del Demanio e i 23 organismi analoghi dell'Unione europea. Lo scopo della partnership, spiega il Demanio, è quello di «condividere e definire un modello europeo di gestione dei patrimoni pubblici», aprendo «un nuovo capitolo del percorso di innovazione e dinamicità che l'Agenzia del Demanio sta dando al governo dei beni dello Stato».

di Vanessa Menicucci

Fonte: http://www.ifatti.com 

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