Lo scorso maggio il Ministero per le Pari Opportunità e il Ministero della Salute hanno lanciato la campagna di informazione e sensibilizzazione su anoressia , bulimia e obesità. Lo scopo dell’iniziativa era di far emergere la portata sociale di queste patologie - che coinvolgono circa 3 milioni di persone in Italia - e di diffondere le più aggiornate conoscenze sui sintomi e le dinamiche che le caratterizzano, per aiutare chiunque a riconoscere il disagio, affrontarlo con l’aiuto di esperti e ridurre il lasso di tempo fra la comparsa dei primi sintomi e l’inizio della terapia.
Da un' indagine condotta dalla Società Italiana di Pediatria su 1.251 soggetti italiani di età compresa tra i 12 e i 14 anni, emerge che tra le frequentatrici delle scuole medie il 60,4% vorrebbe essere più magro. Urgono quindi programmi di prevenzione ad hoc nelle scuole e anche fra i bimbi molto piccoli. E’ degli ultimi giorni la notizia della nuova campagna pubblicitaria proprio contro l’anoressia, firmata Oliviero Toscani. Il fotografo, che in passato aveva già sbalordito per le sue qualità artistiche e la sua creatività (basta ricordare le campagne pubblicitarie della Benetton negli anni ’90 contro il razzismo e su altri temi sociali), ha anche questa volta preso tutti in contropiede con una foto shock, causa di tanti commenti positivi ma anche di molte polemiche. Non lascia spazio a interpretazioni, infatti, la foto di Isabelle Caro. È lei, la ragazza anoressica protagonista della pubblicità di Nolita, il fashion brand del gruppo Flash&Partners. La modella francese ha accettato di esporsi nuda per mostrare a tutti la realtà della malattia che la colpisce: "Mi sono nascosta e coperta per troppo tempo - afferma Isabelle - adesso voglio mostrarmi senza paura, anche se so che il mio corpo ripugna". Una malattia lunga 15 anni, che l'ha ridotta a pesare 31 chili: "Le sofferenze fisiche e psicologiche che ho subito hanno un senso solo se possono essere d'aiuto - spiega la ragazza francese - a chi è caduto nella trappola da cui io sto cercando di uscire". Si sprecano sia i pareri positivi sia quelli negativi sul caso. Le critiche arrivano da Fabiola De Clerq, presidente dell' Aba (Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia e l'obesità): "L'utilizzo di questa immagine è può indurre fenomeni di emulazione e non aiuta certo i diretti interessati né le loro famiglie". Sostegno arriva invece dal Ministro della Salute Livia Turco: "Apprezzo sinceramente sia i contenuti che le modalità di realizzazione. Un'iniziativa come questa è uno strumento da prendere in assoluta considerazione". Reazioni anche dalle passerelle milanesi, dove è in corso la settimana della Moda. "Credo che queste campagne con immagini così dure e crude siano giuste, opportune". A pensarla così è Giorgio Armani. Dello stesso avviso anche i due stilisti Dolce e Gabbana: "Finalmente qualcuno dice la verità sull'anoressia, cioè non è un problema della moda, ma un problema psichiatrico". Non è nuovo a queste situazioni Toscani, che spiega: "Io ho fatto come sempre un lavoro da reporter: ho testimoniato il mio tempo. Sono anni che mi interesso al problema dell'anoressia. Un tema tabù per la moda. Come l'Aids ai tempi. Adesso l'argomento tabù è l'anoressia. Non credo che la moda abbia grandi responsabilità sul problema dell'anoressia - conclude - è una cosa molto più ampia che riguarda tutti i media e in particolare la televisione, che propone alle ragazze modelli di successo assurdi, creando una società che non si ama e non si accetta. E il sistema è degenerato. La mostruosità piace. Siamo in preda a una malattia culturale: ci piacciono i mostri perchè non ci vogliamo bene”. Sulle critiche che la campagna ha sollevato in questi giorni Toscani replica che “c’è una bellezza nella tragedia. Il paradosso è che ci si sconvolge davanti all’immagine e non di fronte alla realtà". E’ proprio questo il potere di una pubblicità ben confezionata, efficace ed efficiente: far parlare di sé. Ben venga se, come in questo caso, si ripropone ai cittadini un tema scottante e - come emerge dai dati riportati - fondamentale per la salute pubblica. di Andrea Andò |