Briaglia la Stonehenge in Piemonte, fra pietre lavorate e cunicoli. Ritenuto un importante sito archeologico, ma per un certo periodo fu abbandonato a se stesso. Grazie al Comune di Briaglia e ai suoi abitanti molti dei reperti sono stati salvati, mostrandoci oggi una delle poche prove di un popolo ancora avvolto da un alone di mistero.
Nel 1969, Ettore Janigro D’Aquino, Professore di Archeologia, trovò alcune pietre lavorate nella zona di Vicoforte , nel 1970 iniziò una serie di scavi presso il comune di Briaglia dove, secondo le sue teorie, dovevano trovarsi tracce di insediamenti risalenti ai Celto-Liguri , popolazioni esistenti nelle nostre vallate molte migliaia di anni prima dell’avvento dei Romani (circa 2000 anni a.C.)
Nelle colline di Briaglia Santa Croce egli scoprì megaliti più o meno sommariamente sbozzati a forma umana stilizzata (statue – stele) o a forma di animali, fra cui un bel cinghiale (ancora esistente nell’area verde “Un Belvedere sull’arco alpino”) o di obelischi (statue-stele-menhir). La scoperta fece molto scalpore ed attirò nella zona studiosi e archeologi. Da un articolo di Raffaele Sasso del 16 ottobre 1971 si legge: <<… La presenza dell’uomo della pietra lunga in questa parte del Piemonte – ha detto il Prof. Janigro D’Aquino - non era certa, in quanto fino al momento dei nostri ritrovamenti, si era accertata la penetrazione ligure solo nella zona del Colle di Tenda ed in quella della Spezia, mentre in tutto il territorio compreso fra queste due località non si era mai avuta la scoperta della presenza certa di popolazioni provenienti dalla Liguria, anche se molti lo hanno detto senza provarlo>>. <<… Così dopo aver avuto la matematica certezza di aver dato finalmente una spiegazione a molti suoi interrogativi, il Prof. Janigro si è stabilito a Briaglia ed ha iniziato a sue spese gli scavi aiutato dai componenti del gruppo speleologico monregalese, dal comune e dalla pro loco. … Non sono tardati così i suoi primi ritrovamenti , come un <>, vale a dire un insieme di pietre considerate sacre e disposte a forma di cerchio con al centro una pietra più lunga , lavorata, su cui è scolpita l’immagine di un toro , Dio animale dei Liguri Bagienni. Fu poi scoperto anche un <>, monumento anch’esso religioso, costituito da una lunga pietra della dimensione di 4 metri e 30 cm. di altezza e 40 cm. di larghezza. Tale <> ritrovato è simile , però più grande , ad un altro rinvenuto a Giurdignago (Lecce) e ritenuto sino a prima della scoperta di Briaglia, quello con dimensioni maggiori scoperto in Italia. … Da ultimo, infine, sono stati scoperti anche alcuni <> ; il più grande è stato localizzato vicino ad una vigna lungo una stradina che scende dall’abitato di Briaglia, verso il torrente Corsaglia>>. <<… L’ingresso è sormontato da un’architrave a pietra lunga, la caratteristica pietra della civiltà megalitica-mediterranea e percorrendo uno stretto cunicolo si arriva ad una prima stanza, non molto ampia. Da qui, andando oltre per circa una ventina di metri si giunge in una seconda caverna, di dimensioni quasi doppie della prima. Sulla volta e sulle pareti sono visibili, fra le incrostazioni provocate dall’acqua, filtrata nel tempo, alcuni disegni in ocra rossa nella parte alta e gialla nella parte bassa. Un altro <> , è stato localizzato poco distante la chiesa del paese, proprio con l’ingresso nella cantina di un cascinale. In entrambi i <> il fondo è ricoperto da uno spesso strato di terra, che asportato dovrebbe permettere di ritrovare , ad una profondità di circa due metri i resti delle persone, così come furono sepolte 4 mila anni fa , nella caratteristica posizione rannicchiata, come un feto nel ventre materno>>. Circoli di pietre
Cunicoli
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