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Non poteva mancare anche l’elemento enogastronomico, in questo caso il vino, all’interno dei blog, diari di rete che amano trattare di tutto e di più.
Oggi il blog si sta confermando – non troppo a sorpresa, a dire il vero – un mass-medium di grande rilevanza per il mondo degli affari. Dagli imprenditori attratti da un dialogo diretto con i propri clienti alle aziende in cerca di nuove idee provenienti dal loro pubblico, tutti hanno scoperto i blog come efficaci strumenti di comunicazione aziendale. Ciò è favorito dalla dimensione fortemente interattiva e dalla facilità di utilizzo di questo mezzo, fattori che insieme hanno avviato una “rivoluzione dal basso”, rendendo protagonista la gente comune. A tutto questo, il mondo del vino non poteva rimanere indifferente. Partendo dagli Stati Uniti, dove nel 2004 centinaia di operatori del settore e semplici appassionati hanno cominciato ad occuparsi di vino all’interno dei blog, il fenomeno si sta diffondendo, dallo scorso anno, anche in Italia. Alcuni esempi sono dati da “Aristide”, firmato da Giampiero Nadali, “Mondo… di vino”, gestito da Susanna Crociani, co-titolare della Cantina Crociani di Montepulciano (SI), “Vino al Vino”, curato dal noto giornalista enogastronomico Franco Ziliani, “Le Curiosità Golose”, opera di Elisa Del Moro, e “Marketing e mercato del vino e dell'agroalimentare”, la cui autrice è Slawka G. Scarso. Questi personaggi sono stati anche protagonisti, nell’ultimo Vinitaly, di un incontro in cui si è discusso delle potenzialità del blog all’interno del discorso di promozione e valorizzazione del vino. Un discorso, aggiungiamo noi, più che mai sulla bocca di tutti, dal momento che il vino va anche “di moda”: fioriscono, un po’ in tutte le città italiane, enoteche e wine bar, aumentano gli iscritti ai corsi di sommelier e, chi più chi meno, ci si improvvisa intenditori dei vari nettari di Bacco. Soprattutto i giovani cominciano a scoprire il vino a scapito della “storica” birra. Sicuramente, il vino “tira” e fa tendenza molto più di un altro alimento caratteristico della dieta mediterranea – anzi, “simbolo” di tale dieta – come l’olio, che invece continua ad essere snobbato, come se la sua qualità non fosse importante. In attesa, dunque, di blog che si occupino di olio, quelli incentrati sul vino sono luogo di dibattito e favoriscono nuove forme di relazione con il consumatore finale e gli operatori, consentendo anche la vendita di vino tramite il blog. Dal punto di vista degli addetti ai lavori, accedere al mercato via blog comporta solo vantaggi: dai bassi costi al dialogo diretto con il consumatore, fino ad arrivare ad un’utilissima interazione con gli operatori. Il mercato, per non morire, deve evolversi anche seguendo passo passo gli sviluppi delle nuove tecnologie: il vino non ci perde certo in qualità se si ibrida con queste forme di comunicazione.Fonte: http://www.scienzedellacomunicazione.com |