L’Ordine del Tempio, un ordine monastico-cavalleresco cattolico la cui storia si intreccia con quella delle Crociate, è sciolto dal Papa Clemente V (1260-1314) – dopo la crudele persecuzione del re di Francia, Filippo il Bello (1268-1314) – nel 1307. Dopo la soppressione, l’Ordine sopravvive per qualche decennio fuori della Francia, ma al più tardi agli inizi del secolo XV i templari sono completamente scomparsi. La tesi di una loro prosecuzione segreta è stata denunciata da specialisti di storia medievale quali Régine Pernoud (1909-1998) come “completamente demenziale” e legata a pretese e leggende “uniformemente sciocche” (I Templari, trad. it. Effedieffe, Milano 1993, p. 11).
L’idea che i templari, ufficialmente soppressi, avessero continuato clandestinamente la loro attività fino al Settecento, si diffonde anzitutto nella massoneria francese e tedesca. La massoneria era nata in Inghilterra presentandosi come l’erede – sia pure attraverso un processo di reinterpretazione filosofica ed esoterica – delle corporazioni di mestiere muratorie (che comprendevano, accanto agli architetti, anche i semplici muratori). Da un certo punto di vista, si trattava di un’origine troppo “umile”, che la nobiltà dell’Europa continentale accettava con difficoltà. È così elaborata la leggenda di cavalieri perseguitati che si erano “nascosti” nelle corporazioni inglesi e scozzesi dei liberi muratori per continuare le loro attività. Soprattutto in Germania, questi cavalieri misteriosi sono identificati con i templari. È questa l’origine dei gradi templari della massoneria che – nati sul continente europeo, ma diffusi anche nel Regno Unito grazie all’opera di Thomas Dunckerley (1724-1795), fondatore nel 1791 di un Gran Conclave (più tardi Gran Priorato) dei Cavalieri Templari all’interno della massoneria inglese – oggi si ritrovano sia nel rito scozzese sia nel rito di York, e degli attuali Encampments of Knights Templars, cui possono appartenere esclusivamente massoni e che sono piuttosto diffusi nella massoneria anglo-americana. Nel momento particolarmente convulso della storia massonica costituito dagli anni della Rivoluzione francese, non tutti sono d’accordo sull’assunto (più tardi pacifico nelle obbedienze e nei riti massonici maggioritari) secondo cui il complesso dei gradi templari costituisce solo una parte del sistema massonico e deve rimanere subordinato alla massoneria nel suo insieme. In una loggia parigina, quella dei Cavalieri della Croce, si comincia a sostenere che non è affatto così. Se la leggenda templare è vera, se le corporazioni britanniche dei liberi muratori sono “interessanti” solo in quanto al loro interno dal secolo XIV sono nascosti gli eredi dell’Ordine del Tempio, ne consegue che l’Ordine del Tempio è precedente alla massoneria, e che dunque devono essere le organizzazioni massoniche a subordinarsi a quelle (neo-)templari e non viceversa. L’origine di questa controversia risale a un avventuriero attivo negli anni della Rivoluzione francese, l’ex seminarista Bernard-Raymond Fabré-Palaprat (1773-1838), che nel 1804 dichiara di avere scoperto – insieme con i suoi colleghi della citata loggia dei Cavalieri della Croce – documenti che proverebbero una successione ininterrotta di “Gran Maestri” templari clandestini dalla soppressione del 1307 fino al 1792 (l’anno in cui sarebbe morto, massacrato a Versailles dai giacobini, l’ultimo Gran Maestro “nascosto”, il duca Louis-Hercule-Timoléon de Cossé-Brissac, 1734-1792). I Cavalieri della Croce dichiarano che un documento, asseritamente ritrovato nel cassetto di un mobile del duca, autorizza la loggia a procedere all’elezione di un nuovo Gran Maestro una volta passata la tempesta rivoluzionaria. Così, nel 1805, la loggia nomina Fabré-Palaprat Gran Maestro (inizialmente “provvisorio”) e ricostruisce l’Ordine del Tempio. L’idea di un Ordine del Tempio autonomo (indipendente cioè – a differenza dei gradi templari – dalla massoneria) piace, e interessa lo stesso Napoleone Bonaparte (1769-1821), che autorizza una solenne cerimonia nel 1808. Fabré-Palaprat, tuttavia, non ha in mente soltanto un ordine cavalleresco destinato a rientrare più o meno rapidamente nell’orbita della Chiesa cattolica. La sua idea, ben altrimenti ambiziosa, che comincia a manifestare nel 1812, è quella di legare i neo-templari a una nuova religione. Nel 1814, Fabré-Palaprat dichiara di avere acquistato fortuitamente da un bouquiniste un manoscritto greco intitolato Evangelicon, versione (largamente eterodossa) del Vangelo di san Giovanni, preceduta da un commento chiamato Leviticon. Secondo studiosi contemporanei, questi testi, benché contengano materiale probabilmente più antico, sembrerebbero piuttosto un falso del tardo Seicento o del Settecento. Il san Giovanni dell’Evangelicon e del Leviticon si presenta come un razionalista anticlericale, che toglie al cristianesimo ogni carattere soprannaturale e riduce Gesù Cristo – che non è Dio, ma solo un uomo geniale – a un iniziato educato ad Alessandria. Prima di morire, Gesù Cristo avrebbe nominato come suo successore san Giovanni, il cui “Ordine d’Oriente” sarebbe poi proseguito nell’Ordine del Tempio. L’importanza di questa successione è evidente: come Gran Maestro dell’Ordine del Tempio ricostituito, Fabré-Palaprat si proclama l’autentico successore di san Giovanni, e anzi dello stesso Gesù Cristo, rivestito di tutti i poteri del sacerdozio. Può così procedere alla fondazione di una Chiesa templare, che chiama “Chiesa Gioannita” e dichiara l’unica vera Chiesa cristiana legittima (mentre illegittima sarebbe la linea “ecclesiastica” della Chiesa cattolica, che proviene non da san Giovanni ma da san Pietro). Il Gran Maestro dell’Ordine del Tempio non desidera, tuttavia, assumere funzioni sacerdotali dirette. Entra così in contatto – dopo avere battuto altre strade – con l’ex-sacerdote Ferdinand-François Châtel (1795-1857), sospeso a divinis nel 1830 per le sue idee radicali e socialiste e fondatore di una “Chiesa cattolica francese”. Nel 1831, Châtel