Come possono le pratiche culturali mettere in luce le comunità locali e periferiche? Spostare le location di grandi eventi dal centro alla periferia, dai capoluoghi alle province è una delle modalità di valorizzazione di un territorio...
L’Italia, già sotto il profilo morfologico e meteorologico, è un articolato sistema di microclimi che, senza soluzione di continuità, nei decenni, si è mantenuto e riversato dall’ambiente alla cultura. La Sicilia raccontata da Camilleri e Roma spogliata da Fellini, Genova e la Sardegna cantati da De André, come Trieste sullo sfondo dei romanzi di Svevo, sono le tessere di un puzzle tanto ricco quanto inclassificabile. Questo mosaico ha trovato, solo parzialmente, un minimo comune denominatore nelle aree metropolitane. Milano, Roma, Napoli, Torino, sono il cuore pulsante delle rispettive regioni, ma non il centro unico delle risorse. Le città, infatti, costituiscono per lo più i luoghi della trasformazione: le merci come le idee, i capitali come le mode, il lavoro come il linguaggio. Se quest’interpretazione risponde al vero, la sfida consiste nel decentrare la capacità trasformativa verso quelle aree periferiche che posseggono qualche genere di risorsa. La pratica dell’organizzazione culturale mette in luce che la principale ricchezza di cui una comunità può avvalersi quando intende dedicarsi ad attività culturali è quella di uno spazio adeguato: una piazza, un teatro o un parco, fino alle fabbrica dismesse ed eredità architettoniche prive di una funzione specifica, possono rivelarsi location capaci di ospitare performance differenti e, addirittura, costituire un valore aggiunto. La Regione Piemonte, per la stagione estiva 2008, ha intrapreso due progetti volti sia alla distribuzione nelle provincie di appuntamenti culturali, sia a valorizzare i luoghi che ospiteranno le manifestazioni.
Con i neonati Reading Park, che si svolgeranno dal 12 giugno all'8 luglio 2008 a Torino, Biella, Avigliana, Susa, Stresa e Arona, la Regione intende dare al Circolo dei Lettori una casa itinerante per proporre percorsi letterari in spazi all'aperto di grande impatto architettonico e ambientale, dando così corpo a un'idea allargata di reading: qualcosa che non sia teatro, lettura, racconto o concerto, ma nello stesso tempo li racchiuda tutti. Una formula che, importata dai paesi anglosassoni, ha da qualche anno contagiato il mondo dello spettacolo e della letteratura italiani dando vita a originali esperimenti e feconde contaminazioni: autori che riscoprono il piacere di raccontare con la propria voce le storie che scrivono; attori che trovano nelle pagine dei classici nuova linfa per la loro arte di interpreti; musicisti e cantanti che si innamorano delle sonorità di un libro e intraprendono viaggi di note e parole. Tra i protagonisti della rassegna vanno segnalati Stefano Benni, Antonella Ruggiero, Lucilla Giagnoni, Lella Costa, Marco Paolini, Paolo Rossi, i Marlene Kuntz. Il secondo progetto, Rotte Mediterranee, si presenta come una rassegna di musica e teatro programmata presso quattro forti delle alpi piemontesi tra luglio e agosto, e costituisce uno dei tasselli del progetto triennale “PiemonteMediterraneo” La caratteristica principale della manifestazione è data dal legame tra il tema dell’incontro interculturale e le quattro location: Exilles, Fenestrelle, Gavi e Vinadio e le rispettive fortificazioni militari diventano la scenografia naturale degli spettacoli in programma. Promosso dalla Regione e realizzata da quattro promoter locali, la rassegna è dedicata alle diverse anime dei popoli che si affacciano sul bacino< di Davide Fuschi Fonte: http://www.tafter.it |