La svolta della community
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lunedì 03 dicembre 2007 |
Assistiamo oggi ad una svolta nel mondo delle community, i luoghi virtuali in
cui condividere i propri contenuti. L’utente ha sempre desiderato mostrare
agli altri foto, video e musica autoprodotti, ha sempre agognato un luogo in cui
avere la possibilità di diventare il protagonista, di acquisire fama seppur
in un contesto virtuale.
Lo user, soggetto alle regole del “wanna be a star”,
ha così dato vita al fenomeno dello “user generated content”.
Nel luglio 2003 MySpace ha dato spazio per foto, musica e video; nel febbraio
2004 è stata la volta di Flickr con spazio per foto e nel febbraio 2005
YouTube con spazio per video. Da questa piccola digressione nella storia delle
community più famose si nota che esse, seppur ottime piattaforme, non hanno
organizzato in modo tematico e a seconda degli interessi i propri contenuti, e
risultano quindi generaliste, motivo per cui nascono sempre più gruppi
al loro interno. Inoltre le community sono talmente numerose da far nascere il
bisogno di un aggregatore di identità digitali e di community tematiche,
in modo che l’utente possa scegliere la community più adatta alle
sue esigenze e passioni, in modo da vivere un’appagante esistenza virtuale.
Ed è così che hanno preso vita nuove community che spaziano dal
porno al divino, come Pornotube e GodTube. Ma la community del futuro è
Ning: una piattaforma che permette di creare community personali e personalizzabili
a proprio piacimento, consentendo ad ognuno di avere la propria community, pubblica
o privata, dove condividere foto, video e blog. Lo user è quindi libero
di creare una community a suo piacimento, non solo dal punto di vista grafico,
ma soprattutto dal punto di vista dei contenuti e dei partecipanti, divenendo
esso stesso moderatore e scegliendo gli eletti che faranno parte della sua cerchia.
Il tema della community sarà esso stesso un selezionatore che permetterà
di raccogliere persone legate e accomunate dallo stesso interesse.
In questo modo si ha l’evoluzione da “user generated content”,
un utente che condivide i propri contenuti in uno spazio pubblico e poco personalizzabile,
a “user generated community”, un utente che crea una community, con
temi specifici e spazio personalizzato.
Attualmente sono disponibili 30.000 Ning, ed i dati indicano 20 milioni di pagine
viste al mese e 4.5 milioni di utenti unici solo in Gennaio, con un traffico per
metà proveniente dagli USA.
Così, mentre il marketing trova nelle community una fonte inesauribile
di dati e studia i profili degli utenti per indagare gusti e preferenze, le community
create dagli user diventano il luogo di incubazione degli scenari futuri, perchè
hanno al loro interno dei veri esperti in quel campo. Basterà seguirli
per anticipare le tendenze?
Fonte: Lillo Perri |