La risposta italiana allo zoo di Berlino
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lunedì 27 agosto 2007 |
E’ nato un cucciolo di bradipo All’Oasi di Sant’Alessio la madre l’ha affidato a una zia-baby sitter
A volte le mamme non possono portare con sé i figli più piccoli e devono affidarli a qualcun altro. Questo vale anche per i bradipi, i lentissimi animali arboricoli tipici del Sudamerica. Lo staff dell’Oasi faunistica di Sant’Alessio, osservando la colonia di bradipi che lì vive e si riproduce in un ambiente perfettamente ricostruito, ha notato questo particolare comportamento: fin dai primi giorni di vita, il piccolo viene affidato dalla mamma a una delle «zie», quando la prima deve avvicinarsi a terra per mangiare o espletare i propri bisogni. La mamma va a riprendersi il cucciolo dalla «baby-sitter» soltanto all’ora della poppata. La presenza di una colonia di bradipi all’interno dell’oasi, ospitata nella serra del Tropicarium, e la possibilità di osservarla da vicino ha consentito in questi anni di fare numerose e interessanti osservazioni sul comportamento di questa specie, che non è in via d’estinzione ma rimane comunque molto difficile da osservare. Il bradipo, infatti, vive quasi costantemente sugli alberi e non ama scendere a terra, dove si sente indifeso, anche per la sua lentezza. Da pochi giorni nell’oasi è nato un nuovo cucciolo di bradipo, l’ottavo venuto alla luce dal 1999 a oggi. «Siamo l’unica struttura privata europea - afferma il naturalista Armando Gariboldi, responsabile della comunicazione - ad avere un regolare successo nella riproduzione in cattività di questa specie. Ciò è stato possibile grazie anche al preciso lavoro di ricostruzione dell’habitat naturale in cui vivono i bradipi, dal quale dipende la loro alimentazione e quindi tutti gli aspetti della loro vita, compreso quello riproduttivo». Sono otto i bradipi adulti ospitati a Sant’Alessio, oltre al piccolo appena nato, ma due di essi stanno per lasciare definitivamente l’oasi pavese. «Saranno trasferiti - continua Gariboldi - al prestigioso Loro Parque di Tenerife, nelle Canarie, nell’ambito di un progetto europeo di gestione delle specie in cattività. Zoo e parchi cercano di scambiarsi animali per evitare incroci tra consanguinei e per mantenere un patrimonio genetico sano. E’ chiaro che questa importante collaborazione tra noi e l’istituzione spagnola è stata possibile grazie agli ottimi risultati ottenuti nella riproduzione dei bradipi. Per l’Oasi di Sant’Alessio è un’occasione per entrare in circuiti internazionali di primo livello». Francesco Mecucci
La Provincia Pavese Fonte: http://www.oltreweb.it/ |