aderisce all’Ordine del Tempio e poco dopo – in virtù dell’autorità dello stesso Fabré-Palaprat – è consacrato vescovo della Chiesa Gioannita, di cui diventa il “Primate delle Gallie”. Châtel riesce a radunare un certo numero di sacerdoti in rottura con la Chiesa cattolica in varie città francesi, e anche in qualche località straniera. La Chiesa Gioannita, tuttavia, dura pochi anni. Non tutti i membri dell’Ordine del Tempio la prendono sul serio, e alcuni non intendono rompere con la Chiesa cattolica. Questo aveva del resto determinato una serie di scismi e l’emergere di una fazione “cattolica” dissidente fin dai primi tentativi di Fabré-Palaprat di fondare una nuova religione nel 1812, tentativi che determinano anche la separazione della branca italiana, che diventa autonoma nel 1815. Alla morte di Fabré-Palaprat, nel 1838, il legame fra Ordine del Tempio e Chiesa Gioannita stabilito nella sua persona si rompe, e si offre l’occasione per una riconciliazione fra la fazione “cattolica” e la fazione “palapratiana” legata alla Chiesa Gioannita. Questo tentativo, culminato nell’elezione come Gran Maestro riconosciuto da entrambe le fazioni dell’ammiraglio Sir William Sidney-Smith (1764-1840), responsabile della branca inglese, ha vita effimera e le due fazioni ricominciano un’esistenza separata, intervallata da ulteriori riunificazioni, tutte di breve durata. Quanto alla Chiesa Gioannita, dopo qualche anno cessa le attività. Châtel fonda nel 1848 una “Chiesa francese radicale”, cercando di sfruttare il clima rivoluzionario dell’epoca. Anche questa Chiesa ha però un successo effimero, e negli ultimi anni della vita – dimenticato – Châtel lavora come droghiere. La fine della Chiesa Gioannita non elimina i dissidi fra i Templari, perché i “cattolici” desiderano che l’Ordine professi esplicitamente la religione cattolica romana, mentre i “palapratiani” (o “laici”) propongono un Ordine interconfessionale. Entrambe le branche, però, declinano. Nel 1871 i pochi cavalieri “palapatriani” francesi superstiti constatano lo scarso successo dell’Ordine e lo mettono, secondo l’espressione massonica, “in sonno”. Lo stesso avviene per la branca “cattolica” belga nel 1890. Più tardi, la “reggenza” dell’Ordine in Francia è conferita da alcuni superstiti al poeta Joséphin Péladan (1858-1918), coinvolto in tutte le vicende del risveglio occultista tardo-ottocentesco, che tuttavia si interessa di più a un altro ordine di sua creazione, l’Ordine della Rosa+Croce Cattolica del Tempio e del Graal. Anche questo Ordine del Tempio, con decine di altre sigle, fa parte in quest’epoca del grande calderone degli ordini occulti gestiti dagli amici-nemici Péladan e Papus (Gérard Encausse, 1865-1916). In questi anni, una certa terminologia e simbologia “templari” sembrano essere di bon ton in tutta una serie di movimenti magici di origine diversa: troviamo così, per limitarci ad alcuni esempi tra i più importanti, l’Ordo Templi Orientis (O.T.O.), e l’Ordo Novi Templi (O.N.T.), fondato nel 1907 da Jörg Lanz von Liebenfels (1874-1954) nel mondo della “ariosofia” di lingua tedesca, la versione pangermanica e razzista di temi rosacrociani e teosofici, che eserciterà più tardi una certa influenza – non inesistente, ma spesso sopravvalutata – sul nazional-socialismo. Questi ordini situano però i loro interessi più importanti altrove, e non possono essere considerati tecnicamente neotemplari. La successione più diretta dell’Ordine del Tempio fondato da Fabré-Palaprat rimane nella branca “laica” belga, l’unica ancora attiva, che nel 1894 promuove la costituzione a Bruxelles di una Segreteria Internazionale dei Templari, peraltro non riconosciuta da tutti i priorati stranieri. Nel 1930 la branca “laica” belga (detta “de la Trinité de la Tour”) si scioglie come tale, ma nel 1932 è ricostituito un Gran Priorato del Belgio che procede alla costituzione formale di una associazione denominata “Associazione belga dei cavalieri dell’Ordine Sovrano e Militare del Tempio di Gerusalemme” (OSMTJ), in stretto contatto con la Segreteria Internazionale, che continua la sua esistenza fino al 1934. Nel 1933 i belgi restaurano anche il Magistero dell’Ordine, affidandone la reggenza a Théodore Covias. Nello stesso anno 1933 Covias trasmette i suoi poteri a Émile Clément Vandenberg (†1945), ma la sua decisione è contestata da un gruppo di membri del “consiglio di reggenza” belga. Nel 1938 a Covias subentra – secondo un verbale del Consiglio di Reggenza belga –Joseph Jonckbloedt de Juge, ma apparentemente questa successione non è accettata da Vandenberg, che si considera ancora in carica. Nel 1942 – a causa della guerra – Vandenberg decide di trasferire gli archivi dell’Ordine in Portogallo, ad Antonio Campello Pinto de Sousa Fontes (1878-1960). Nel 1945 Vandenberg chiede la restituzione degli archivi dell’Ordine a Sousa Fontes, che rifiuta; nello stesso anno Vandenberg muore in un incidente e Sousa Fontes si proclama Reggente, poi Gran Maestro. Alcuni priorati ne riconoscono l’autorità, ma non tutti. L’OSMTJ di Jonckbloedt rallenta le sue attività in Belgio, ma continua a esistere un capitolo francese, legalmente costituito nel 1945 sotto la direzione di Remy Guerardelle de Ribauville, che nel 1956 trasmette i suoi poteri a Gabriel Inellas (1913-1987), nato in Venezuela e residente in Brasile dove si presenta come “principe Gabriel Inellas Paleologo”, titolo contestato come di pura fantasia dai suoi oppositori. Nasce da qui una branca brasiliana, che è presente in Italia fin dal 1981. Ma è soprattutto quella portoghese ad assicurare al movimento neo-templare una diffusione internazionale, aprendo (o riaprendo) “priorati” nazionali in quasi tutti i paesi dell’Occidente. Bibliografia: - Su Bernard-Raymond Fabré-Palaprat – da un punto di vista scettico, ma favorevole – cfr. l’opera del vescovo della Chiesa gnostica Léonce Fabre des Essarts, Les Hiérophantes. Étude sur les fondateurs des religions dépuis la Révolution jusqu’à nos jours, Chacornac, Parigi 1905, pp. 124-153.
