Caverne e sotterranei, da sempre gli esseri umani considerano le caverne, gli anfratti, i sotterranei con un sentimento ambivalente: un misto di fascino e di terrore.
Caverne naturali ricche di preziose opere d'arte della natura o intricati sotterranei e catacombe scavate sotto le città, luoghi in cui il tempo perde significato e dove il mistero si fa marcato e presente. Fiumi che scompaiono inghiottiti dalla terra, leggende di fantasmi e di magie: possiamo trovare tutto questo nelle ataviche paure dell'uomo fattesi realtà nelle grotte. In questi posti però possiamo anche ritrovare traccie del nostro passato, altri misteri sul nostro retaggio umano. Sotterranei costruiti dalla mano umana per svariati usi, da quelli più antichi (acquedotti, fognature o scantinati) a quelli più moderni (realizzati a scopo difensivo); l'intero territorio italiano ne è ricco. Qui le memorie storiche si intrecciano a storie di sangue e disperazione, di soprusi e di lotte. Alcuni luoghi sono celebri, altri meno; alcuni di essi li avrete magari già visitati, di altri invece non ne sapevate neppure l'esistenza. Parleremo in questi articoli di alcuni di questi posti quasi sconosciuti o solo, forse, da voi non ancora visitati. Grotta Gigante - Borgo Grotta Gigante - Sgonico (Trieste) - tel. 040.327312
"La Grotta Gigante è considerata la caverna turistica più grande del mondo, inserita nel Guinness dei Primati dal 1995; è sita presso Trieste [...] Si compone principalmente di una grande sala - quella che la caratterizza e per la quale è stata inserita nel Guinness - cui si accede per due ampie gallerie, gli ultimi resti di un grosso sistema carsico sotterraneo che migliaia di anni fa inghiottiva due torrenti di notevole portata. Varie gallerie, non aperte alla visita del pubblico, si dipartono dagli ambienti principali, mentre la "Sala dell'Altare", ampia cavernosità posta all'estremità della caverna principale, costituisce ora punto di sosta durante la visita. [...] Da poco il percorso turistico è stato ulteriormente arricchito con uno scheletro originale di Ursus Spelaeus, il più grande mammifero che frequentava le grotte. [...]"
(tratto dal depliant della Grotta del gigante... Cimitero delle Fontanelle: l'adozione dei teschi
Nella zona delle Fontanelle, nel sottosuolo di Napoli, vi è un complesso di cave di tufo al quale è possibile accedere attraverso la chiesa di Maria SS. del Carmine. In una di queste cave di tufo, utilizzata come cimitero già dalla seconda metà del secondo millennio, furono raccolti i morti dell'epidemia di colera del 1836 ed altri corpi ritrovati in altre zone della città. Connessa a questo particolarissimo ossario vi era, fino a pochi anni fa, una particolare usanza: la gente di Napoli scendeva nel sottosuolo e dal mucchio di teschi accatastati, ne sceglieva uno e lo "adottava". Esso veniva inserito in una piccola teca di legno a forma di casetta e diveniva oggetto di devozione e di culto familiare. I morti seppelliti nel cimitero delle Fontanelle venivano identificati con le anime del Purgatorio. Per tale motivo si accendevano ceri e si recitavano preci al cospetto del teschio adottato in suffragio dell'anima del defunto con l'intenzione di rendere più breve la sua permanenza nel Purgatorio. Le cure elargite in favore delle ossa dei defunti - che venivano spolverate e pulite - avevano anche l'intento di predisporre alla benevolenza l'anima del morto per ricevere i suoi favori e la sua benedizione.
|