In calo progetti di sviluppo immobiliare nei Comuni e riqualificazione aree dismesse
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martedì 02 ottobre 2007 |
Non si arresta il processo di rinnovamento in corso in Italia, ma i progetti di sviluppo immobiliare avviati dalle amministrazioni pubbliche registrano un rallentamento per quantità e dimensione. Il dato emerge dal rapporto 'Italia in sviluppo' realizzato da Assoimmobiliare con la collaborazione di Anci e Nomisma, presentato in anteprima a EPIC, la conferenza romana dedicata al real estate internazionale e alla finanza.
Il numero di nuovi progetti avviati nel corso del 2007 è sceso dai 200 censiti nel 2006 ai 110 di quest'anno, con un tasso di rinnovo dimezzato dal 65% al 33%. Inoltre, è diminuita la dimensione media dei progetti in termini di valore dell'investimento (117 milioni di euro contro i 160 previsti per gli interventi avviati nel 2006) ''pur in presenza di una sostanziale parità di superficie fondiaria interessata''. Solamente 32 progetti di quelli censiti nella precedente edizione e' giunta a compimento, a dimostrazione che si tratta spesso di interventi a lunga pianificazione. ''La maggior parte dei progetti monitorati - si legge nello studio - è rappresentata da iniziative di riqualificazione dell'esistente (58%), a fronte di una quota minore di interventi di nuova realizzazione (42%)''. Gli investitori stranieri sono presenti nell'11,5% circa dei 332 progetti monitorati e sembrano prevalentemente attratti dal settore della grande distribuzione organizzata, della logistica e del turismo (con particolare riferimento alla ricettività alberghiera). Il grosso dell'attività edilizia che riguarda il nostro Paese si concentra nelle località del Nord Italia, mentre il Sud mostra ancora una volta una sostanziale arretratezza (solo 47 progetti, poco più di quelli monitorati nel solo Comune di Milano). Lo studio evidenzia infine ''l'incremento di 4 punti percentuali della quota di interventi a destinazione turistica, settore capace di attrarre sempre piu' l'interesse di investitori nazionali e internazionali''. ''Sebbene sia ancora prematuro redigere un bilancio definitivo - ha detto Gualtiero Tamburini, presidente di Assoimmobiliare -, possiamo individuare alcuni elementi che contribuiscono a far chiarezza sulla diminuzione di progettualità, tra cui: la maggior cautela da parte degli istituti di credito nell'erogazione dei capitali di debito che induce gli stessi ad una selezione più attenta dei progetti e delle iniziative immobiliari da finanziare e l'attenuazione dell'interesse per il recupero di aree dismesse a causa di una notevole complessità urbanistica, progettuale, autorizzativa che incide negativamente su costi e tempi, portando a una loro lievitazione''.
Fonte: http://www.demaniore.it |