- Su tutta la questione della presunta prosecuzione segreta dei templari, cfr. pure René Le Forestier, La Franc-Maçonnerie templière et occultiste au XVIIIe et XIXe siècles, 2 voll., La Table d’Émeraude, Parigi 1987.
Milizia del Tempio La Milizia del Tempio non è tecnicamente un ordine neo-templare, e se ne parla in questa sede soltanto per chiarezza, e per distinguerlo dal neo-templarismo di discendenza Fabré-Palaprat. Fondata nel 1979 a Poggibonsi (Siena) dal conte Marcello Alberto Cristofani della Magione, la Milizia del Tempio - Ordine dei poveri Cavalieri di Cristo (Militia Templi - Christi pauperum Militum Ordo) è un’associazione di laici cattolici che intendono richiamarsi agli ideali e allo stile di vita templari descritti da san Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) nel Liber ad Milites Templi de laude novae Militiae, senza pretendere nessuna affiliazione diretta dall’antico Ordine medievale. Nel 1988 la Milizia del Tempio è stata riconosciuta canonicamente come associazione privata di fedeli laici dall’allora arcivescovo metropolita di Siena, mons. Mario Ismaele Castellano. A questo decreto ha fatto seguito – il 18 novembre 1990 – uno ulteriore, emanato dal successivo arcivescovo della diocesi toscana, mons. Gaetano Bonicelli, con il quale è approvata la Regola sotto il titolo “Regola dei poveri Cavalieri di Cristo dell’Ordine della Milizia del Tempio”, completando così la fisionomia canonica della nuova istituzione, alla quale la Penitenzieria Apostolica ha concesso una serie di indulgenze plenarie per i momenti salienti della vita dei cavalieri e degli altri membri della milizia e per la chiesa magistrale di San Giovanni in Jerusalem a Poggibonsi (Castello della Magione), inserita nel complesso romanico dell’XI secolo appartenuto fino al 1312 all’antico Ordine del Tempio e oggi sede magistrale della Milizia del Tempio. Inoltre, nella sede magistrale è iniziato il primo esperimento di vita conventuale dell’Ordine: il Gran Maestro con due cavalieri professi e un sacerdote. La Milizia del Tempio si propone come fini particolari la cura della liturgia e la recita dell’ufficio divino, l’approfondimento della spiritualità e della cultura della cavalleria cristiana, l’assistenza dei pellegrini e il sostegno morale e materiale dei bisognosi, in particolare dei cristiani di Terra Santa, e l’educazione dei giovani. Secondo la regola sua propria, la Milizia del Tempio prevede tre categorie di membri: i cavalieri professi, i cavalieri “in obbedienza” e le dame, vincolati da voti privati secondo ciascuna categoria di appartenenza. Sono aggregati i cappellani (vescovi e sacerdoti), i decorati (benemeriti) e gli oblati (cavalieri e dame di devozione), senza alcun legame con la regola. La Milizia del Tempio è retta da un Gran Maestro (Maestro dell’Ordine dei poveri Cavalieri di Cristo, Duca della Milizia del Tempio), eletto ogni nove anni da un capitolo di tredici cavalieri di giustizia detto Consulta Magistrale. Al Capitolo Generale, composto da tutti i cavalieri, spetta il compito legislativo; alla Consulta Magistrale, oltre all’elezione del Gran Maestro, quello disciplinare e di controllo; al Consiglio Magistrale quello della formulazione della politica di governo. Agli organi centrali sono affiancati sette Dicasteri (Gran Magistero) che costituiscono il governo del Gran Maestro: la Prelatura (il prelato è nominato attualmente dall’arcivescovo di Siena), per la formazione spirituale e dottrinale; la Luogotenenza Generale, per l’amministrazione della disciplina e per indire e regolare l’elezione del Gran Maestro; la Precettoria Capitana, per la formazione ideale e cavalleresca; la Cancelleria, per l’attuazione degli atti di governo; il Camerlengato, per le finanze e il patrimonio; l’Elemosineria, per la beneficenza spirituale e materiale; il Governatorato, per il mantenimento e l’attività della Sede Magistrale. Localmente la Milizia del Tempio è suddivisa in precettorie nazionali, priorati e commende. I cavalieri professi (attualmente una trentina) indossano un abito bianco composto da tunica, scapolare con croce ottagona rossa sul petto e mantello con cappuccio e la croce ottagona rossa sulla spalla (ispirato all’antico abito templare); i cavalieri in obbedienza (attualmente 51), un mantello senza cappuccio e la croce ottagona rossa sulla spalla sinistra; le dame (attualmente 17) un velo bianco con la croce ottagona rossa senza il braccio superiore; i cappellani (attualmente 4 cardinali, 11 arcivescovi e vescovi, 34 sacerdoti), una mozzetta bianca con bottoni e filettatura rossa e la croce ottagona rossa sulla parte anteriore sinistra; gli altri iscritti (attualmente 22 novizi e novizie, 5 scudieri, 122 decorati e decorate, 27 amici) solamente la decorazione o il distintivo. Bibliografia: - Ordine della Milizia del Tempio, Regola dei poveri Cavalieri di Cristo, Cancelleria Magistrale della Milizia del Tempio, Poggibonsi (Siena) 1992;
- AA.VV., I Templari: Mito e Storia. Atti del Convegno internazionale di studi della Magione Templare di Poggibonsi – Siena, 29-31 maggio 1987, Viti-Riccucci, Sinalunga (Siena) 1989; Giuseppe Mantelli, La Magione casa templare sulla via Francigena, La Magione dei Templari, Poggibonsi (Siena) 1990;
- Giancarlo Rocca, “La restaurazione dei templari”, in Guerrino Pelliccia e G. Rocca (diretto da), Dizionario degli Istituti di Perfezione, vol. IX, Paoline, Roma 1997, coll. 903-905;
- AA.VV., Kèter èv szerzetessège, vol. II, Dinasztia, Budapest 1998, pp. 1279-1282; Isidoro Palumbo (a cura di), La Milizia del Tempio, p.i.p., Bologna, 1990.
