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Il tempio massonico

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sabato 27 ottobre 2007

Termine derivato dalla radice indoeuropea tem, che significa dividere, delimitare. Definisce un luogo sacro destinato al culto. Anticamente era costituito da un luogo naturale, segnato da caratteristiche che vi testimoniavano la presenza delle divinità.

Il Tempio naturale era denominato dai Greci temenoz, ovvero delimitazione del luogo adibito a culto, sul quale poteva anche sorgere un edificio (naoz) dove si conservavano i beni del Tempio, ma spesso anche quelli dell'erario pubblico.

Per i Romani il templum significava uno spazio della volta celeste o della superficie terrestre, che veniva determinato attraverso gli auspici. L'esigenza di luoghi stabili e ben definiti da adibire al culto fu avvertita soprattutto dopo le invasioni indoeuropee in Grecia e nella penisola italica.

Pur continuando a sopravvivere in luoghi di culto naturali con altare all'aperto, nacque allora in Babilonia, in Egitto e presso gli Ebrei il Tempio inteso come vera e propria casa od abitazione di Dio. In India il Tempio chiuso nacque con l'avvento del buddhismo e dell'induismo.

Con il cristianesimo il termine Tempio fu usato genericamente quale sinonimo di basilica o di cattedrale.
Il Tempio Massonico

Il Tempio massonico è a forma di quadrolungo, ovvero di rettangolo, con un'unica porta d'accesso che viene simbolicamente considerata orientata ad occidente. Ai lati di questa porta si trovano due colonne di elevato valore simbolico. La sala ha una volta azzurra cosparsa di stelle, ed è simbolicamente sostenuta da dodici colonne: sei a settentrione e sei a mezzogiorno, ognuno contraddistinta da un segno zodiacale: esse ricordano le singole verità individuali, rappresentando pertanto un richiamo alla Tolleranza.

Intorno alle pareti del Tempio corre un cordone (v.) rosso, in cui vi sono sette nodi d'Amore (profanamente noti come nodi Savoia), il mediano dei quali è situato al centro della parete orientale, e le cui estremità terminano con fiocchi avvinti alle due Colonne «J» e «B».

Il Tempio identifica il punto geografico, geometrico o geodetico, in cui lavorano i Liberi Muratori. É una raffigurazione del Cosmo, le cui dimensioni non sono definibili, sia in Massoneria che in tutte le religioni. Infatti per il Massone le sue dimensioni vanno da Oriente ed Occidente, dal Settentrione al Mezzogiorno, e dallo Zenit al Nadir. É quindi definito come «un punto situato nel Cosmo, noto ai soli figli della Vedova».

I Lavori che vi si svolgono presuppongono un particolare stato di coscienza da parte di tutti i Fratelli partecipanti. Questo stato di coscienza si identifica con lo stato interiore, a cui fa riferimento il rituale massonico con l'abbandono dei metalli al di fuori della Loggia; una condizione imposta al profano prima della sua iniziazione, e sempre richiesta ai Fratelli prima di accedere al Tempio al seguito del Maestro delle Cerimonie. Tale stato mentale è assolutamente essenziale per distinguere la Loggia da qualsiasi altra possibile forma di assemblea di uomini, riuniti per perseguire un comune ideale. Tipico ed esclusivo delle sole società iniziatiche, esso implica il totale ed assoluto distacco dal mondo profano, con i suoi tipici vizi e con le passioni che ne derivano.

Nel Tempio si è posti in una situazione interiore particolare, essendo inevitabilmente soggetti alle energie interagenti nel Cosmo, nell'ambito della Legge del G.A.D.U. (v.). La comprensione e la padronanza di tale peculiare stato d'animo diventeranno vieppiù accessibili nel corso dell'analisi dei riferimenti e dei simboli presenti nel Tempio, giunti fino a noi attraverso la stretta via della Tradizione Iniziatica, di cui l'Istituzione Muratoria rappresenta il filone occidentale più valido ed attivo. Il Tempio in sé è quindi un simbolo, sicuramente il più complesso tra tutti i moltissimi simboli muratori. Esso racchiude tutta una serie di significati operativi e sperimentali riferiti all'essere umano, e compresi nell'imperativo «Conosci Te stesso», che la tradizione vuole leggibile all'esterno della porta d'ingresso, un monito eloquente dal significato simile al «dietro ai sensi vedi che la ragion non vale» dantesco[1].

