Intervista a Andrea Rebaglio Fondazione Cariplo |
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domenica 04 novembre 2007 |
La Fondazione Cariplo rappresenta per dimensioni del patrimonio e per metodologia di intervento una tra le fondazioni bancarie più importanti nello scenario italiano. Quali sono gli obiettivi delle attività strategiche della Fondazione nell'ambito degli investimenti per l'arte e la cultura?
Sono tre i macro-obiettivi che la Fondazione ha deciso di perseguire nell'ambito specifico dell'arte e della cultura e che rappresentano l'orizzonte strategico in cui si collocano tutti gli interventi e gli investimenti della Fondazione nel settore: 1) la valorizzazione dei beni culturali come fattore fondamentale per favorire lo sviluppo economico e sociale, la crescita e la competitività del territorio; 2) la promozione delle attività artistiche e culturali per garantire l'accesso alla cultura e per favorire l'educazione permanente di tutti i cittadini; 3) il sostegno alle attività creative nel campo della produzione artistica e culturale per arricchire e rinnovare, rendendola più appetibile, l'offerta culturale. Investire in arte e cultura. Come può diventare strategica la filantropia? La vastità e l'entità dei problemi che caratterizzano il "settore" dell'arte e della cultura nel nostro paese (con riferimento sia al campo dei beni culturali, sia a quello delle attività artistiche e culturali) e la volontà di indirizzare l'intervento filantropico verso azioni che creino valore aggiunto sotto il profilo dell'efficacia dell'investimento, nonché risultati tangibili e visibili, suggeriscono di non finanziare interventi mirati alla soluzione diretta dei problemi, quanto piuttosto concentrarsi su azioni che individuino e sperimentino metodologie innovative o possano indicare percorsi per giungere alla soluzione di uno o più problemi. La rendicontazione e la trasparenza delle attività svolte sono due momenti essenziali non solo per chi fa attività di fundraising, ma in egual misura anche per chi eroga i finanziamenti, come le fondazione bancarie. Quali strumenti utilizzate e come vi relazionate, da un lato, con gli stakeholder e, dall’altro, con i promotori dei progetti sostenuti? Servire meglio la propria comunità significa intraprendere quelle azioni - di analisi e studio, di progettazione, di sperimentazione e di successiva valutazione dei risultati - che mirano a dare risposta a bisogni insoddisfatti e/o inespressi sul piano sociale, culturale ed economico oppure a identificare risposte più efficaci ed efficienti a bisogni già noti. In particolare, la valutazione delle attività della Fondazione costituisce uno snodo fondamentale del circuito di programmazione (indirizzo) e gestione delle attività. In tale fase si svolgono analisi e riflessioni sui processi e sui risultati conseguiti che costituiscono la necessaria premessa al riavvio delle attività di indirizzo. Oltre a questo obiettivo interno, la valutazione produce e sistematizza una serie di informazioni quali-quantitative per dare conto agli stakeholder e più in generale alle comunità di riferimento delle realizzazioni e degli effetti dell'attività della Fondazione sui beneficiari intermedi (gli enti finanziati) e finali (gli utenti) dei propri interventi. Fonte: http://www.good-will.it |