Budapest, appunti di viaggio di Mina Harker. Di Budapest il ricordo più vivido è quello del freddo. Era dicembre, e le nebbie che salivano dal Danubio gelavano, glassando la città sotto un velo trasparente, brillante ma infido. Il crepuscolo azzurro d'inverno colorava la neve, che crepitava sotto le scarpe,e mi faceva rabbrividire nel corpo, ma ancor più nell'anima...
Si respira un'aria di dignitosa decadenza qui, nell'ultimo baluardo d' Europa, in una terra storicamente contesa tra Oriente e Occidente. Passeggiando per Budapest incontrerete molti ponti, da cui ammirare il fiume maestoso. Si dice che solo gli innamorati possano vederlo blu, come nel famoso valzer, e anche se all'arrivo in città il vostro cuore non battesse per qualcuno, sicuramente prima di partire sarete contagiati da un certo languore romantico... Si potrebbero scrivere fiumi di impressioni e sensazioni, ma forse un commento pratico e più gradito. Se andate in inverno, come me, copritevi bene, perchè umidità e -10° portano emicranie favolose. Combattetele dai venditori ambulanti di vino caldo! Usate pure i mezzi pubblici, puntuali e affidabili, però con la metro vi perdete il panorama.  Con i taxisti contrattate sempre il prezzo della corsa prima di salire. Concedetevi una gita in battello sul fiume, ci sono molte offerte e vale la pena, perchè molti palazzi hanno la facciata principale rivolta alle acque. La cucina ungherese tipica è ottima: carni, gnocchetti, crocchette, piatti unici a base di goulash e altre specialità. Predomina il gusto affumicato e il dolce piccantino della paprika. La pasticceria è di tradizione viennese: dovete andare ad addolcirvi in qualche storica sala da the, e vi tratteranno più gentilmente se vi presenterete abbigliati non da turisti sciattoni. Voi stessi eviterete si sentirvi fuori posto. Per lo shopping le occasioni non mancano: paprika, uova dipinte (da smalti su oro a tempera su legno), tessuti, feltri magiari. Trovate tutto nella centralissima via Vaci, aperta solo al traffico pedonale, che a Natale ospita il mercatino all'aperto dell'artigianato. E mettete in valigia ciabatte e costumino! Budapest conta almeno 30 sorgenti termali calde, molte pubbliche. Tutti le frequentano. Informatevi: alcune hanno bagni separati per uomini e donne, altre li fanno entrare separatamente, a giorni alterni. Tanti anche i casinò. Sulla città in dettaglio sarò sintetica. Adagiata tra le colline, è la somma di tre agglomerati sulle rive del Danubio: Obuda e Buda, oggi fuse insieme, su una riva, e Pest sull'altra. Della periferia non c'è molto da dire. E' un malinconico monumento al prefabbricato, in stato d'abbandono da quando ci fu la caduta del comunismo.  A Pest non perdete: - Il Ponte delle Catene (Sze'cheny La'nchio), il primo ad unire le due rive nel 1850 circa; - Piazza degli Eroi (Ho'sok Tere); - Il parco Varosliget, vicino alla piazza, che ospita una serie di palazzine edificate in occasione dell' Expò per il nuovo millennio nel 1900, fonti termali, un lago che ghiaccia naturalmente in inverno su cui pattina tutta la città, giovani e vecchi. - La pasticceria in piazza Vorosmarty; - Il palazzo del Parlamento, sul lungofiume, più piccolo ma non meno bello di quello londinese; - La basilica di Santo Stefano (Szent Istva'n)
A Buda: - Il complesso detto La Fortezza. Si tratta della sommità di una collina fortificata da mura, che ospita all'interno una piccola città, testimone nei secoli di tutte le guerre e le invasioni abbattutesi su Budapest. Potete salire in funicolare. - Da vedere la gotica chiesa di San Mattia, un gioiellino gotico dai variopinti tetti di ceramica. - Anche il Palazzo Reale merita, in particolare il monumento a Mattia Corvino, il corvo della leggenda con l'anello tra il becco. L'attrazione principale però è il panorama che si gode da quella parte dei bastioni detta dei Pescatori, ai quali ne era affidata la difesa. Se potete andateci al tramonto... Dimenticavo...un orribile Hilton Hotel costruito grazie a tangenti sulle rovine di un chiesa gotica tra i bastioni e san Mattia vi farà riflettere sulla stupidità umana. - Aquincum, il nucleo romano da cui nacque Obuda, area archeologica vasta e ricca, ma per carenza di fondi maltenuta; - La collina Gellert, che io non ho visto, ma pare meriti sia per la Cittadella, complesso fortificato austrungarico, che per Hotel Gellert, ospitante un complesso termale in ottimo stile Liberty.  Infine due parole sugli Ungheresi. Sono un popolo orgoglioso e forse un' pò triste, ma ben contento di far festa e nuove conoscienze quando c'è l'occasione. Però, ora che il turismo estero è fortemente in calo, qui c'è la tendenza a spremere il massimo dai visitatori presenti. E sono superstiziosi!!! Discendenti diretti dei Magiari nei secoli hanno assimilato le leggende transilvane: inutile raccomandarvi di essere discreti...
di Mina Harker |