Ordine Rinnovato del Tempio Ordine Rinnovato del Tempio – Ordine dei Poveri Cavalieri del Tempio di Salomone (La sede è in una casa privata a Caussade, in Francia) L’Ordine Rinnovato del Tempio (O.R.T.) non deve essere confuso con l’Ordine del Tempio Rinnovato, alle cui attività partecipò – in una fase giovanile della sua carriera – l’esoterista René Guénon (1886-1951), e che fu fondato in seguito a comunicazioni spiritiche, nel 1908, radunando una ventina di membri per un’effimera esistenza di pochi anni. La storia dell’Ordine Rinnovato del Tempio è più recente, e permette alcune precisazioni in relazione ai tragici eventi dell’Ordine del Tempio Solare (da cui è indispensabile distinguere persone e ambienti che, pur condividendo originariamente una comune filiazione neo-templare, con i suicidi e gli omicidi di quest’ultimo gruppo non hanno veramente nulla a che fare). A prescindere da una relazione diretta con la linea che origina dalla creazione del 1805 di Bernard-Raymond Fabré-Palaprat (1773-1838), non sono mancati negli ultimi due secoli – in vari paesi – gruppi neo-templari autonomi che sono nati in seguito a esperienze mistiche dei loro fondatori. Il 12 giugno 1952, nelle rovine del Castello di Arginy, in Francia, Jacques Breyer (1922-1996), un autore prolifico di opere esoteriche talora di taglio apocalittico, avrebbe avuto precisamente un’esperienza di questo genere con due compagni. Sarebbe stato contattato da misteriosi Maestri del Tempio, che gli avrebbero chiesto di promuovere un “rinascimento templare”. Nel 1953 Breyer dichiara di avere ricevuto anche una “successione apostolica” per questa impresa tramite il contatto con una branca dell’Ordine templare di origine medievale, che sarebbe sopravvissuta nella clandestinità prima in Catalogna e poi in Etiopia. Questi eventi sono all’origine del “rinascimento di Arginy”, che ha influenzato un buon numero di gruppi esoterici francesi nella seconda metà del XX secolo. Negli anni 1950 l’organizzazione fondata da Breyer, l’Ordine Sovrano del Tempio Solare (O.S.T.S.), rimane un’organizzazione piuttosto piccola. Conosce un maggiore sviluppo negli anni 1960 – quando, nel 1967, acquista uno statuto giuridico nel Principato di Monaco sotto la direzione di Jean-Louis Marsan (1923-1982), un amico dei principi (da cui la leggenda di un’iniziazione della principessa Grace [1928-1982]) – grazie all’adesione di due personalità note nel mondo esoterico francese, Raymond Bernard (nato nel 1923) e Julien Origas (1920-1983). Bernard, all’epoca, è la maggiore autorità nell’Ordine della Rosa-Croce AMORC internazionale dopo l’Imperator e il leader indiscusso dell’importante branca francofona. Origas, un appassionato di segreti esoterici e di templarismo, aveva avuto qualche problema dopo la Seconda guerra mondiale e l’occupazione tedesca della Francia: avendo lavorato come interprete per la polizia nazista, aveva scontato tre anni di prigione come collaborazionista (nelle successive polemiche sul Tempio Solare, queste modeste attività filo-naziste di Origas saranno elevate a uno stato pressoché mitico, fino a presentarlo come il leader dell’intero collaborazionismo francese con la Gestapo). Dopo l’incontro con Breyer – che continuerà a ispirare un ampio numero di ordini occulti, neo-templari e non – Bernard decide di fondare, in modo discreto, un organismo neo-templare separato che offra ai membri dell’AMORC che la desiderano una parallela iniziazione templare (così come, parallelamente all’AMORC, esiste un Ordine Martinista sostanzialmente controllato dallo stesso AMORC). Nel 1969, Bernard fa circolare copie di un testo in cui riferisce del suo incontro a Roma con un certo “Jean”, un gentiluomo francese “di sangue reale”. “Jean” avrebbe condotto Bernard all’abbazia di san Nilo, a Grottaferrata, dove un ancor più misterioso “Cardinale Bianco” lo avrebbe consacrato cavaliere templare. Più tardi, Bernard avrebbe fatto riferimento anche a un consiglio di dodici Maestri segreti, il cui capo è chiamato Maha. Solo alla fine degli anni 1990, dopo la tragedia del Tempio Solare, Bernard ammetterà che l’episodio deve essere interpretato in modo puramente simbolico e che “Jean”, il “Cardinale Bianco” e il consiglio dei dodici Maestri erano figure “di pura finzione”. In ogni caso, nel 1968, proclamandosi autorizzato da Maestri segreti, Bernard inizia a conferire iniziazioni “templari” a membri fidati dell’AMORC francese, fra