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I 60 anni del Design Council Britannico

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sabato 03 novembre 2007

Il Design Council ha patrocinato la causa del design per oltre 60 anni. Nel contempo il Regno Unito ha assistito a notevoli cambiamenti sociali, economici e tecnologici. Dal 2000 ad oggi l’apporto del settore del design britannico si è dimezzato e le agenzie di spicco si sono ridotte di un terzo. Che fare?
In principio: il lancio di una campagna pubblica

Il Design Council è nato nel 1944 come Council of Industrial Design. Fondato in tempo di guerra dal presidente del Ministero del Commercio del governo britannico, esso mirava a "promuovere con ogni mezzo lo sviluppo del design nei prodotti dell'industria britannica". Tale status rimase inalterato nel corso di mezzo secolo di mutamenti in ambito sociale, tecnologico ed economico.

In principio, il Council of Industrial Design univa mostre e approvazione di prodotti, servizi diretti all'industria, publishing commerciale e vendita al dettaglio - un modello largamente imitato in tutto il mondo.


La nuova attenzione al business e all'istruzione

Negli anni sessanta e settanta le attività dell'organizzazione si concentrarono sempre di più sulla tecnologia e in seguito anche sul design ingegneristico, portando così ad una modifica nel nome nei primi anni 70, Design Council.

Negli anni ottanta, grazie all'impennata di investimenti nel settore da parte delle attività commerciali al dettaglio, a consumatori e negozianti parimenti convinti delle virtù del design di qualità e con i designer industriali ormai parte integrante di un'industria del design in forte crescita, la cultura britannica diventava sempre più sensibile al design.

Di conseguenza alla fine degli anni ottanta, il Design Council abbandonò le campagne pubbliche per concentrarsi sul business e sull'istruzione.

Le attività di retail e di approvazione dei prodotti gestite dal Design Council furono chiuse, mentre i servizi per l'industria riorganizzati su base regionale.

Tuttavia nei primi anni novanta, il Design Council, che si avvaleva di oltre 200 dipendenti e di sovvenzioni annue dal Ministero del Commercio e dell'Industria per un valore di 7,5 milioni di sterline, non sembrava più quello di un tempo: sganciato dalla comunità del design, trattato con indifferenza da gran parte dell'industria e politicamente isolato. I nuovi programmi governativi, come quello che vedeva Business Link incaricato di fornire servizi, design incluso, all'industria, minacciavano il suo stesso mandato.

Un nuovo mandato: sviluppare saperi e stimolare l'azione

Nel 1993 il Governo riesaminò scrupolosamente il lavoro del Design Council. Il rapporto che ne derivò lanciò la proposta di un'organizzazione di dimensioni ridotte, snella, agile e composta da una quarantina di esperti che avrebbero lavorato in collaborazione per sviluppare e diffondere nuovi saperi e stimolare l'azione, dedicando maggiori risorse ad attività ed iniziative, guidati da una nuova missione: "ispirare il miglior uso del design nel Regno Unito, nel contesto globale, per accrescere prosperità e benessere".

L'organizzazione si è rivolta in particolare al mondo degli affari, dell'istruzione e dei pubblici poteri, ha introdotto una cultura fondata sulla lungimiranza e sul lavoro di gruppo e si è dedicata alla creazione di partnership con importanti organizzazioni leader d'opinione come strategia per stimolare il pubblico a servirsi del design.


Tra le numerose nuove iniziative lanciate vi sono gli annuali appuntamenti Design in Business Week e Design in Education Week, entrambe manifestazioni nazionali che mirano a studiare sistemi atti a sfruttare le risorse di design sul territorio per migliorare lo status internazionale della Gran Bretagna.

Nel corso dello stesso anno, il Primo Ministro Tony Blair lanciò Millennium Products, che nel 2000 aveva già individuato 1.012 esempi di eccellenza di design ed innovazione britannici e li aveva illustrati su pubblicazioni, materiale didattico e case study online.

L'iniziativa ha dato vita a mostre internazionali itineranti che hanno attirato circa 300.000 visitatori in tutto il mondo.

Agevolare l'uso del design

La consapevolezza dell'importanza del design presso le imprese si è rafforzata alla fine degli anni novanta, ma con essa divenne evidente l'incertezza su come meglio servirsene. Come conseguenza la situazione attuale vede il settore del design britannico dimezzato rispetto al 2000 e le agenzie principali ridotte di un terzo.

La risposta del Design Council è stata di ampliare il proprio mandato: fornire gli strumenti necessari per usare il design e suggerire nuove modalità di utilizzo.

Oltre a generare saperi online e risorse di vario tipo, nel 2002 il Design Council ha intrapreso molteplici progetti - come Designing Demand - che prevedono una collaborazione diretta tra designer ed esperti e le imprese selezionate, le scuole e le organizzazioni deputate ai servizi pubblici, per integrare la filosofia e la metodologia proprie del design nelle loro strategie e sistemi, al fine di rafforzare e sostenere l'economia nazionale.

Il Design Council contribuisce a chiarire le politiche di design (non dimenticate l'autorevole L'Esame della Creatività imprenditoriale di Cox) ed è portatore di nuove idee su come realizzare il design dei servizi pubblici per soddisfare le esigenze dell'utenza.

Il Design Council apre anche la strada ad un nuovo pensiero quanto all'uso del design per soluzioni a problemi economici e sociali, come esemplificato dal programma intitolato Designs of the time (Dott), che prevede la partecipazione del pubblico per ricercare modi in cui il design può migliorare la nostra vita.

Dott07, primo di una serie di promozioni biennali di design, pone l'accento su temi quali la scuola, la collettività, la salute e l'ambiente e collabora con il pubblico per individuare opportunità per il design in specifiche sfide. Queste rappresenteranno la base per una serie di progetti che abbracciano l'intera gamma delle discipline di design, tra cui architettura, prodotti, grafica, design industriale e dei servizi.

www.designcouncil.org.uk
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