Dopo una gara da circa otto milioni di euro e stanziamenti complessivi per circa 58 milioni, due presentazioni ufficiali e perfino una commissione d'inchiesta, il portale sembra sia arrivato alla sua ultima partita. Potrebbe essere l'ultimo dibattito in merito al tanto discusso portale Italia.it...
 Un uragano di polemiche e critiche aveva imperversato già all'atto della sua presentazione, che risale al BIT 2007 di febbraio scorso. A partire dal logo, il portale è stato giudicato mediocre e non usabile. Fino a che la classifica degli accessi nazionali, rilevata nel maggio di quest'anno, lo ha indicato ancora al 2.539 posto e al 579.039 in quelli degli Stati Uniti. Un portale praticamente invisibile, i cui obiettivi di catturare “potenziali turisti che sognano l'Italia e offrire loro l'opportunità di sapere facilmente come arrivare nel nostro Paese e di scoprire le sue straordinarie qualità” sono ben lontano dall’essere raggiunti. La conseguenza necessaria è stata la presa di coscienza del fallimento e l’inevitabile valutazione sulla sua sopravvivenza. Italia.it che era stato presentato proprio dal ministro Rutelli come "una grandissima finestra dal Mondo sull'Italia” è alla resa dei conti. Lo stesso ministro per i Beni Culturali, con delega al turismo, in occasione del Comitato nazionale per il turismo è stato esplicito e lo ha ammesso chiaramente ponendo l’aut-aut : “O si cambia rotta o si chiude. L’esperienza del sito turistico nazionale, www.italia.it è stata finora praticamente fallimentare e si può considerare ormai al capolinea; se non si è in grado di realizzare un progetto all’altezza di un paese come il nostro sarebbe meglio a questo punto lasciar perdere”. Francesco Rutelli aveva ereditato il portale non appena nominato ministro e aveva cercato di rilanciarlo, cercando di studiare il progetto senza raggiungere, però, risultati soddisfacenti. Lanciata l’idea nel marzo del '94 dal ministro per l'Innovazione e la Tecnologia, Lucio Stanca, Italia.it non ha mai cessato di incassare critiche. Con i 45 milioni di euro stanziati per l’operazione, ci si sarebbe aspettato un portale funzionale, un buon posizionamento e una reale visibilità per il turista straniero. Un flop che non rende onore all’Italia e alla sua reputazione. Tra le ultime critiche incassate c'è quella di Gian Franco Fisanotti, presidente nazionale dell'Unionturismo: “Siamo preoccupati per il contenuto fuorviante del portale: contiene errori madornali nelle informazioni sul Molise, sulle Marche, sulla Liguria e sull'Abruzzo. Il governo deve intervenire”. In realtà Rutelli sta meditando di farlo. Aspettiamo l’esito della decisione, sperando in una buona riuscita.
Fonte: Corriere della Sera |