Lo sguardo di un bimbo per promuovere il Marocco
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mercoledì 31 ottobre 2007 |
A Rabat, nel centro storico della città reale, ai piedi della torre Hassan e del mausoleo di Mohammed, attraversando la necropoli di Chellah sulle rovine romane, fino alla Medina, guardando il tramonto dalla famosa terrazza della Kasbah. Sul Marocco e sui suoi stupendi colori. Oppure a Salè, la città vecchia, gemella di Rabat, con le sue storie e leggende di pirati citate anche dalla fantasia di Daniel Defoe in Robinson Crusoe, all’ascolto del passato. O per le strade di aromi e spezie di Marrakech. In un paese da ritmi e sapori antichi, e in un modo di viaggiare diverso. Consapevoli di sé e delle proprie azioni, della realtà del posto e incontro alla sua gente e, soprattutto, ai suoi piccoli abitanti. Nel modo di viaggiare che propongono l’associazione Amici dei Bambini e la società di turismo responsabile Viaggi e Miraggi.
Un viaggio di dieci giorni, dal 27 ottobre al 5 novembre, alla scoperta delle meraviglie del paese, della sua cultura e delle sue tradizioni, ma anche della difficile realtà di tanti bambini abbandonati, che ogni giorno vivono nella speranza di essere accolti da una famiglia. [/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10054/normal_flickr_marocco_bimbi.jpg) Fuori dai circuiti del turismo tradizionale, entrando in contatto diretto con loro. Avvicinandosi ai volti scarni e sorridenti presenti nei due orfanotrofi in cui opera, dal 1993, Amici dei Bambini: il Centro di Accoglienza Lalla Meriem di Rabat che ospita bambini da zero a sei anni, per la maggior parte diversamente abili, e la ludoteca del Centro di Accoglienza “Le Nid” a Meknes, che accoglie bambini e ragazzi da zero a sedici anni. Per conoscere non solo i luoghi del Marocco, ma anche chi il Marocco lo ha fatto e lo farà. |