I turisti di Andrea Camilleri
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lunedì 20 agosto 2007 |
In un lembo di Sicilia sul Mediterrano, i luoghi del celebre commissario di Andrea Camilleri; la casa del poliziotto di “Vigata”, diventata Bed And Breakfast, luogo di culto per il turismo da fiction.
Punta Secca, sin da tempi remoti, ne ha viste tante. Il facile approdo di Punta Scalambri (dirimpetto l’arcipelago maltese) vide sbarcare la nave di Ulisse, salutò greci e romani e diede il benvenuto, nel 1943, agli angloamericani. Adesso accoglie i turisti, soprattutto quelli sulle rotte delle fiction televisive ansiosi di vedere e fotografare, in particolare, un “monumento”: la casa di Montalbano. La villa sulla spiaggia di Punta Secca (frazione di Santa Croce Camerina, nel ragusano) da cui l’eccentrico commissario nato dalla fantasia del Maestro Andrea Camilleri e magistralmente interpretato da Luca Zingaretti, guarda il mare, è infatti diventata oggetto di culto in cui si può anche soggiornare poiché, da qualche tempo, è un Bed And Breakfast. La casa si trova a pochi metri dal mare, da cui è separata da dieci metri di sabbia dorata, e condivide una piazzetta con la Torre Scalambri (del XVI secolo), a cui i turisti la preferiscono per evidenti motivi di notorietà. La casa di Montalbano è un immobile storico del piccolo borgo marinaro: originariamente magazzino per la dissalazione delle sarde, venne acquistato nel 1904 dagli avi dell’attuale proprietario e successivamente trasformato in abitazione. A cento metri si trova il faro di Punta Secca (altro monumento simbolo della serie tv), una torre circolare bianca del 1853 che, con i suoi 35 metri, domina il piccolo porticciolo proiettando la sua ombra nella piazza principale dell’abitato che, nelle sere estive, si anima di villeggianti. Sui tavolini del bar ai piedi del faro, turisti e locali si cimentano in ardite sfide a briscola pazza. L’atmosfera che si respira è lontanissima dalla mondanità di certe spiagge famose: Salvo Montalbano, per fortuna, non ha modificato il dna di chi frequenta Punta Secca e Punta Secca non ha snaturato se stessa, offrendosi in tutta la sua affascinante semplicità.  Al bar gli intenditori scelgono il gelato di ricotta, una squisitezza tutta ragusana, che poi consumano sui muretti da cui si ammira il mare, appassionandosi alle sfide notturne di calcetto e pallavolo che si disputano in un campetto sulla sabbia. Poco più in là si trova il porticciolo e, al suo ingresso, il minimalista mercato del pesce fresco dove i pescatori vendono quel che le reti hanno tirato nel corso della notte. L’approdo ha un braccio che diventa camminamento per ammirare l’intera frazione marinara racchiusa fra il faro e la casa di Montalbano. La vera attrazione di Punta Secca, resta, comunque, il mare e la sua sconfinata spiaggia sabbiosa che in estate si trasforma in solarium, accogliendo i patiti della tintarella e gli appassionati di fitness. Per un tour completo di questo minuscolo angolo di Sicilia, ci si può inoltrare lungo la costa per circa trecento metri, verso Casuzze, sino a raggiungere il vicino Parco Archeologico di Caucana, immerso nel verde di olivi e carrubbi. Qui si scoprono i resti di una città, che fu importante ancoraggio, dove è stato riportato alla luce un insediamento di epoca tardo-antica con 25 edifici di diversa tipologia ed una piccola chiesa a tre navate facente parte di un'area cimiteriale. Punta Secca è tutta qui. E di certo, non è poco. Nella foto: Punta Secca vista dal mare: in una sola immagine è racchiuso l’intero borgo marinaro da “Casa di Montalbano” al faro. Courtesy of ©Pietro Nicosia. di Pietro Nicosia Fonte: ilsole24ore |