cui Origas. Nel 1970 costituisce l’Ordine Rinnovato del Tempio (O.R.T.) e diventa il suo primo presidente. Nel 1971 chiede a Origas di sostituirlo come presidente dell’Ordine. Origas accetta, non prima di avere scritto a Bernard una lettera in cui dichiara che sarà “soltanto il [suo] uomo di paglia”. Negli anni 1971-1972 l’O.R.T. fiorisce, con centinaia di membri, grazie alla sua duplice struttura: formalmente il presidente è Origas, in realtà tutto è diretto da Bernard, e può beneficiare dell’influenza di quest’ultimo all’interno dell’AMORC. Nel 1972, tuttavia, le autorità americane dell’AMORC reagiscono, temendo che l’O.R.T. si sviluppi a detrimento dell’ordine rosacrociano. Nell’ottobre del 1972, dopo crescenti pressioni americane, Bernard lascia l’O.R.T. (nel 1988, dopo avere abbandonato anche l’AMORC, “risveglierà” una organizzazione neo-templare separata che aveva chiesto a Origas di fondare nel 1971, l’Ordine Sovrano del Tempio Iniziatico, O.S.T.I.). Da questo momento, ai membri dell’AMORC è sconsigliato di aderire all’O.R.T. Origas ne continua le attività da solo, ispirandosi agli insegnamenti di un movimento neo-teosofico americano, l’Attività Religiosa I AM, con cui è nel frattempo venuto in contatto. Il carattere difficile di Origas causa, negli anni, una mezza dozzina di scismi. D’altro canto, Origas continua a rimanere leale al “rinascimento di Arginy”, e a tenersi in contatto con tutti coloro che si riconoscono in quell’esperienza fondante e nel magistero di Breyer. È in questa chiave che Origas collabora con l’Ordine Sovrano del Tempio Solare di Breyer e con la Golden Way Foundation fondata nel 1978 da Joseph di Mambro (1924-1994). Di Mambro conosceva Origas dai tempi dell’AMORC (di cui aveva fatto parte fra il 1956 e il 1970), ed era un seguace entusiasta del “rinascimento di Arginy”. In Francia (dove era nato) e in Svizzera aveva fondato un gran numero di società esoteriche, fra cui – appunto – la Golden Way Foundation. Nella sede di quest’ultima, a Ginevra, il 21 marzo 1981, i capi dell’O.S.T.S., dell’O.R.T. e della Golden Way Foundation si riuniscono per giurare fedeltà a un futuro Maestro del Tempio che si rivelerà, un’esperienza considerata da alcuni altrettanto importante di quella di Arginy. Nel 1982 aderisce alla Golden Way Foundation il medico omeopatico belga Luc Jouret (1947-1994), che aveva fatto parte del World Teacher Trust, un’organizzazione teosofica fondata nel 1971 dall’indiano Ekkirala Krishnamacharya (“Maestro E.K.” [1926-1984]), che Jouret considerava il suo guru. Con Jouret, Di Mambro, che non era mai stato un oratore brillante, trova un abile portavoce e conferenziere, conosciuto negli ambienti della medicina alternativa e del New Age francofono. È a questo punto che Di Mambro si pone il problema della successione a Origas – malato – nell’O.R.T. (probabilmente il movimento più numeroso, per numero di membri, all’interno del “rinascimento di Arginy”). Presenta Jouret a Origas, ne favorisce l’ascesa alle più alte cariche dell’O.R.T., e convince Origas a nominarlo suo erede e futuro Gran Maestro dell’Ordine. Quando Origas muore, nel 1983, originariamente la maggioranza dei membri riconosce la legittimità della successione di Jouret. Molti gradualmente – particolarmente in Italia, dove l’O.R.T. aveva acquisito diversi membri – si rendono però conto del fatto che Jouret sta importando nell’O.R.T. idee apocalittiche derivate da Di Mambro estranee alla loro spiritualità. La resistenza a Jouret è guidata dalla famiglia di Origas e dal Gran Priore dell’O.R.T., l’italiano Gregorio Baccolini (1913-1997). Quest’ultimo, monaco benedettino, era stato cappellano della Repubblica di Salò (i miti relativi al Tempio Solare ne faranno addirittura il confessore personale di Mussolini). Dopo la guerra, per ragioni sia politiche sia religiose, aveva lasciato la Chiesa cattolica, aderendo dapprima alla Chiesa ortodossa russa nel Patriarcato di Mosca, quindi a una successione di Chiese ortodosse non canoniche. A Torino – parallelamente, ma in modo distinto, rispetto all’O.R.T. – Baccolini aveva anche fondato un Ordine dei Poveri Cavalieri del Tempio di Salomone (aggiungendo così una ennesima organizzazione neo-templare alla famiglia). Gregorio Baccolini e i suoi amici, nel 1984, possono contare su due argomenti contro Jouret: quest’ultimo non è stato consacrato Gran Maestro dell’O.R.T. in una cerimonia formale e non ha alcuna