In che modo i beni e le attività culturali sono strumento nel processo di rigenerazione urbana? Per capirlo, Eccom (Centro europeo per il management culturale) e Fondazione Compagnia di San Paolo hanno realizzato una ricerca sul campo che ha coinvolto realtà locali di tutta Italia: da Torino a Roma, da Catania a Palermo...
L’assetto delle città contemporanee è caratterizzato da nuovi modelli di crescita e di sviluppo che intendono modificare la tradizionale antinomia tra centro e periferia, per cui al centro si addensano i servizi sociali e culturali, proliferano attività culturali e numerosi e diversificati sono gli spazi aggregativi, mentre le periferie sono aree sgraziate, prive di servizi e di risorse economiche e afflitte da condizioni di disagio sociale. Le politiche urbane più avanzate tendono, oggi, a invertire di questa tendenza e in molte città italiane e straniere l’attenzione si è spostata sulle periferie. L’obiettivo è quello di creare città policentriche, partendo dal presupposto che ogni quartiere è dotato di proprie specificità, identità, opportunità, risorse umane, economiche e culturali da valorizzare, perchè rappresentano una ricchezza per tutta la città. La ricerca si è proposta di fotografare le forme e i modi con cui il patrimonio monumentale e le attività culturali sono utilizzate nei processi di rigenerazione urbana e intervengono in processi di riqualificazione. Per questo motivo, analizza con una estesa ricerca sul campo alcune realtà locali - Torino, Roma, Catania e Palermo – differenti per localizzazione geografica, storia urbanistica e istituzionale. Il contesto politico-sociale di questi centri è stato attraversato da profondi cambiamenti e ha quindi favorito l’emergere di progetti integrati di sviluppo della città, in cui la cultura ha la funzione di alimentare in modo significativo l’identità sociale, il senso di appartenenza comunitaria, al fine di contribuire al benessere dell’individuo e della società. Uno dei tratti messi in rilievo da questa analisi è la trasformazione delle periferie da un punto di vista spaziale, sociale, economico, culturale per un recupero non solo fisico dei luoghi ma anche per attivare processi di rigenerazione complessiva in grado di favorire un miglioramento della qualità della vita. Nei processi di pianificazione strategica e di rigenerazione urbana emerge l’esigenza di interventi integrati che mirano non solo ad un riqualificazione edilizia ma anche a una valorizzazione del patrimonio, promuovendo una variegata serie di attività culturali mirate a creare nuove forme di sviluppo non solo economico, ma anche e soprattutto sociale. Si stanno delineando nuovi modi di fare e di fruire le arti, che danno vita ad altre forme di offerta culturale: queste hanno portato alla creazione e all’uso di spazi insoliti e hanno favorito il decentramento di alcune iniziative culturali. Negli anni si è assistito al maturarsi di una sensibilità e di un interesse da parte di alcuni artisti, architetti, studiosi di problematiche urbane: essi hanno promosso percorsi e ricerche multidisciplinari e sviluppato innovativi usi delle espressioni artistiche. L’opera d’arte, in questo contesto, è finalizzata al raggiungimento del benessere sociale e prevede un coinvolgimento diretto dei cittadini anche nella fase della sua progettazione e realizzazione. Si sta affermando una nuova modalità di intervento del settore pubblico, che vede una maggiore integrazione delle politiche e delle azioni tra i diversi livelli di governo, con una partecipazione anche dei destinatari. Principale obiettivo della ricerca è stato quello di realizzare un’analisi multidiscplinare in grado di cogliere, interpretare e valutare le dinamiche e i meccanismi con cui sono gestiti i progetti culturali inseriti in iniziative di carattere sociale. L’analisi ha preso in considerazione nel dettaglio il contesto istituzionale, i bisogni socio-economici, le politiche culturali e le politiche urbane, gli attori coinvolti, gli obiettivi specifici, il partenariato, la partecipazione, la valutazione, le strutture organizzative e le modalità con cui il patrimonio e le attività culturali sono state organicamente inserite in più ampi programmi di rigenerazione urbana. Tra i principali risultati degli interventi presi in esame emergono la ricchezza e la varietà delle esperienze in corso, una specificità delle iniziative e dei programmi, il coinvolgimento di una pluralità di attori, la promozione della cittadinanza e la possibilità di perseguire delle linee strategiche d’azione che riescano a innescare meccanismi di sviluppo economico e occupazionale.
Il gruppo di ricerca: Martina De Luca, direttore di ricerca Simona Bodo, Maurizio Carta, Cristina Da Milano, Beatriz Garcia, Michele Trimarchi, ricercatori senior Daniela Ferrara, Emilia Giorgi, Barbara Lino, Benedetta Nervi, Valentina Romanzi, ricercatori junior
Eccom Compagnia di San Paolo di Maria Francesca Guida e Martina De Luca Fonte: http://www.tafter.it/ |