Creativi si nasce o si diventa |
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martedì 06 novembre 2007 |
Creativi si nasce o si diventa? Di certo tante volte nel nostro settore riemerge questo dubbio amletico. Spunta fuori quando chi sceglie questa strada deve cercare di capire come iniziare il cammino, deve scegliere se investire in una scuola o inventarsi da solo un portfolio senza ben sapere come si fa. Spunta fuori quando un direttore creativo in sede di colloquio ti dice che hai talento, ma che hai poca esperienza (e tu ti chiedi dove mai potrai fartela). Spunta fuori un po' anche quando tu non fai il creativo nella vita, però un po' ti ci senti.
"...aprendas a pensar de manera creativa": imparare a pensare in modo creativo è l'obiettivo dichiarato dalla Escuela de creativos Brother (sud America) e in questa frase ci ritrovo un certo equilibrio. Una scuola non ti darà il talento, ma ti aiuta a tirarlo fuori questo è sicuro. Onestamente questo post nasceva solo con l'intenzione di segnalarvi la campagna che Brother ha lanciato per le iscrizione all'anno accademico 2008 (poi, ovviamente, mi sono lasciata andare a riflessioni che però magari qualcuno vorrà condividere). Questi sono i soggetti che mi sono piaciuti di più, ma date uno sguardo anche agli altri.
 Una escuela a la que tu Madre no te mandarìa. Una scuola dove tua mamma non ti manderebbe.
 Te ensenamos a pensar con el corazòn y decidir con tu estomago. Ti insegnamo a pensare con il cuore e a decidere con lo stomaco.
La campagna esce sicuramente dagli schemi "istituzionali" e dai codici un po' professionali che di solito adottano scuole e accademie. Negative approach dichiarato e reso bene, secondo me, anche visivamente, con queste illustrazioni un po'... picassiane. Un ulteriore segnale, comunque, del fatto che l'America Latina in termini di comunicazione sta facendo passi notevoli, osa di più. Sicuramente è ancora meno ingabbiati da certi schemi. |