carica nella struttura legale dell’O.R.T. registrata (originariamente da Bernard, nel 1970) ai sensi della legge francese. Così, nel settembre 1984, Jouret è legalmente escluso dall’O.R.T., che continua le sue attività sotto la direzione di Baccolini. Jouret, che non ha diritti legali sul nome O.R.T., crea – nello stesso anno 1984 – un’organizzazione scismatica chiamata inizialmente Ordine Rinnovato del Tempio - Tradizione Solare, e più tardi Ordine Internazionale di Cavalleria - Tradizione Solare ovvero Ordine del Tempio Solare. È in questa organizzazione separata il cui vero capo autocratico è Di Mambro, con Jouret (non senza dissensi che si sviluppano gradualmente con il leader) in posizione di luogotenente e portavoce, che le idee del “rinascimento di Arginy” sono reinterpretate in una chiave sempre più cupa e apocalittica, fino al suicidio di gruppo del 1994 mediante il quale i membri dell’Ordine si convincono di potere raggiungere uno stato superiore di esistenza al di fuori di questo mondo, accompagnato dal massacro dei membri tiepidi o dissidenti. La storia della tragedia del Tempio Solare – ripetuta in Francia nel 1995 e nel Québec nel 1997 – è oggetto di diversi studi approfonditi, né è necessario trattarla in questa sede, anche perché nessun italiano vi è stato coinvolto. Semmai, gli sviluppi sempre più preoccupanti dell’Ordine del Tempio Solare di Joseph Di Mambro e Luc Jouret non potevano non convincere gli aderenti al ramo Origas-Baccolini dell’O.R.T. che, rompendo con Jouret nel 1984, la loro scelta era stata felice. Alla morte di Baccolini, nel 1997, l’O.R.T. aveva circa cinquecento membri, tra Francia e Italia. Il numero sembra essere diminuito negli anni successivi, e le tragedie del Tempio Solare hanno consigliato all’Ordine la più grande discrezione. È comunque profondamente ingiusto – oltre che paradossale – associare all’immagine sinistra del Tempio Solare un’organizzazione come l’O.R.T., i cui dirigenti, qualunque cosa se ne possa pensare da altri punti di vista, avevano semmai compreso, con molti anni di anticipo, come nel gruppo di Di Mambro e Jouret le cose stessero prendendo una piega pericolosa. Bibliografia: - Una storia pressoché completa dell’O.R.T. fino alla morte di Baccolini è l’opera di Serge Caillet, L’Ordre rénové du Temple. Aux racines du Temple Solaire, Dervy, Parigi 1997. La vasta letteratura sulla tragedia del Tempio Solare occasionalmente prende in considerazione le relazioni con l’O.R.T.
Si potranno leggere, al riguardo: - Jean-François Mayer, Il Tempio Solare, ed. it. aggiornata, Elledici, Leumann (Torino) 1997;
- M. Introvigne, Idee che uccidono. Jonestown, Waco, il Tempio Solare, MIMEP-Docete, Pessano (Milano) 1995;
- Idem, “The Magic of Death: The Suicides of the Solar Temple”, in Catherine Wessinger (a cura di), Millennialism, Persecution, and Violence. Historical Cases, Syracuse University Press, Syracuse (New York) 2000, pp. 138-157;
- Idem - J.-F. Mayer, “Occult Masters and the Temple of Doom: The Fiery End of the Solar Temple”, in David G. Bromley - J. Gordon Melton (a cura di), Cults, Religion and Violence, Cambridge University Press, New York 2002, pp. 170-188.
Principali filiazioni OSMTJ e OSMTH Nel 1948 Antonio Campello Pinto de Sousa Fontes (1878-1960) – ultimo (ma non incontestato) erede di una lunga genealogia neo-templare che risale ai tempi della Rivoluzione francese – designa a succedergli come Gran Maestro il figlio Fernando Campello Pinto de Sousa Fontes (designazione contestata dai critici di quest’ultimo, che replica esibendo documenti registrati presso le autorità portoghesi); alla morte di Antonio, il 15 febbraio 1960 a Porto, Fernando assume il titolo di “Principe Reggente”. Peraltro, diverse branche nazionali avevano un’esistenza autonoma, non avendo riconosciuto l’autorità di Antonio. Altre branche nazionali si separano in occasione della successione di Fernando, dichiarandosi indipendenti. Nel 1970, a Parigi, alcuni dei Gran Priorati che non accettano l’autorità di Antonio Sousa Fontes si riuniscono a Parigi e nominano Gran Maestro il maresciallo polacco Antoine Zdrojewski (†1988). Da questo momento esistono tre principali filiazioni internazionali: - una di obbedienza Sousa Fontes;
- una di obbedienza Zdrojewski;
- e una che riunisce coloro che non riconoscono Sousa Fontes ma diffidano di Zdrojewski e delle voci che lo collegano al sottobosco dei servizi segreti francesi.