Casella di testo: La Freemason's Hall di LondraSecondo Freud il sogno decifrato spesso ci si rivela inconfessabile. Ma nell'inconscio non vi è solo l'infinito, ma anche il sublime. Per il Sebastiani[2], il Tempio massonico è la massima rappresentazione del simbolo magico del mondo esoterico, il dominio della via iniziatica, l'edificazione di uno smisurato ordine di vita superiore, oltre l'Universo, oltre l'infinito; il mondo dell'Ego e della coscienza umana, dell'Essere e del non Essere, quello che deve trovare il senso occulto velato dal senso, il vero senso spirituale della vita umana.

Ogni particolare dell'arredo, ogni attrezzo ed ogni utensile ha in questo Tempio un suo significato simbolico; anche il ritmo dei colpi di Maglietto del Maestro Venerabile e dei due Sorveglianti, parla un suo proprio linguaggio spirituale. Gradualmente il Massone, un neonato sempre rinnovato, vi prosegue il suo cammino nell'Arte Reale, per raggiungere la Luce. Resta inconfutabile il fatto che nessun Libero Muratore, nessuna Loggia come nessun Ordine, ha la competenza e la possibilità di determinare il significato di un simbolo, particolarmente quello del G.A.D.U. e quello delle tre Grandi Luci, ovvero Squadra, Compasso e Libro Sacro o della Legge (v.). É solo individualmente che ciascun massone ha il diritto, la competenza e la possibilità concreta di interpretare i simboli, determinandone il significato. Questa non è che la conseguenza della pratica della Tolleranza massonica, il che significa che ogni Fratello deve poter agire nella piena libertà della sua coscienza.

Nella loro collocazione nel Silenzio del Settentrione, gli Apprendisti sono predisposti a percepire ed attivare il proprio «Sole di mezzanotte», ovvero a conseguire la simbolica conquista interiore, anche solo sfiorandola, il che consentirà loro il passaggio all'altra Colonna. Illuminate le proprie Tenebre e conquistata la vera Libertà dai condizionamenti esteriori, il Fratello diventa Compagno d'Arte, collocandosi nella Colonna di Meridione.

Ora, nella piena Luce del Sole allo Zenit, si riflette con l'operatività speculare negli altri Fratelli, negli altri uomini, di cui riconosce l'essenziale Uguaglianza. Le quattro posizioni solari agli equinozi, quando si equivalgono la durata del giorno e della notte, coincidono con le ore 6, 12, 18 e 24. É un fatto che riveste particolare importanza nell'indagine del significato profondo delle ore di apertura e di chiusura degli architettonici Lavori di Loggia. Inoltre al rappresentazione microcosmica del Tempio porta ad individuare equinozi e solstizi, seguendo il moto apparente del Sole, non più diurno ma annuo. Quindi ogni Fratello può seguire il corso annuale del Sole, con l'attraversamento dei 12 segni zodiacali nell'alternarsi delle stagioni. Le dodici Colonne ricordano anche le 12 fatiche di Ercole (v.), corrispondenti ai dodici segni di cui l'Iniziato può e deve percorrere il senso reale e velato attraverso la sperimentazione su sé stesso, per divenire a sua volta un «Sole», e lavorare veramente per il bene ed il progresso dell'Umanità.


Le significanze dei quattro Elementi (Terra, Acqua, Aria e Fuoco, v.), i cui simboli sono evidenziati ripetutamente, sono riferite ai quattro tipi primordiali della manifestazione cosmica, nonché al ritmo ermetico delle manifestazioni naturali ed al ciclo biologico della vita umana. Le loro attribuzioni energetiche costituiscono il Quaternario, cioè la realtà manifesta, quindi sia l'Universo che l'uomo, che contengono tutte le potenzialità e le Leggi. Ciascun elemento conferisce la propria natura qualitativa a tre diversi segni zodiacali. Perciò l'energia di ognuno di essi si esprime attraverso una diversa modalità funzionale. A seconda della modalità espressa, detto in linguaggio astrologico, tali segni sono denominati come Cardinali, Fissi e Mutevoli, o mobili.

