La parola "preservativo" sarà nominata per la prima volta in una pubblicità ideata per diffondere la consapevolezza sull'Aids, rompendo un bizzarro tabù tutto italiano.
Dall'inizio del diffondersi del virusHivnegli anni '80, il governo italiano ha condotto campagne di sensibilizzazione sulla malattia, alcune delle quali mostravano dei preservativi, ma la parola non è mai stata pronunciata. La regista Francesca Archibugi, che ha girato oggi lo spot televisivo in una farmacia dell'aeroporto di Roma Fiumicino, ha descritto la nuova pubblicità come "un trionfo sui tabù".
La Chiesa Cattolica equipara la pubblicità dei preservativi alla propaganda di stili di vita immorali ed edonistici. Il trattamento "puritano" della parola contrasta con la natura spinta delle pubblicità nostrane dove si fa abbondante uso di sessualità e si mostrano donne poco vestite.
Nonostante la vendita di preservativi in Italia sia di gran lunga più alta che in ogni altro paese europeo, gli slogan finora erano limitati a frasi come "Proteggi il tuo amore!".
La campagna della regista probabilmente non piacerà al Vaticano secondo cui la fedeltà entro matrimoni eterosessuali, la castità e l'astinenza sono i migliori modi per combattere l'Aids.
Forse lo spot televisivo che tutti gli italiani ricordano come lo spot dei preservativi per antonomasia è quello andato in onda alla fine degli anni ’80, della Control:
Dopo più di un decennio il preservativo viene pubblicizzato quasi allo stesso modo. Strano eh? Si soprattutto se si pensa che in altri paesi si fa un largo uso di pubblicità per questo tipo di prodotti, utilizzando qualsiasi tipo di strategia e comunicazione. Ecco un esempio di pubblicità televisiva olandese: