Lo psicologo Paolo Legrenzi in “Creatività e innovazione: come nascono le nuove idee” tratta della larga diffusione dei marchi, termini facilmente applicabili alle città, a discapito dei brevetti, definendo l’innovazione tramite la proliferazione dei marchi un fenomeno recente. Sostiene Legrenzi: “I marchi categorizzano e fissano l’innovazione materiale, perché non sono altro che il nome che promettono. Quanto più tale nome è conosciuto, tanto maggiore è la responsabilità di una promessa in termini di credibilità e affidabilità. Un marchio si pone come garanzia di benessere, soddisfazioni ed emozioni”. I marchi generano innovazione; continua lo psicologo: “L’innovazione si è svincolata dalla materia per diventare pura comunicazione. Non è necessario inventare nuove funzionalità sostanziali, ma è sufficiente valorizzare nuove forme di vita, nuovi bisogni, in modo che un nuovo prodotto cambi i modi di vita di milioni di persone sia che ne fruiscono, sia che lo forniscono”. Il marchio, secondo Legrenzi, è “insieme garanzia e promessa di creatività, che una civiltà tecnologica sempre più complessa diffonde e veicola in reti di comunicazione. Nel contempo si è costretti a semplificare la comunicazione dei pocessi innovativi introducendo sempre più marchi, per comunicare in modo semplice ai potenziali fruitori”. Il marchio diviene motore di creatività e innovazione nel mondo tecnologico e le città-marchio rappresentano la maggiore potenzialità per un sicuro sviluppo nell’era tecnologica e globalizzata.
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