Per il New York Times è la parola dell'anno. Per gli addetti ai lavori una promettente opportunità di business. Senza dubbio, l'ecoturismo è il fenomeno del momento; una nicchia di offerta che cresce a velocità tripla rispetto al turismo tradizionale e che, come sottolinea il rapporto sui travel trend recentemente presentato all'Itb, altro non è che la corretta risposta a quel desiderio di 'autenticità' rincorso da un numero sempre crescente di viaggiatori.
Gli autori dell'ultimo studio prodotto dall'International Ecotourism Society (Ties) fanno poi notare che l'ecoturismo può essere un utile elemento di redistribuzione del reddito, che in molti casi lascia alla popolazione locale fino al 90 per cento dell'introito; il contrario cioè di quanto avviene nelle altre forme di turismo organizzato, dove l'80 per cento del denaro versato dal cliente in partenza resta in mano alle compagnie internazionali. Questo duplice aspetto di sostenibilità ambientale e sociale sembra oggi pesare sempre più nelle scelte del viaggiatore europeo, come dimostrano gli stessi dati Ties, secondo cui al 10-20 per cento dei turisti che dimostrano apprezzamento per le 'green option' inserite nel pacchetto di vacanza ordinario, si aggiungerebbe un altro 5-10 per cento di viaggiatori direttamente orientati sulla sola vacanza natura. La voglia di ecovacanze è in particolare molto spiccata fra i viaggiatori tedeschi, che nel 42 per cento dei casi scelgono di soggiornare in strutture 'environmentally friendly', e fra quelli britannici, che nel 39 per cento delle situazioni si dicono disposti a pagare fino al 5 per cento in più per un pacchetto confezionato nel rispetto dell'ambiente e delle comunità locali. In Italia le presenze nei parchi naturali e nelle aree protette superano annualmente i 76 milioni, per un fatturato complessivo di 8,14 miliardi di euro. Agli stranieri il Belpaese piace infatti non soltanto per le sue bellezze artistiche, ma anche per quelle naturali. L'ultimo rapporto Ecotur dimostra che per il mercato americano il turismo natura è ormai parte inscindibile del pacchetto, tanto che ben 34 fra i principali t.o. statunitensi lo inserisce in catalogo sotto forma di visite a parchi e riserve naturali. L'escursionismo presenta, infatti, in generale l'indice di gradimento più alto, con il 35,9 delle preferenze, seguito dalle attività sportive (29,4 per cento) capitanate dal trekking e, a seguire, da mountain bike, birdwatching, sci, equitazione e climbing.  Per quanto concerne le soluzioni di soggiorno, gli ecoturisti prediligono in generale gli alberghi, che si attestano al 30 per cento, seguiti da appartamenti e abitazioni private (21,6 per cento), dagli agriturismi (14,7) e dai b&b (11,5). Quella verde è infatti una modalità di vacanza estremamente versatile, che non esclude alcuna soluzione ricettiva o fascia di età. A parlare sono ancora i dati Ecotur, secondo cui a fronte di un 42,8 per cento di turisti ecoambientali al di sotto dei trent'anni, ci sarebbe un altro 40,2 per cento fra i trenta e i sessant'anni. Con una percentuale di tutto rispetto di clientela over 60, che attualmente raccoglie il 17 per cento dei consensi. |