Il popolare sito di vendite online tenta anche la strada alimentare. Oltre a libri, cd, dvd e apparecchi digitali, anche alimenti freschi Per ora l'esperimento è limitato a Seattle nell'enclave di Mercer Island e solo su invito "Quando ci sentiremo pronti aggiungeremo altre zone nelle quali fare le consegne"
LOS ANGELES - Uova, verdure, pesce e alimenti bio. Amazon si espande ancora. Il più popolare sito di vendite online, dopo eBay, ha deciso di ampliare la propria offerta e non limitarsi più solo a libri, cosmetici e apparecchi digitali. L'obiettivo è ambizioso, consegnare porta a porta prodotti freschi, 24 ore dopo l'ordine effettuato al computer. La società nata nel 1995 da Jeff Bezos, come più grande libreria online del mondo, (l'anno scorso ha effettuato vendite per 15,7 miliardi di dollari), ha dato il via al suo programma AmazonFresh, per ora solo a Seattle, Washington, nell'enclave di Mercer Island, e solo su invito, da mercoledì scorso. Il fondatore di Amazon Jeff Bezos Si tratta di un beta test, un esperimento, ma l'obiettivo è ambizioso: sfondare nel business online dei prodotti alimentari, un settore dove altri hanno fallito in maniera clamorosa. E i nomi suscitano ancora qualche brivido nel settore: WebVan, finita in bancarotta dopo aver raggiunto ben 26 città americane. E ancora HomeGrocer, ShopLink e Streamline. I flop illustri nell'accoppiata tra alimentari freschi e computer, denunciano chiaramente la complessità di questo tipo di operazione, sia che le consegne vengano effettuate nelle città o nelle aree extraurbane. Inoltre i margini di guadagno del settore sono estremamente ridotti e la maggior parte dei servizi opera in perdita. Rari i casi fortunati, come l'inglese Tesco. Anche in Italia il panorama è desolante: a eccezione di Esselunga, che opera sul territorio nazionale, non esistono realtà al di fuori del quartiere (unica eccezione la Coop che opera a Roma) e, comunque, la spesa online resta ancora lontana dalle abitudini quotidiane dei consumatori. Ma le sfide non spaventano il patron di Amazon. Jeff Bezos è abituato a prendere di petto il mercato fin dall'inizio, quando cambiò il nome della società da "cadabra.com" a "amazon. com" perché il primo assomigliava troppo alla parola "cadaver". Questo non è il primo esperimento che il gigante della vendita online compie riguardo alla vendita di cibo. Già nel 2006 aveva dato il via ad Amazon Grocery, basato su accordi con negozianti locali che recapitano la spesa di prodotti come salatini e pasta, in modo rapido, e limitando i costi per l'utente e per l'azienda, ma i margini sono comunque sempre ridotti. Al contrario, AmazonFresh, che incorpora anche il catalogo Grocery, consegna direttamente, lasciando i prodotti sulla porta di casa del cliente, in contenitori refrigerati e isolati. "È già avviato e funziona. La gente ordina e i camion consegnano, ne abbiamo 12 che lavorano a ritmo continuo e portano i prodotti fino dentro la cucina", ha detto il portavoce di Amazon Craig Berman: "Allargheremo il servizio quando ci sentiremo pronti ad aggiungere altre zone nelle quali fare le consegne e più clienti alla nostra lista di inviti senza diminuire la qualità del nostro servizio". In caso di espansione extra-urbana, Amazon sarà inoltre costretta a misurarsi con le società che non sono state messe in ginocchio dalla relazione pericolosa tra alimentari e informatica: da Peapod. com a FreshDirect. com, fino alla newyorchese YourGrocer.com. I prodotti che si possono comprare al momento sono per esempio carote a 1,79 dollari o una bistecca a 1,99 dollari, e la spedizione non avviene per spese con importo minore di 9,99 dollari: in tali casi i clienti possono ritirare di persona i prodotti. Invece i costi di consegna durante il giorno sono nulli a patto che si spendano almeno 50 dollari o 25 dollari per le consegne prima dell'alba. Fonte: http://www.repubblica.it |