D - Parliamo dell'edificio del museo e del ruolo di Kahn... R - E' un edificio molto famoso, ha una forma molto distintiva. Queste gallerie a volta sono state ispirate a Louis Kahn da suoi studi di architettura classica a Roma. Ha trascorso del tempo all'Accademia americana a studiare edifici come le terme di Caracalla così come il Palazzo delle Belle Arti per il Diciannovesimo secolo. Ma la grande magia di questo posto è che lui ha preso la luce e l'ha portata negli spazi creando un grande fascino. Kahn era molto interessato al rapporto tra architettura e paesaggio e tra mondo architettonico e naturale. Così, la luce naturale, che penetra nelle gallerie per ammirare i lavori artistici, permette al contempo di guardare all'esterno, al paesaggio con gli alberi e al cortile che ha disegnato con le piante. La pratica così è tra interno ed esterno e molto importante per lui era il dinamismo tra i due.
D - Per quanto riguarda i materiali utilizzati? R - Amava i materiali naturali, ma anche il cemento, che trattava come un materiale naturale. Questo è travertino italiano che ha una ricchezza, una trama e una qualità naturale che si percepiscono nel tempo. E' vero, non lo si può considerare un materiale adatto ad appendere dipinti, certamente non i lavori classici, ma per i lavori di arte contemporanea e del XX secolo ha un sintonia perfetta. E' con i lavori più antichi che si possono sollevare interrogativi. Alcune volte non è la superficie più in sintonia, ma Khan ha creato un ambiente generale di una qualità straordinaria. Molte persone pensano che questo edificio sia il luogo migliore al mondo dove ammirare dipinti.
Timothy Potts
D - Possiamo dire qualcosa anche relativamente alla collezione? R - La collezione è piccola, ma pian piano sta diventando sempre più famosa: si va dall'antichità, Grecia, Egitto, Mesopotamia, Roma...fino alla metà del 20° secolo. Ci sono dipinti europei fantastici, lavori del rinascimento...particolarmente importanti la pittura italiana, francese e spagnola, ma c'è anche molta arte cinese e asiatica in generale. Quindi è piccola ma i singoli lavori sono di grande bellezza, esattamente come li si potrebbe ammiarare in qualsiasi altro museo. E' tratta da una collezione privata di Mr Kimble morto nel 1974...Tutta la collezione è composta da 250 pezzi, i più inglesi, altri italiani e francesi, ma molti non erano adatti a musei, per cui sono stati venduti per comprare nuove opere. La collezione è stata costruita grazie al curatore e direttore del museo alla fine degli anni '60. E' stato un esperimento di grande successo, perchè la maggior parte delle persone pensavano che non fosse possibile raggiungere tale risultato, ma è stato possibile.
D - Qual'è stato l'obiettivo del museo? R - L'attrazione del museo sia per gli americani sia per i visitatori internazinoali e gli effetti a livello economico sono stati molto positivi, ma non era questa la missione da cui il museo è stato guidato. L'obiettivo è stato quello di creare il migliore museo d'arte possibile, per comprare i lavori migliori, per esporli nel migliore edificio, per creare un'esperienza importante. L'aspetto economico è stato secondario, e lo è ancora. E' una dura missione: non facciamo nulla solo per motivazioni economiche.
D - Perchè è stato scelto Renzo Piano come architetto? R - Il primo problema che abbiamo avuto è che l'edificio era progettato per accogliere le mostre ma non un gran numero di visitatori, quindi abbiamo compreso negli anni che avevamo bisogno di qualcuno che progettasse un secondo edificio. Pochi anni fa abbiamo acquistato il terreno e due mesi fa a Piano è stato proposto di lavorare. So che ha curato la realizzazione di numerosi musei in giro per il mondo, pensiamo solo al Pompidou...credo che nessuno metta in dubbio che sia uno dei migliori architetti. Abbiamo progettato con lui il concept del museo.
D - Com'è strutturato l'edificio e che opere accoglie? R - Ci sono 2 piani, abbiamo oltre a moltissimi dipinti anche numerose sculture, un fantastico modello di Bernini oltre, tra gli altri, Leonardo e Michelozzo. Non ci sono più opere da vendere, molto è già stato venduto per acquistarne di nuove.
intervista di Lorena Bari Fonte: http://www.nonsolomoda.mediaset.it |