Rendendo il quadro estremamente complicato, tutte le filiazioni usano sia la sigla latina OSMTH (Ordo Supremus Militari Templi Hierosolymitani) sia quella francese OSMTJ (Ordre Souverain et Militaire du Temple de Jérusalem). Nascono pure una dozzina di altre organizzazioni e numerosi priorati nazionali “indipendenti”. Più tardi si formano varie federazioni internazionali, alcune peraltro di esistenza effimera. Gli scismi sono stati complicati negli ultimi anni dal desiderio – e dalla necessità – per tutti i gruppi neo-templari di prendere le distanze da una scheggia impazzita del loro movimento, l’Ordine del Tempio Solare, protagonista dei suicidi-omicidi del 1994-1997. La filiazione che possiamo chiamare ex-Zdrojewski sopravvive in Svizzera con Alfred Zappelli e George Lamirand (†1994). Quest’ultimo, nel 1988, riunisce quello che rimane della filiazione ex-Zdrojewski al gruppo di uno dei pretendenti “autonomi” al ruolo di Gran Maestro, Pierre Pasleau (1932-2004), un personaggio assai noto nel mondo delle “massonerie di frangia” (da cui si era peraltro staccato nel 1991) e dei “vescovi vaganti”. C'è da segnalare lo stesso Pasleau è stato più volte accusato di falso, millantato credito e per questo più volte condannato. La filiazione "Pasleau", l'attuale OSMTJ del Massone Alberto Zampolli, è all’origine del fantomatico OR.MO.TE. (Organizzazione Mondiale dei Templari) che non esite, per dovere di cronaca è giusto segnalare che altro non è che un piccolo sito registrato o quanto meno intestato allo stesso Zampolli. Segnaliamo altresì che l'OSMTJ del Zampolli è nata nel 2002 e che l'OR.MO.TE. non esiste o quanto meno non esistono documenti ufficiali. La più grande articolazione – ma anche il maggior numero di neotemplari presenti oggi nel mondo – si ha nell’ambiente di quei Gran Priorati che hanno rifiutato a suo tempo la guida sia di Sousa Fontes sia di Zdrojewski o Pasleau. Alcuni sono rimasti risolutamente autonomi. Altri hanno cercato di collegarsi in federazioni, e la città di Ginevra – dove opera peraltro anche la filiazione ex-Zdrojewski – è emersa come un centro importante di queste iniziative. All’interno del gruppo con sede “federale” a Ginevra si sono però manifestate divergenze – e occasionali alleanze – fra gruppi che fanno capo rispettivamente al belga Michel Van der Stock, a Nicolas Haimovici Hastier, e infine ai dirigenti dei più grandi e numerosi ordini inglesi e americani. Questi ultimi costituiscono nel 1999 l’OSMTH di Ginevra, debitamente registrato presso le autorità del Cantone e presieduto dall’ammiraglio statunistense (oggi in pensione) James J. Carey, che presiede anche la think thank conservatrice National Defense Committee. Questo OSMTH non è l’unica organizzazione neotemplare a portare questo nome, ma è probabilmente – con circa settemila membri – la più grande realtà contemporanea del neo-templarismo mondiale. Semplificando, possiamo dunque schematizzare la linea principale del panorama neotemplare internazionale facendo riferimento a tre filiazioni: quella Sousa Fontes, quella del truffatore Pasleau, e quella dei priorati dissidenti da Sousa Fontes ma non legati né a Pasleau né a Zdrojewski, a loro volta oggi divisi nelle tre principali filiazioni Van der Stock, Haimovici Hastier e Carey. Le vicende italiane risentono di quelle internazionali, e non sono meno complesse. Il Gran Priorato italiano, come si è accennato, nel 1815 si dissocia da Fabré-Palaprat e dalle sue credenze “gioannite”. L’autonomia è ribadita al Capitolo tenuto a Venezia nel 1867, e – sia pure con non molti membri – il Gran Priorato continua la sua esistenza fino al 1945, quando il suo ultimo Reggente, Alessandro Vettori di San Marco e Valdorica, in carica dal 1925 e di idee politiche fasciste, è ucciso dai partigiani a Bologna. Prima di morire aveva affidato il destino dell’Ordine a cinque cavalieri, uno solo dei quali – Gastone Ventura (1906-1981), su cui si troveranno maggiori informazioni nella sezione de Le religioni in Italia dedicata al martinismo – sopravvive alla guerra, ma attende fino al 1964 per “risvegliare” l’Ordine. A partire dal 2000 le attività dell’organizzazione che discende dal Gran Priorato italiano, il Supernus Ordo Equester Templi – che oggi sottolinea con forza la sua ispirazione cattolica – sono divenute decisamente più pubbliche. Diverse organizzazioni di obbedienza Sousa Fontes si costituiscono negli anni 1980. Oggi la più importante è l’OSMTH – Gran Priorato Lombardo Veneto, con sede a Padova. Quanto alla filiazione Pasleau (che, come si ha accennato, ha incorporato quella ex-Zdrojewski), è rappresentata in Italia da un OSMTJ – Gran Priorato della Lingua d’Italia, aderente all’OR.MO.TE. (di cui è anzi il principale animatore, certo l'hanno inventata loro...). Costituito come ONLUS il 25 luglio 2002, ha incorporato altre filiazioni minori e ha oggi sede a Montevecchia (Lecco). Il nucleo attuale di questo Gran Priorato – il quale, dal canto sua, insiste sull’assenza nelle sue fila di qualunque legame massonico (quando poi l'Alfredo Zampolli invece risulta iscritto nelle liste della Massoneria), sottolineando anzi la sua ispirazione cattolica e il fatto che le sue iniziazioni avvengono esclusivamente in chiese o abbazie cattoliche nel corso di cerimonie che comprendono la celebrazione della Messa – nasce da cavalieri da cui nel 1996 si era separato un gruppo legato a Haimovici Hastier. Quest’ultimo gruppo – la cui continuità è rivendicata, nonostante difficoltà sopravvenute nel 1997 con lo stesso Haimovici Hastier, dall’ OSMTJ – Ordine Sovrano e Militare del Tempio di Jerusalem, che ha come Priore generale d’Italia dal 2004 Rosario Filippo Tomarchio – ha poi patito ulteriori divisioni interne, a partire da quella del triestino Walter Grandis, che ha dato vita a un suo priorato di filiazione Van der Stock chiamato Cavalieri Templari – O.S.M.T.J. Haimovici Hastier è invece tuttora riconosciuto come Gran Comandante Internazionale dal gruppo italiano denominato OSMTJ – Ordine dei Cavalieri del Tempio di Gerusalemme. Ma un buon numero di ex-seguaci di Haimovici Hastier si è invece legato a quella