I segni Cardinali esprimono l'essenzialità, ovvero la stretta conformità al principio informatore; i segni Fissi la stabilità, cioè la modalità realizzatrice o concretizzante, quindi un aspetto di mantenimento e di conservazione; i segni Mutevoli indicano la variabilità, la modalità trasformatrice che prepara il passignificante, una specifica modalità funzionale: quella essenziale (Cardinali), quella realizzatrice (Fissi) e quella trasformatrice (Mutevoli). Se ne possono trarre diverse analogie, espressioni del principio ermetico di dualità, di polarità positiva e negativa, opposte e complementari: Sole-Luna, Luce-tenebre, Bianco-Nero, Equinozio-Solstizio e Fuoco/Aria-Acqua/Terra. Sono contrapposizioni tutte risolvibili nel punto di equilibrio, al centro del Tempio, in cui ogni Fratello si colloca.

Nel Tempio sono infine evidenti i seguenti simboli: il pavimento a scacchi; i gradini; i cinque scranni dei Dignitari di loggia, con gli attrezzi operativi loro attribuiti (Squadra, Livella, Perpendicolare, Libro e Penne) ed i tre Pilastri (Minerva, Venere ed Ercole); le tre Luci minori; il Testimone acceso; i tre candelabri dei tre primi Dignitari di Loggia; l'Ara od Altare; le tre Grandi Luci; la Menorah; il Quadro di Loggia; la Spada Fiammeggiante; gli attrezzi operativi (Regolo o Misura da 24 pollici, Cazzuola, Leva, Mazzuolo e Scalpello); la Pietra Grezza e quella Cubica; il Bastone del Maestro delle Cerimonie; la Spada e la Chiave del Copritore interno; la Stella Fiammeggiante o Pentalfa; il Delta luminoso; il Sole e la Luna; la scritta all'Oriente A.G.D.G.A.D.U.; il Trinomio (Libertà, Uguaglianza, Fraternità), di solito inciso sulla facciata dell'Ara.

Indagini particolareggiate su ogni simbolo sopra elencato possono essere effettuate attraverso la consultazione di ciascuna singola voce. A livello speculativo va infine considerato che il Tempio è il luogo fisico in cui si svolgono i Lavori massonici. É consacrato dalla presenza rituale, dalla volontà concorde e dal Lavoro corale che lo trasformano in Loggia, cioè nell'unità Idea-Forza della Libera Muratoria universale, identificandosi così con l'intera comunione dell'Istituzione muratoria. La Loggia è l'uomo, e l'uomo è la Loggia. Può diventare Officina, cioè Laboratorio, Athanor alchemico, fucina di idee e di Uomini, vincolati dalla memoria degli ideali e della Tradizione, proiettati nel presente e costruttori del futuro, al di là del mutevole e del contingente.

La parola Tempio implica sacralità. Un Tempio può essere situato al di fuori di noi o anche trovare posto nella nostra interiorità, ma il presupposto della sacralità rimane invariato. Si deve però comprendere che il Tempio, da un punto di vista esoterico, non rappresenta un punto di arrivo stabile, che una volta raggiunto permane in noi. Esso deve essere continuamente da noi riproposto alla vita. In questo senso rappresenta un progetto. Come per l' Officina, non esistono confini netti fra Tempio interiore e quello esteriore. Siamo noi che facciamo la differenza, guardando dentro e guardando fuori. Si tratta sempre e comunque del Tempio della vita[3].

[1]   La Divina Commedia, Paradiso, Canto II, 56-57.

[2]   La Luce Massonica, Vol. 2°, Ediz. Hermes, 1991.

[3]   Interpretazioni e corrispondenze esoteriche sono state estratte dai «Quaderni di simbologia muratoria», editi dal Grande Oriente d'Italia (G.O.I.).

di Chissotti Riccardo 

Fonte: http://www.esonet.org 

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