Camden Town il quartiere di Londra che più rispecchia le aspettative e i sogni di molti dark e dei punk italiani. Durante il giorno essa appare come un guazzabuglio caotico di persone di tutte le razze immerse in un traffico allucinante di taxi e double-bus. La metropolitana è una rete intricatissima di tunnel. Se non si sta più che attenti ai percorsi ed alle destinazioni finali, si rischia di andare ovunque, fuorché giungere alla propria meta.
E' di notte però che il fascino di questa città colpisce: le sue chiese ed i palazzi gotici superbamente illuminati sembrano far da spunto per romanzi goth ed è stridente il contrasto con gli edifici ultramoderni in vetro e acciaio. La cosa che ogni londinese ha nel proprio cuore è il Big Ben. Esso durante il giorno appare veramente imponente e ci si perde a fissare l'intricato lavoro di decorazioni che lo compone... ma di notte...! Alla luce della luna e dell'illuminazione dorata che lo fa risplendere, pare portare tutti al regno di Peter Pan. Ovviamente la cosa che maggiormente colpisce è il numero praticamente infinito di fastfood, per altro sempre gremiti, che saturano l'aria londinese di un odore particolare e credo tipico.  |
Non potevamo non essere tentati da una corsa al secondo piano del tipico doppio bus londinese i cui autisti hanno probabilmente istinti omicidi verso i pedoni e manie di persecuzione nei confronti delle altre macchine. Ovviamente questa è la prima sensazione non appena il mezzo lascia la fermata perchè dall'alto si perdono totalmente le normali prospettive di guida. Ogni curva ci si immagina sul marciapiede ed ad ogni incrocio il nostro allenatissimo cervello per la guida a destra ci grida: Sta andando contromano! E' sicuramente più divertente di un giro sulla giostra: lo consiglio a tutti: salite sul bus senza direzione e senza meta... soltanto per il gusto di vivere un'esperienza strana. Se ho parlato degli istinti omicidi dei conducenti dei bus non posso fare a meno di segnalare che durante i primi attraversamenti di strada si rischia sempre di essere investiti (anche se si sa perfettamente che in Gran Bretagna si guida a sinistra, si guarda invariabilmente dalla parte sbagliata); non è raro vedere qualcuno in prossimità di un incrocio guardare a destra ed a manca come fosse a Wimbledon. La mitica Piccadilly, dove si può vedere praticamente di tutto, dalla macchina a forma di letto matrimoniale con tanto di baldacchino e ragazze in costume (ma fa un freddo cane!!!) che salutano, ad una sorta di triciclo pubblicitario, il cui conducente saluta tutti con il classico segno di amicizia internazionale. Ora però scappiamo in metropolitana, prendiamo la linea nera (poteva essere diverso?) e ci tuffiamo in Camden Town. Vi siamo giunti esattamente all'apertura dei negozi. L'intera Camden Street è composta da negozi di abbigliamento, scarpe, accessori, oggettistica, dischi dark, goth, punk e cyber. I nostri sorrisi diventano praticamente immensi mentre entriamo ed usciamo da ogni negozio, estasiati dalla varietà dei prodotti commercializzati. Entriamo in un negozio (che pare più un magazzino su tre piani dove lo spazio riservato al pubblico è uno strettissimo corridoio in cui si passa a senso alternato (non ci si sta in due) che praticamente straborda di abiti. Perdiamo ogni ritegno: chi è al terzo piano a provare i cappottoni modello matrix in ogni tipo di tessuto, dalla stoffa al pvc, grida le proprie scoperte agli altri che al secondo piano provano gonne o pantaloni, mentre i commessi agilmente scalano l'angusta e ripidissima scaletta che collega i vari piani. Proseguendo lungo la strada e continuando la nostra esplorazione incontriamo - Londra è tanto piccola... - uno dei membri dei Theatres des Vampires, anche lui intento a fare shopping. Dopo gli affettuosi saluti di rito ognuno prosegue per il proprio percorso. Anche qui l'odore del cibo invade l'aria. Fra un negozio e l'altro si aprono i fast food cinesi, quindi ne approfittiamo per una breve sosta ristoratrice a base di fish and chips e onnipresente coca cola. Proseguendo lungo la strada si arriva ad un ponte su un canale: pare di essere stati scagliati ad Amsterdam: il salice piangente che sfiora l'acqua con le punte dei rami e le "paperelle" che placide scivolano sulla superficie. Oltre il canale, una fabbrica dismessa è stata ristrutturata e trasformata in mercato: negli stanzoni di mattoni vi sono bancarelle, come del resto nei cortili, ed in quelli che erano probabilmente uffici o piccoli magazzini, sono stati aperti dei veri e propri negozi. Qui troviamo Black Rose con il suo enorme assortimento di abiti e poco distante Cyberdog: un buio interno illuminato di neon dai colori violetti. Anche qui vi sono i chioschetti per il take away cinese, tailandese e di dolciumi inglesi con un ampio spazio di panche e tavoli dove consumare il proprio pasto. Sono ormai le 18 ed i negozi iniziano a chiudere. I nostri piedi stanchi e doloranti non anelano altro che al riposo. Torniamo quindi in albergo per un breve relax prima di tuffarci nuovamente fra le luci di Londra by night sul fido duble-bus.
di Gabrielle de Lioncourt |