che, come si è accennato, è attualmente la più numerosa realtà neo-templare internazionale, l’OSMTH costituita nel 1999 a Ginevra, andando a fondare il Gran Priorato d’Italia OSMTH, cui corrisponde l’associazione civile Gran Priorato d’Italia dei Cavalieri del Tempio di Jérusalem, con Gran Priore Stelio Venceslai. Da Haimovici Hastier e Venceslai si era separato a sua volta nel novembre 1999 il Commendatore di Bologna, Maurizio Chiavari, dando vita a Roma all’Ordine dei Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme, vantando riconoscimenti di diversi Gran Priorati stranieri. Ma il quadro che si è così delineato, anche solo con riferimento alla linea principale del neotemplarismo, è tutt’altro che completo, perché operano in Italia pure diversi gruppi semi-autonomi. A Torino, in particolare, tra il 1972 e il 1974 si costituisce un Priorato diretto da Ferruccio Castoldi (†1998), che cresce fino a una sessantina di unità, e cui le prime iniziazioni sono conferite direttamente da Sousa Fontes, che peraltro lo sottopone alla giurisdizione di Milano. La prolungata malattia e la morte di Castoldi riducono il Priorato a un’attività nominale, anche se la presenza di un personaggio noto sulla scena torinese come animatore di iniziative culturali e programmi televisivi, Gianluigi Marianini, gli conferisce una sua rilevanza mediatica. Nel 1996 un buon numero di cavalieri che avevano fatto parte del Priorato di Castoldi costituiscono l’Ordo Templi Hyerosolimitani - Militia Christi, indipendente rispetto a Sousa Fontes, guidato da Marco Sannino e Valter Maria Gatti. Dissensi fra i due animatori portano Gatti nel 1998 a fondare l’autonomo Ordine del Tempio, costituito in associazione nel 1999 e venuto allo scoperto nello stesso anno con una mostra presso l’Associazione Artistico Culturale “La Tesoriera” sulla storia templare. Le investiture di questo Ordine avvengono presso l’Abbazia di Staffarda, e l’Ordine – che ha anche nelle sue fila novizi e dame – conta una decina di cavalieri fra Piemonte e Veneto, fra cui un sacerdote cattolico. Sullo sfondo di questa proliferazione apparentemente infinita di ordini e priorati rimane, come ai tempi di Fabré-Palaprat, la dialettica fra due polarità, una cattolica e una laico-massonica: fra chi sogna di ricostruire l’Ordine del Tempio nell’ambito della Chiesa cattolica e chi è di solito contemporaneamente neo-templare, martinista e massone regolare o “di frangia”. Filiazione Sousa Fontes: OSMTH- Gran Priorato Lombardo Veneto Gran Priore: Leda Paola Tonon URL: www.osmth.de/osmth_it.html Filiazione Pasleau: O.S.M.T.J. – Gran Priorato della Lingua d’Italia Luogotenente Gran Maestro Mondiale: Alberto Zampolli Gran Cancelliere: Floriana Torelli Precettori Nazionali: Giuseppe Perna, Piero Martini Via Bassa del Poggio 9 23874 Montevecchia (Lecco) E-mail:
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URL: www.templars.it; www.osmtj.com Filiazioni indipendenti da Sousa Fontes e diverse dalla filiazione Pasleau: Ordine dei Cavalieri del Tempio di Jérusalem (O.S.M.T.H. – Gran Priorato d’Italia) Gran Priore: Stelio W. Venceslai Viale Regina Margherita, 40 00198 Roma Tel.: 06-8416188 Fax: 06-8417124 E-mail:
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URL: www.osmth.it Ordine dei Cavalieri di Cristo e del Tempio di Gerusalemme Gran Priorato d’Italia E-mail:
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URL: www.ordinedeltempio.it OSMTJ – Ordine Sovrano e Militare del Tempio di Jerusalem Gran Priorato d’Italia Priore generale d’Italia: Rosario Filippo Tomarchio Via Alessandro Volta, 33 95028 Valverde (Catania) Tel.: 095-7211891 Fax: 095-524564 E-mail:
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URL: www.osmtj.info Cavalieri Templari – OSMTJ Italia Gran Priore: Walter Grandis Via Rossetti, 59/a 34141 Trieste e-mail:
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URL: www.osmtj.it OSMTJ – Ordine dei Cavalieri del Tempio di Gerusalemme Gran Priorato Magistrale d’Italia Gran Priore Magistrale d’Italia: Romolo Lucioli Via Flaminia Vecchia, 657 00191 Roma E-mail:
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URL: www.ordinedeltempio.org Supernus Ordo Equester Templi Gran Priore: Mauro Giorgio Ferretti Santa Maria di Mucciatella 42030 Puianello di Quattrocastella (Reggio Emilia) E-mail:
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URL: www.templarioggi.it Suprenus Militaris Templi Hierosolymitani Ordo L’Ordine templare guidato a Roma da Rocco Zingaro (1941-) non appartiene né alla successione Sousa Fontes né alle sue dissidenze, ma si ricollega alla branca “brasiliana”, successione Inellas. Nel 1981 Gabriel Inellas (“Paleologo”, che in alcuni documenti si firma “Jnellas”, 1913-1987) nomina Rocco Zingaro, da lui stesso ordinato cavaliere, Gran Precettore del suo S.M.T.H.O. e responsabile dei cavalieri di lingua italiana (che sarebbero circa un migliaio, non tutti in Italia). Il S.M.T.H.O. – che a livello internazionale è oggi guidato da Gabriel César Zaccaria Inellas, nato nel 1947 e succeduto al padre Gabriel Inellas – si è reso noto con una molteplicità di iniziative culturali, fra cui la costituzione, nel 1990, di una Libera Università Comunitaria dei Templari, e per una reiterata richiesta alla Santa Sede di “riabilitare” i templari condannati durante il regno di Filippo il Bello (1268-1314). Forse la maggiore notorietà è venuta a Rocco Zingaro e al suo Ordine dalla sua dichiarazione, ripresa dalla stampa internazionale, di essere in possesso del Santo Graal, che gli sarebbe stato regalato in occasione delle sue nozze dal professor Antonio Ambrosini, un docente dell’Università di Roma che affermava di averlo reperito in un monastero egiziano.Suprenus Militaris Templi Hierosolymitani Ordo - S.M.T.H.O. Via Ronzoni, 41 int. 10 00151 Roma Tel.: 06-58203750 Fax: 06-535233 E-mail:
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URL: http://web.tiscali.it/smtho/ Bibliografia: Maria Lo Mastro, Dossier Templari 1118-1990, Convivio-Nardini, Firenze 1991; Carlo Gualtieri, Templari in cammino, Italo Mari, Roma 1995. Fonte: http://www.esopedia.it |