Il turismo riscopre la vocazione Termale
|
|
|
|
|
lunedì 20 agosto 2007 |
Il suo mestiere è fare l'imprenditore e farlo bene. Il suo pastificio - che porta il cognome di famiglia - è piccolo ma di valore. Così come crescente è il profilo del suo impegno nel settore grafico: un modo come un altro per diversificare le attività e per mettere a frutto la poliedricità degli interessi. Sarà forse per questo che Giovanni Vietri - 44 anni, salernitano con interessi imprenditoriali che arrivano ad Avellino, già a capo dei Giovani industriali di quella città, della Piccola industria regionale e nel passato membro di giunta di Confindustria nazionale - ha deciso di accettare meno di due anni fa la presidenza della Fondazione bancaria Sichelgaita, che prende il nome da una principessa sorella dell'ultimo principe longobardo di Salerno. «Non ci pensavo proprio a questo incarico - dichiara - e anzi dissi agli amici, guardate che se vi serve un nome potrei anche indicarvelo».
Niente da fare: la scelta cadde su di lui e da quel momento non ha potuto sottrarsi: è sceso in pista per dare nuova linfa e slancio alla Fondazione. «Fino a quel momento - spiega Vietri - la linea scelta dalla Fondazione era quella di contribuire prevalentemente alle attività culturali, perlopiù su richiesta del singolo interessato. Per carità, un indirizzo come un altro ma ho preferito scegliere una strada diversa. Ho ridotto subito le richieste dei singoli e ho puntato su un ruolo più attivo nei progetti di sviluppo della città e della sua provincia. La strategia, in altre parole, è quella del partenariato con altri soggetti per raggiungere meglio, con più risorse e maggiori risultati, lo stesso obiettivo di sviluppo». In questo momento il progetto che sta a cuore alla Fondazione è il rilancio di Contursi, un polo termale tra i più importanti della Campania. «Non vogliamo insegnare il mestiere ai termalisti - precisa Vietri - ma ritengo che mancasse la figura di chi tirasse le fila di uno sviluppo turistico e termale nel l'area. Noi contiamo di far intervenire con un ruolo attivo non soltanto gli enti locali ma anche un importante partner finanziario che sarà sicuramente una banca». Insomma: un modello non invasivo ma di orientamento. Del resto in una provincia dove tutti parlano con tutti, non è difficile. «La nostra interlocuzione con gli amministratori, gli imprenditori e gli altri soggetti sociali - conferma il presidente - è ottima». In questi anni la Fondazione ha fatto molto. Gli interventi hanno spaziato dall'arte ai beni culturali, dai festival alla ceramica, dal teatro alle biblioteche, dal cinema al turismo, dall'informatica alla mensa per i poveri, dalla formazione alla cultura d'impresa, dalla ricerca scientifica e tecnologica al giornalismo economico. Missioni, scopi e progetti raggiunti oltretutto con poche risorse a disposizione se, soprattutto, paragonate ai grandi patrimoni delle Fondazioni bancarie del Nord e molte del Centro. «Sichelgaita - chiarisce Vietri - ha un patrimonio di 40 milioni che, al territorio e sul territorio, può anche apparire consistente. I proventi annui che ne traiamo sono pari a circa 1,2 milioni ma del frutto dei nostri investimenti, quello che resta a disposizione non supera i 400mila euro». Nel 2005 la Fondazione ha deliberato l'erogazione di 760mila euro per 27 interventi, scesi a 209mila lo scorso anno per 35 interventi. La gran parte delle risorse è stata indirizzata verso attività e beni culturali. Con un budget così limitato appare ancora più gratificante il lavoro della Fondazione a favore dello sviluppo socio-economico del territorio. E il comune di Salerno e quelli della provincia sembrano apprezzare molto l'impegno e la svolta nelle strategie. Articolo de Il Sole 24 ORE del 2-07-2007 |